Ha appena compiuto 31 anni ed è da mesi al centro delle cronache finanziarie non soltanto in Italia. Leonardo Maria Del Vecchio si sta muovendo su più fronti per consolidare il suo piano per giungere al controllo di Delfin, la holding di famiglia. Ieri, la notizia che stia per vendere il palazzo di sei piani in via Turati a Milano, dove ha sede il suo home office Lmdv. Prezzo richiesto di 58 milioni di euro con plusvalenza potenziale di 34 milioni. Anche i due piani in via Monte Napoleone sono finiti sul mercato per una ventina di milioni. Di questi giorni, anche la notizia della rilevazione del 70% del gruppo Editoriale Nazionale, che edita QN Quotidiano Nazionale, Il Giorno, La Nazione e Il Resto del Carlino.
Solamente nel dicembre scorso, il rampollo della famiglia Del Vecchio aveva rilevato il 30% de Il Giornale.
Delfin, riassetto in corso con trasferimento quote
Ma la partita della vita la sta giocando in Delfin. Il 27 aprile scorso, l’assemblea degli azionisti si è riunita nel Lussemburgo, in cui ha sede, approvando due mozioni all’ordine del giorno: il trasferimento delle quote (12,50% a testa) dei fratelli Luca e Paola a Leonardo Maria per una cifra di 5 miliardi di euro a testa e l’aumento dal 10% all’80% per tre esercizi dell’utile da distribuire. L’operazione è stata resa possibile attraverso un maxi-prestito di 11 miliardi da parte di Bnp Paribas, Crédit Agricole e Unicredit. Esso contempla anche il rifinanziamento di 1 miliardo dei debiti in scadenza della Lmdv.
Subito dopo avere ricevuto il via libera, Leonardo Maria ha avviato le trattative per rilevare anche la nuda proprietà del 12,50% della madre Nicoletta Zampillo.
Stando alle norme del Granducato e alle disposizioni statutarie, la donna conserverebbe il diritto alla cedola e di voto nelle assemblee ordinarie. Il nudo proprietario otterrebbe diritto di voto per le assemblee straordinarie, nonché bloccherebbe di fatto il trasferimento a terzi della quota. Non sono emerse cifre sulla transazione. Sebbene sia valutata a 5 miliardi in base agli accordi sulle cessioni delle quote dei fratelli di poche settimane prima, trattandosi di nuda proprietà il suo valore di mercato risulta molto inferiore.
Abbiamo provato a simulare la cifra dell’acquisto, tenendo conto dell’età dell’usufruttaria (68 anni) e delle tabelle indicate dal Ministero di economia e finanze ai fini fiscali per la fascia di età 63-69 anni. Risulterebbe di 2,75 miliardi. Pur essendo un importo quasi dimezzato rispetto ai 5 miliardi altrimenti dovuti, non si sa ancora a quali risorse Leonardo Maria attingerà per effettuare il pagamento. Si presume che esso non sarà immediato, un fatto che darebbe respiro al giovane.
Rocco Basilico contro Leonardo Maria
L’accordo con i fratelli rischia di impantanarsi a lungo dopo che Rocco Basilico, figlio di primo letto di Zampillo, destinatario anch’egli di una quota del 12,50%, ha fatto ricorso contro la delibera dell’assemblea al tribunale del Lussemburgo. Egli ha eccepito che il trasferimento delle quote richiederebbe l’approvazione di almeno l’88% dei soci e l’aumento del dividendo all’unanimità.
Essendosi espresso contro in entrambi i casi, il suo voto sarebbe stato sufficiente a bloccare il riassetto azionario in Delfin. Leonardo Maria salirebbe dal 12,50% al 37,50%, oltre a prendersi la nuda proprietà della madre con cui giungere al 50% nelle assemblee straordinarie.
Più banche interpellate su prestito-ponte
Questione di settimane e le tre banche sopra citate sborserebbero i 3,7 miliardi a testa promessi, ma altre banche sarebbero state consultate allo scopo in questi giorni: Citi, Goldman Sachs, Deutsche Bank, Société Générale e Banco BPM. L’idea sarebbe di chiudere entro il 27 giugno, cioè entro 4 anni dalla morte del padre Leonardo e capostipite della dinastia finanziaria. L’erogazione del prestito-ponte di 18 mesi starebbe rallentando sull’opposizione giudiziaria di Basilico. Pesa anche il crollo in borsa del titolo Essilux, che da inizio anno perde oltre un terzo del suo valore (-41 miliardi) e di cui Delfin è azionista di riferimento con il 32,4%.
Recesso di Basilico con vendita delle partecipazioni finanziarie?
Stando alle indiscrezioni, i creditori avrebbero preteso un “floor” al prezzo delle azioni Essilux per evitare future cattive sorprese. Il pegno sulle quote cedute ricadrebbe in capo a Lmdv, che risulta essere formalmente il titolare. Ma la questione Basilico dovrà trovare soluzione per evitare lungaggini giudiziarie rischiose per l’intera operazione. Una delle ipotesi di cui si starebbe discutendo sarebbe il recesso del fratellastro. Cederebbe la quota e incasserebbe i 5 miliardi dovutigli. Chi comprerebbe? Escludendo che Leonardo Maria disponga di un ulteriore prestito per salire ancora nel capitale, sarebbe la stessa Delfin a saldare.
Il problema è che la holding non disporrebbe delle risorse necessarie allo scopo. A meno che non facesse cassa vendendo le partecipazioni finanziarie: il 17,50% in Monte Paschi di Siena, il 28,11% in Covivio, il 10% in Generali e il 2,7% in Unicredit. Queste operazioni riattiverebbero in Italia il risiko bancario. E a Leonardo Maria consentirebbero di prendersi il controllo di Delfin. Infatti, se questa rilevasse e annullasse subito dopo la quota di Basilico, il peso dei singoli soci aumenterebbe. Ecco le percentuali del primo socio nello scenario ipotizzato:
- Leonardo Maria dal 37,5% al 42,9%
- Leonardo Maria + nuda proprietà di Nicoletta Zampillo dal 50% al 57,1%
Controllo Delfin di Leonardo Maria per fare cosa?
Delfin avrebbe garantito alle banche creditrici che dopo i 18 mesi del prestito-ponte si occuperebbe essa stessa di rilevare parte delle quote di Leonardo Maria per redistribuirle ai soci o quotarsi in borsa.
Allargando lo sguardo, resta da capire quali siano le intenzioni del giovane sul piano industriale e finanziario. Assumere il controllo della società di famiglia per fare cosa? Sappiamo che vorrebbe vendere in Italia, ma non conosciamo gli asset che acquisirebbe sul mercato domestico o all’estero. Con i miliardi in gioco, il 31-enne prenoterebbe un posto in prima fila tra l’élite imprenditoriale del Bel Paese.
giuseppe.timpone@investireoggi.it