Come lo smart working svuota le città e fa cambiare i prezzi delle case

Anche a New York, come in Italia, il lavoro agile sta cambiando il mercato immobiliare.

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Anche a New York, come in Italia, il lavoro agile sta cambiando il mercato immobiliare.

Lo smart working continua a svuotare le grandi città e cambia anche il mercato immobiliare. Dopo Milano, mezza vuota a causa del fenomeno del South Working, e Londra, ugualmente ‘abbandonata’ dai pendolari, anche a New York non solo il lavoro agile ha svuotato la città ma ha anche fatto alzare i prezzi delle case in periferia. 

Come lo smart working ha cambiato New York e le case costano di meno

Abbiamo visto come lo smart working ha letteralmente cambiato il modo di vivere e di conseguenza sta causando non pochi problemi a tutte quelle attività commerciali che andavano avanti grazie alla presenza dei dipendenti da ufficio. Il caso di Milano, svuotata a causa del fenomeno del South Working, ossia studenti e lavoratori tornati nella loro città di origine da dove continuano a lavorare da remoto, ha fatto scuola. Anche New York non sembra più la stessa da quando il lockdown ha spinto milioni di persone a lavorare da casa. Le persone evitano di prendere la metro e recarsi a Manhattan, in tanti restano nelle loro case dei sobborghi ma tutto ciò ha causato un aumento dei prezzi delle case, soprattutto villette, situate nei sobborghi della grande metropoli e rallentato i prezzi delle case in centro, che prima erano ambitissime e molto care. Solo a luglio, come riporta Business Insider, c’è stato un aumento del 44% delle vendite delle case nelle contee suburbane mentre le vendite in centro sono calate del 56%. 

Il caso italiano

Un fenomeno simile potrebbe accadere anche in Italia. Per ora, invece, si sta tentando di ridare vita ai borghi spopolati, che grazie al lavoro da remoto e la possibilità di operare da casa potrebbero rinascere.

Ma non è tutto. Moltissimi lavoratori e studenti sono tornati al Sud, lasciando la città stravolta e con il rischio di una crisi economica legata al fatto che migliaia di fuori sede consumavano in città e ora non lo fanno più. Anche il mercato degli affitti per studenti è cambiato e ora le stanze disponibili sono molte di più rispetto allo scorso anno. 

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