Con la conversione definitiva in Senato del D.L. n. 200/2025 (il “Milleproroghe 2026”), diventano stabili alcune proroghe e rinvii su edilizia, IVA, fatturazione elettronica, tributi locali, ambiente e lavoro. Nel testo finale non sono entrate due novità molto attese: la “riapertura” della rottamazione-quinquies e la sospensione del contributo da 2 euro sulle importazioni di beni di modico valore previsto dalla legge di bilancio 2026.
IVA e fatture elettroniche nel Milleproroghe: rinvii tecnici e scadenze in avanti
Sul fronte IVA, la conversione interviene su un tema molto tecnico: la rettifica della detrazione “per masse”. La disciplina era collegata al co. 3 dell’art. 19-bis2, D.
P.R. 633/72 ed è stata abrogata dal D. Lgs. 186/2025. Tuttavia, la decorrenza dell’abrogazione viene spostata al 1/01/2027, allineandola al nuovo calendario del Testo Unico IVA previsto dal D. Lgs. 10/2026, che ridisegna in modo organico le regole sulla rettifica.
La legge di conversione inserisce anche due “paracadute”:
- restano validi fino a conclusione naturale i procedimenti di rettifica già avviati e ancora in corso al 1° gennaio 2027;
- vengono considerati salvi i comportamenti e gli adempimenti effettuati prima dell’entrata in vigore della conversione.
Dal 2027, in caso di variazioni del regime fiscale delle operazioni attive, del regime di detrazione o dell’attività esercitata che incidano sulla detrazione già fatta, non sarà più richiesta la rettifica “per masse” su beni e servizi non ancora ceduti o utilizzati. Restano, invece, applicabili le regole ordinarie con criterio analitico, legate all’uso dei singoli beni e servizi. Anche qui il decreto Milleproroghe sceglie la strada del rinvio ordinato, per evitare sovrapposizioni con il nuovo impianto normativo.
Novità anche sulla fatturazione elettronica per settori specifici: l’obbligo di indicare in e-fattura un codice identificativo per prodotti con Commissione Unica Nazionale (C.U.N.) viene spostato più avanti.
La modifica dell’art. 33, L. 182/2025 stabilisce che l’obbligo decorra dal 31/12/2028, con riferimento in particolare alla filiera suinicola e ai comparti di conigli, uova e grano duro.
Edilizia: più tempo per cantieri, permessi e piani attuativi
Tra le misure di maggiore impatto pratico, il provvedimento prolunga alcuni termini collegati ai lavori edilizi. In particolare, viene estesa l’applicazione dell’art. 10-septies, co. 1, D.L. 21/2022 ai termini di avvio e conclusione dei lavori legati ai permessi di costruire rilasciati (o formatisi) entro il 31/12/2025, quando ricorrono le condizioni previste dalla norma. Alle stesse condizioni, il rinvio coinvolge anche SCIA, autorizzazioni paesaggistiche e atti ambientali comunque denominati.
La proroga riguarda inoltre la “cornice” urbanistica: vengono toccati i termini di validità e quelli di inizio/fine lavori previsti dalle convenzioni di lottizzazione ex art. 28, L. 1150/1942, nonché da accordi similari, piani attuativi e atti propedeutici, purché formati entro il 31/12/2025. In sostanza, il decreto Milleproroghe offre respiro a interventi già impostati, riducendo il rischio di decadenze per scadenze ravvicinate e contesti complessi (autorizzazioni, passaggi amministrativi, aggiornamenti dei piani).
TARI, RENTRI, lavoro e rottamazione: le scelte finali del decreto Milleproroghe
Sui tributi locali, limitatamente al 2025, slittano i termini per l’efficacia delle delibere TARI: i Comuni devono inserire regolamenti e tariffe nel Portale del federalismo fiscale entro il 6/03/2026; per acquisire efficacia, le delibere vanno pubblicate sul sito del MEF entro il 16/03/2026.
In materia ambientale, viene rinviato al 15/09/2026 l’obbligo, per i piccoli produttori iniziali di rifiuti pericolosi iscritti al RENTRI, di usare il formulario digitale di identificazione del rifiuto (xFIR). Fino a quella data resta possibile il FIR cartaceo e non si applicano le sanzioni ex art. 258, D.Lgs. 152/2006 per mancata o incompleta trasmissione dei dati.
Sul lavoro, vengono spostati in avanti alcuni termini per assunzioni agevolate: il “Bonus donne” arriva al 31/12/2026, mentre “Bonus giovani” e “Bonus ZES unica” vengono prorogati al 30/04/2026. Sono previste anche misure per lavoro portuale/marittimo e il prolungamento della mobilità in deroga nelle aree di crisi industriale complessa.
Infine, tema caldo: la mini riapertura della rottamazione-quater non è stata recepita nel testo di conversione. È stata citata la possibilità di recuperare l’emendamento in seguito, ma allo stato attuale restano valide le regole già previste, con prosecuzione dei pagamenti per chi è in regola e senza riammissione automatica per i decaduti.
Il quadro complessivo conferma che il decreto Milleproroghe punta soprattutto a spostare scadenze e ad evitare blocchi amministrativi, più che a introdurre nuove sanatorie.
Riassumendo
- Conversione del decreto Milleproroghe 2026 con esclusione della rottamazione-quinquies.
- Proroga termini edilizi per permessi, SCIA e convenzioni fino al 31/12/2025.
- Rinvio al 2027 dell’abrogazione rettifica IVA ex art. 19-bis2 DPR 633/72.
- Obbligo codice CUN in fattura elettronica dal 31/12/2028.
- Slittamento scadenze TARI 2025 con pubblicazione MEF entro 16/03/2026.
- Proroghe bonus lavoro e rinvio RENTRI con FIR cartaceo fino al 15/09/2026.