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Oggi: 27 Giu, 2026

Rendimenti italiani in calo, ma con spread in risalita: cosa sta succedendo?

Lo spread tra BTp e Bund a 10 anni è salito in area 75 punti base, malgrado il calo dei rendimenti italiani. Ecco la possibile spiegazione.
27 Giugno 2026
Spread BTp Bund in risalita
Spread BTp Bund in risalita © Licenza Creative Commons

La riapertura di Hormuz contestuale alle trattative di pace tra Stati Uniti e Iran a Ginevra ha favorito il ritorno degli investitori sul mercato obbligazionario. I prezzi sono risaliti e i rendimenti scesi. Il decennale italiano offriva ieri anche meno del 3,60%, il livello più basso da tre mesi e mezzo. Tuttavia, lo spread tra BTp e Bund a 10 anni è risalito nelle ultime sedute in area 75 punti base o 0,75%. Paradossalmente, prima dell’avvio ufficiale del negoziato era arrivato a scendere sotto i 70 punti.

Spread BTp Bund a 75 punti con “fly to quality”

Rendimenti in calo e spread in rialzo non sono in contraddizione.

Il secondo misura la differenza (nello specifico) con il livello dei rendimenti tedeschi. Sta accadendo che i rendimenti italiani stiano scendendo, ma meno dei rendimenti tedeschi. Il mercato sta concentrandosi sui “porti sicuri”, i quali si rafforzano più degli altri in termini di prezzo. Un trend non scontato, visto che l’allentamento delle tensioni geopolitiche avrebbe dovuto aumentare la propensione al rischio, come segnala anche il crollo dell’oro.

Tassi su e crescita giù

Per capire perché questo stia accadendo, bisogna forse guardare a Francoforte. La Banca Centrale Europea ha iniziato ad alzare i tassi di interesse dello 0,25% ed è probabile che lo faccia ancora una volta entro settembre. Si allontana il terzo rialzo, invece, che era atteso dal mercato per fine anno. La stretta monetaria sta avvenendo in un contesto di rallentamento economico nell’Eurozona. Serve per combattere l’inflazione, risalita a causa del caro energia. D’altra parte, rischia di colpire ulteriormente la già bassa crescita del Pil (-0,2% nel primo trimestre).

In uno scenario di tendenziale stagflazione, gli investitori tendono ad esporsi di più verso i bond percepiti come massimamente sicuri. L’allargamento dello spread BTp Bund non è una specificità italiana in questa fase. Le distanze sono aumentate nell’ultimo mese anche in Spagna da 42 a 48 punti e in Francia da 61 a 66 punti. Il trend è regionale e favorisce la Germania, che per paradosso è anche l’economia europea più intenta ad aumentare le spese militari e il deficit stesso. Il fatto è che dispone di grossi margini fiscali a differenza di quasi tutti i suoi partner nell’unione monetaria.

Possibile inversione del trend

Quello che si sta suggerendo il mercato è che la crisi di Hormuz sta rientrando, ma continuerà ad avere effetti sull’economia europea sotto forma di tassi più alti e crescita più debole. Un mix particolarmente negativo per i Paesi più indebitati. Il restringimento dello spread tra BTp e Bund potrà avvenire nelle prossime settimane con un’inversione dei dati macro: “raffreddamento” dell’inflazione e tenuta della crescita italiana. I segnali circa questo secondo aspetto ci sono dopo la sorpresa positiva nel primo trimestre e riguardo ai dati più recenti, mentre siamo in attesa di capire come si evolveranno i prezzi al consumo già dal mese di giugno.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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