Bar riconvertiti allo smart working: l’idea per salvare i locali dalla crisi economica

L'idea delle scrivanie on demand per creare spazi di lavoro nei bar e salvarli dalla crisi provocata dal coronavirus.

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L'idea delle scrivanie on demand per creare spazi di lavoro nei bar e salvarli dalla crisi provocata dal coronavirus.

Ormai si parla spesso di smart working e di lavoro agile. Anche a settembre il ritorno in ufficio non sarà garantito e continuano ad essere tante le aziende che faranno lavorare da casa i dipendenti alle prese con la riorganizzazione degli spazi domestici. Il lavoro da remoto e il fatto che molte persone non si spostano più per lavoro sta causando molti problemi economici a bar e ristoranti che soffrono più che mai la crisi. 

Bar e caffetterie riconvertite a smart working, come funziona

Dopo la capsula arredata da giardino per lavorare da remoto e l’idea di alcuni hotel di lusso di mettere a disposizione delle stanze accessoriate, ora c’è anche il progetto delle scrivanie on demand per permettere ai lavoratori di operare anche nelle caffetterie o nei bar. In questo modo si vogliono salvare tutte quelle attività che stanno soffrendo la crisi indiretta provocata dallo smart working e le minori presenze di clienti. La start up Nibol, ad esempio, ha sviluppato un’app che collega locali in grado di ospitare postazioni di lavoro sanificate per lavoratori agili. In questo modo bar e caffetterie possono riconvertire gli spazi in postazioni di coworking con Wi-Fi. Tramite l’app è possibile geolocalizzare la postazione più vicina e scegliere quella con le caratteristiche che più aggradano. Si va dall’aria condizionata, alla presenza di prese elettriche, maggiore tranquillità, recensioni di altri clienti e anche la qualità del cibo e bevande. Lo smart worker, a quel punto, può prenotare il posto indicando anche il tempo di permanenza. 

Non solo Scrivania on demand

Come dicevamo, non è la prima volta che si pensa di riconvertire spazi di locali pubblici per lo smart working.

Questa estate, alcuni hotel di lusso permettevano di usare delle stanze accessoriate per lavorare e nello stesso tempo usufruire dei servizi degli hotel. L’esigenza era quella di aiutare il settore turistico in forte crisi a causa del coronavirus che aveva bloccato le prenotazioni. Ora, a soffrire sono le attività commerciali dell’indotto, legate ai pendolari che giungono nelle città per lavorare e consumano nei locali, bar o caffetterie. Lo svuotamento delle città sta causando non pochi problemi a molti settori che intorno ai dipendenti avevano creato una vera e propria economia. Senza contare che anche le vendite delle case nei grandi centri, potrebbero soccombere a favore di quelle situate in periferia o nei piccoli paesi. 

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