Il ritorno al potere dei talebani in Afghanistan e le possibili conseguenze per l’economia mondiale

I talebani proclameranno ufficialmente l'Emirato Islamico a 20 anni dalla loro cacciata dal potere per mano dell'America. E il mondo trema.

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I talebani riconquistano l'Afghanistan

Da ieri sera, 15 agosto 2021, i talebani sono tornati a controllare nuovamente l’intero Afghanistan dopo 20 anni dalla loro cacciata dal potere per mano degli USA. I guerriglieri islamisti sono entrati nel palazzo presidenziale a Kabul, da dove ufficialmente proclameranno la nascita dell’Emirato Islamico. Decine di migliaia i civili in fuga verso l’aeroporto, dove i soldati americani hanno messo in sicurezza l’area, ma stentano a mantenere il controllo al suo interno. Fanno il giro del mondo le immagini di persone che corrono sulla pista per cercare di salire a bordo di uno degli aerei in partenza da Kabul.

Il mondo trema all’idea che i talebani, responsabili di numerosi attacchi terroristici in Asia e Occidente, in particolare, adesso siano tornati al potere. Quale possibile impatto per l’economia mondiale? Per quanto l’evento sul piano geopolitico sia dirompente, per il momento non sembra che esso possa frenare la ripresa in corso dopo la fase acuta della pandemia. Tuttavia, le implicazioni rischiano di essere ugualmente severe.

Anzitutto, la paura per le rappresaglie e le politiche oscurantiste dei talebani incentiverà la fuga di profughi dall’Afghanistan in direzione, anzitutto, del Pakistan. E Islamabad non può permettersi instabilità ai suoi confini, gravata da un debito pubblico già al 90% del PIL e soccorsa dal Fondo Monetario Internazionale (FMI) per la tredicesima volta in 30 anni. In assenza di nuovi aiuti, il paese rischia il collasso fiscale. Per contro, va detto che proprio la sua posizione di rilievo nel capitolo afghano spingerebbe l’FMI a concedere maggiore e pronto sostegno al governo pakistano per mantenere la stabilità dell’intera area.

Profughi afghani e scontro USA-Cina sui talebani al potere

Ma i profughi potrebbero raggiungere l’Europa attraverso la Turchia. Per Ankara, la possibilità di accrescere la propria posizione geopolitica nei confronti di Bruxelles. Chiederà e con ogni probabilità otterrà nuovi fondi per impedire che i profughi afghani arrivino nel Vecchio Continente e, soprattutto, beneficerà di relazioni internazionali necessariamente migliori con l’Occidente. La lira turca otterrebbe quel sollievo di cui ha bisogno da tempo.

Al contrario, l’euro potrebbe indebolirsi per via delle tensioni politiche che nell’Eurozona monteranno su come affrontare la nuova ondata di migranti.

Infine, le relazioni tra USA ed Europa da una parte e Russia e Cina dall’altra rischiano di deteriorarsi ulteriormente. La vittoria dei talebani è stata percepita in Occidente come una dura sconfitta di Washington, una seconda Saigon. L’amministrazione Biden dovrà rinvigorire la sua immagine, tra l’altro non tollerando che Pechino e Mosca attirino a sé il Pakistan. Le ambasciate dei due paesi, hanno annunciato i rispettivi governi, resteranno aperte a Kabul. Segno inequivocabile del fatto che i nemici dell’America puntino a consolidare la loro posizione in Asia.

La conseguenza di questo scenario sarebbe un inasprimento della “guerra” commerciale già in atto tra USA e Cina e delle sanzioni a carico della Russia. Non un tonificante per la crescita dell’economia mondiale. E l’incertezza e la paura per la sicurezza faranno il resto nell’Occidente. Da un lato, dovremmo aspettarci maggiori investimenti per la difesa e dall’altro possibili rallentamenti nella ripresa dei flussi turistici, specie verso le aree del pianeta considerate più a rischio. In conclusione, data un’occhiata ai titoli azionari legati al comparto militare e fate attenzione a quelli che gravitano attorno ai viaggi, come le compagnie aeree.

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