Scandalo Bio-On, azionisti traditi e flop controlli: ecco cos’è accaduto

Azionisti Bio-On truffati dal management e traditi dalla stessa rete dei controlli, rivelatasi carente. Ecco cos'è successo all'azienda bolognese attiva nelle bio-plastiche.

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Marco Astorri, presidente del consiglio di amministrazione e fondatore di Bio-On, si è dimesso da tutte le cariche societarie dopo essersi avvalso davanti al gip della facoltà di non rispondere. Su di lui, il socio e vice-presidente Guy Cicognani, il presidente del collegio sindacale Gianfranco Capodaglio e altri sei amministratori, pendono le accuse di falso in bilancio e manipolazione del mercato.

Vi spieghiamo cos’è accaduto. Questa estate – siamo al 24 di luglio – il fondo americano Quintessential denuncia con un dossier la società di bio-plastiche di falsificazione dei bilanci e degli stessi dati sulla produzione. Partono le indagini della Procura di Bologna con l’operazione denominata “Plastic Bubble” (“Bolla di plastica”) e si arriva alle perquisizioni e i sequestri di beni per 150 milioni di euro in Emilia-Romagna, Lazio e Lombardia.

Bio-On: nel primo semestre 2019 si impennano le perdite

Nel frattempo, il titolo quotato nel segmento Aim Italia è letteralmente travolto dalle vendite, crollando dai 56,80 euro di luglio ai 10,42 di martedì 22 ottobre, ultima seduta nel corso della quale è stato negoziabile prima della sospensione ordinata dalla Consob. Il valore di capitalizzazione è risultato decimato a soli 200 milioni di euro, -80% in appena tre mesi. Meno di un anno fa, era arrivato a 1,3 miliardi. E dire che l’IPO a Piazza Affari avvenne cinque anni fa a un prezzo dimezzato rispetto ai livelli ormai bassi precedenti alla sospensione, tanto che chi avesse acquistato allora le azioni Bio-On e le avesse mantenute in portafoglio fino al novembre dello scorso anno, si sarebbe portato a casa guadagni per oltre il 1.170%.

Ad essere risultati falsificati, secondo le indagini, anche i dati sulla produzione di bio-polimeri nell’impianto di Castel San Pietro, ufficialmente pari a 1.000 tonnellate nell’intero 2018, quando da inizio 2019 ad oggi si è attestata ad appena 19 tonnellate. Siamo dinnanzi a una truffa colossale e chiaramente ai danni degli azionisti, che hanno investito sulla base di informazioni del tutto erronee. Astorri e compagnia bella avrebbero puntato a gonfiare il valore di capitalizzazione della società sin dal suo sbarco in borsa, raccogliendo così molti più capitali di quelli che altrimenti sarebbero loro fluiti.

Vigilanza carente, azionisti Bio-On traditi

Possibile che tutto ciò sia avvenuto senza che le autorità di controllo avessero capito nulla e che si sia resa necessaria la denuncia di un investitore privato e straniero per scoperchiare gli altarini? E perché mai il fondo avrebbe operato da investigatore? Di certo c’è che a fronte di un fatturato dichiarato di 50,725 milioni nel 2018, l’ultima trimestrale, la prima pubblicata dopo lo scandalo, vede i ricavi a soli 917.000 euro, cifra che si confronta con i circa 6 milioni dello stesso periodo dello scorso anno e che denota una produzione infima. Ne consegue che effettivamente il mercato ha avuto ragione a scontare un fortissimo ribasso del titolo, che è arrivato a quotare a oltre 25 volte i ricavi annuali, con questi ultimi ad attestarsi verosimilmente nell’ordine di pochi milioni di euro.

Quando le contrattazioni verranno rese nuovamente possibili, c’è da attendersi verosimilmente un nuovo tonfo per le azioni Bio-On, per l’assenza di parametri certi a cui fare riferimento per il momento. Gli azionisti hanno già subito ingenti perdite a causa di valutazioni fondate su bilanci truccati. Ci sono tutti gli estremi per una class action e qualche associazione di categoria già si muove in tal senso. Purtroppo, sappiamo come vanno queste cose e quanto tempo richiedano prima che in minima parte gli investitori si vedano ristorati delle perdite ingiuste. E, soprattutto, ci saranno assets a sufficienza per garantire un indennizzo agli azionisti? Molto improbabile, data la sproporzione tra prezzi di mercato e valore reale della produzione e del fatturato, anche perché gli impianti e la stessa liquidità aziendale servono e serviranno per garantire la continuità operativa aziendale. L’unica certezza è che la rete dei controlli ancora una volta non ha funzionato. Si fa presto a dire che bisogna investire sui mercati finanziari, quando chi è preposto a sorvegliarli non fa il proprio dovere.

Bio-On, tre misure cautelari per i vertici

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