Smart working alle Maldive: 23mila euro per una vacanza lavoro da remoto

Lavorare dalle Maldive con scrivania vista oceano, arriva lo smart working in vacanza.

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Lavorare dalle Maldive con scrivania vista oceano, arriva lo smart working in vacanza.

Ormai lo smart working sembra coinvolgere milioni di persone in tutto il mondo, tanto da aver avuto un ruolo fondamentale nel cambiamento della vita domestica e nel mercato immobiliare. Lavorare da casa ha dato una spinta al mercato delle case nei borghi o nelle città di provincia, sono aumentate le ricerche di case più grandi, dove vivere e lavorare. 

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Lavorare dalle Maldive con scrivania vista Oceano

Il lavoro agile non ha cambiato solo gli stili di vita e il mercato immobiliare ma anche quello dei viaggi, già penalizzato dal coronavirus. Molti resort hanno pensato di offrire delle stanze di lusso attrezzate per gli smart workers, in modo da abbinare lavoro e relax. Una nuova idea, di certo non economica, è arrivata da  Nautilus Maldives, un noto resort di lusso che ha appena riaperto, e che offre la possibilità di lavorare direttamente nel resort, più precisamente negli uffici allestiti appositamente, per un massimo di 21 giorni e ovviamente con tutti i comfort del caso. Una vacanza-lavoro, insomma, che per chi vuole operare lontano da casa. Il pacchetto offerto dal resort include una stanza con vista sull’Oceano e scrivania, assistente personale, servizio gratuito di lavanderia e buffet non stop da sfruttare per massimo 3 settimane.

Quanto costa lavorare al Nautilus Maldives?

Il prezzo, ovviamente, non è affatto economico. Un soggiorno di 7 notti per due persone costa la bellezza di 23.500 dollari, mentre chi decide di fermarsi fino a 3 settimane dovrà sborsare fino a 52mila dollari. Aldilà dell’idea originale, seppur costosa e inaccessibile, è chiaro che lo smart working ha tutte le carte in regola per diventare la modalità di lavoro del futuro.

Di recente, anche una start up aveva pensato ad una capsula arredata da mettere in giardino per lavorare lontano dai rumori di casa. Un’altra start up aveva, invece, pensato ad un’app che permetteva di trovare il bar più vicino dove si poteva lavorare per qualche ora, in silenzio e senza interferenze.

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