Caos voli, ipotesi Alitalia fino a marzo: siete pronti a sborsare altri soldi?

Potrebbero esserci voli Alitalia fino al mese di marzo del 2022. L'ipotesi creerebbe il caos e costerebbe altri denari ai contribuenti.

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Ipotesi proroga dei voli Alitalia

Ultimi giorni per i voli Alitalia. O forse no. Mentre prosegue lo scontro tra la nuova compagnia Italia Trasporto Aereo (ITA) e sindacati – vedi lo sciopero di venerdì scorso – nel governo circola l’ipotesi clamorosa di far slittare la data per il decollo di quest’ultimo, ad oggi fissata per il 15 ottobre. Lo riporta oggi il Corriere della Sera, che raccoglie alcune indiscrezioni uscite dagli ambienti del governo. Il giorno prima dovrebbe essere l’ultimo di operatività per la vecchia compagnia. Ma il passaggio di consegne rischia di slittare.

Come accennavamo, nessun accordo c’è ancora tra sindacati e ITA sulle assunzioni. Nella fase iniziale, sarebbero 2.800 i dipendenti in organico per i 52 velivoli della flotta. A casa resterebbero 7.700 lavoratori, per i quali i sindacati chiedono sia l’accelerazione delle assunzioni, sia l’estensione in lavoro favore della cassa integrazione. Ma l’azienda lamenta che non ci sarebbero i numeri per aumentare l’organico per i primi mesi o anni di vita.

Altro nodo: gli stipendi. Importi finanche più che dimezzati per piloti e comandanti nel passaggio da Alitalia a ITA, ridotti di oltre un terzo per gli assistenti di volo. Ma inutile girarci intorno: risorse per fissarli più alti non ce ne sono. ITA eredita un disastro totale. Al Ministero dello Sviluppo, si fa presente che la nuova compagnia decollerebbe in un periodo sbagliatissimo, cioè in bassa stagione. Meglio sarebbe attendere fino all’arrivo dell’alta stagione, nel marzo del 2022, così da partire con il piede giusto e non “bruciare” cassa.

Voli Alitalia senza ‘carburante’ fino a marzo?

Ma la proroga dei voli Alitalia sarebbe tutt’altro che agevole. Anzitutto, perché l’Unione Europea potrebbe mettersi di traverso.

Secondariamente, la vecchia compagnia non disporrebbe di liquidità sufficiente per arrivare a marzo, anzi neppure per andare avanti qualche altra settimana in più. Oggi, ad esempio, sta pagando gli stipendi di settembre solamente al 50%, rinviando il pagamento del restante 50% per quando riceverà l’incasso dell’offerta per il marchio.

E questo è un altro problema. Il marchio Alitalia è all’asta e la seconda parte del bando non si concluderà prima di qualche settimana da oggi. E probabilmente ITA aspetterà che si apra proprio questa seconda fase, quando potrà offrire meno dei 290 milioni della base d’asta fissata. In pochi giorni, dovrebbe espletare le formalità per acquisire il marchio e per brandizzare i velivoli. Il tempo sarebbe davvero tiranno.

E c’è il macigno dei voli Alitalia che ad oggi non si sono potuti prenotare per dopo il 14 ottobre. Come farà la compagnia a recuperare il tempo e i biglietti perduti? Oltretutto, se proroga sarà, il governo avrebbe provocato un disastro totale: fermando l’operatività di Alitalia dalla metà di ottobre e ripristinarla all’ultimo momento significherebbe aver fatto perdere milioni di euro preziosi alla cassa aziendale. A pagare il conto sarebbero ancora una volta i contribuenti, chiamati a sostenere per altri 4-5 mesi una compagnia senza cash. Nel frattempo, Bruxelles ha chiesto al governo di recuperare i 900 milioni del prestito-ponte erogato nel 2017. Ma nulla di tutto ciò avverrà. Alitalia è fallita.

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