La dichiarazione precompilata contiene anche diversi oneri sostenuti nell’interesse dei familiari fiscalmente a carico (tra cui i figli). Si tratta di dati che possono dare diritto a una detrazione d’imposta o a una deduzione dal reddito, secondo le regole previste dalla normativa fiscale.
Tra le spese che possono comparire rientrano quelle sanitarie, universitarie, scolastiche e quelle per corsi statali post diploma di Alta formazione e specializzazione artistica e musicale. Sono considerate anche le somme pagate per premi assicurativi, contributi previdenziali, previdenza complementare, enti e casse con finalità assistenziale, asili nido e abbonamenti al trasporto pubblico.
Il principio di base è semplice: il beneficio fiscale spetta al soggetto che ha realmente sostenuto il costo.
Tuttavia, quando la spesa riguarda un familiare a carico, l’attribuzione può dipendere anche dalle informazioni trasmesse all’Agenzia delle Entrate dai soggetti obbligati alla comunicazione.
Nel modello 730, ad esempio, le spese sanitarie trovano collocazione nel quadro E. In particolare, per le spese mediche riferite a familiari a carico, può assumere rilievo il rigo E1, colonna 2, quando ricorrono le condizioni previste dalle istruzioni ministeriali.
Dichiarazione precompilata: come vengono attribuiti gli oneri detraibili e deducibili
Quando nelle comunicazioni al sistema TS (tessera sanitaria) fatte dagli operatori del settore (farmacie, ecc.) inviate all’Agenzia delle Entrate è indicato il contribuente che ha effettuato il pagamento, la spesa viene collegata a quel soggetto. In questo caso, la dichiarazione precompilata riporta l’onere nella posizione fiscale di chi risulta averlo sostenuto.
Resta, comunque, necessario che il familiare per il quale la spesa è stata pagata risulti presente nel prospetto dei familiari a carico del modello dichiarativo.
Questo passaggio è decisivo, perché il beneficio fiscale non può essere riconosciuto automaticamente se manca il collegamento tra il contribuente e il familiare interessato.
La regola cambia quando, nelle informazioni arrivate all’Agenzia, non è specificato chi ha pagato. In tale situazione, l’onere viene inserito nella posizione del contribuente che ha quel familiare a carico. L’attribuzione avviene in base alla percentuale indicata nel prospetto dei familiari.
Così, se un figlio risulta fiscalmente a carico di entrambi i genitori al 50%, una spesa riferita a quel figlio viene ripartita in pari misura, salvo diversa indicazione o necessità di correzione.
Quando serve correggere i dati proposti dal Fisco
La presenza di un dato nella dichiarazione precompilata non esonera dal controllo. Il contribuente deve verificare che le informazioni siano corrette, soprattutto quando riguardano familiari a carico e spese sostenute da più soggetti.
La modifica diventa necessaria se il familiare non possiede i requisiti per essere considerato fiscalmente a carico. In base all’art. 12 del TUIR, il carico fiscale dipende dal reddito complessivo del familiare e dalle condizioni previste dalla legge.
Occorre intervenire sulla dichiarazione redditi precompilata anche se la spesa è stata pagata da una persona diversa da quella indicata nei dati proposti, oppure se la quota effettivamente sostenuta non coincide con la percentuale di carico riportata nel prospetto. In questi casi, lasciare invariata la dichiarazione precompilata potrebbe portare a una detrazione o deduzione non corretta.
Il controllo è importante anche perché alcune spese compaiono nel foglio riepilogativo del familiare a carico e, allo stesso tempo, nella posizione fiscale del contribuente che ne sostiene l’onere o che ha diritto alla relativa quota. Questo non significa che la stessa spesa possa essere usata due volte, ma soltanto che il dato viene mostrato per trasparenza.
Esempio pratico: dichiarazione precompilata e spese mediche del figlio
Un caso frequente riguarda le spese sanitarie dei figli. Si immagini un figlio fiscalmente a carico di entrambi i genitori al 50% per 12 mesi. Per quel figlio vengono comunicate all’Agenzia delle Entrate spese mediche pari a 400 euro.
In assenza di una diversa indicazione sul soggetto che ha sostenuto l’intero costo, la somma viene divisa tra i due genitori secondo la percentuale di carico. Ciascun genitore troverà, quindi, nella propria dichiarazione precompilata 200 euro di spese sanitarie riferite al figlio, pari al 50% di 400 euro.
Nel modello 730, l’importo relativo alle spese mediche è riportato nel rigo E1, colonna 2. Il foglio riepilogativo di ciascun genitore mostrerà anche il dato complessivo di 400 euro relativo al figlio, così da rendere chiara l’origine dell’importo attribuito.
Se anche il figlio consulta la propria dichiarazione precompilata, troverà nel foglio riepilogativo le spese a lui riferite, compresi i 400 euro di spese mediche. Tuttavia, il documento segnalerà che tali dati sono stati assegnati ai familiari di cui risulta fiscalmente a carico.
La dichiarazione precompilata resta, dunque, uno strumento utile, ma richiede sempre una verifica attenta: il dato proposto dal Fisco agevola la compilazione, mentre la correttezza finale dipende dalla reale situazione familiare e da chi ha sostenuto la spesa.
Quanto anzidetto si evince dalla FAQ dell’Agenzia Entrate sul 730/2026 precompilato.
Riassumendo
- La dichiarazione precompilata include oneri per familiari fiscalmente a carico.
- Spese sanitarie, scolastiche, universitarie e assicurative possono dare benefici fiscali.
- Detrazioni e deduzioni spettano a chi ha sostenuto la spesa.
- Se manca il pagatore, conta la percentuale di carico familiare.
- Il contribuente deve correggere dati errati o non coerenti.
- Nell’esempio, 400 euro di spese mediche diventano 200 per genitore.
