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BTP 2072 ai massimi da ottobre, cosa spinge il Matusa

Rally del BTp 2072, ai massimi di prezzo dallo scorso ottobre e in rialzo di quasi il 4% dai minimi del mese. Ecco le ragioni del trend.
26 Febbraio 2026
Rally del BTp 2072
Rally del BTp 2072 © License Creative Commons

Pur in ripiegamento dai massimi toccati nella seduta di martedì, il BTp 1 marzo 2072 (ISIN: IT0005441883) sosta ai massimi dallo scorso mese di ottobre in termini di prezzo. Ieri, si acquistava sul mercato secondario a circa 61,20 centesimi contro i 58,95 della chiusura del 3 febbraio. Da allora, un rally di circa il 4%. Per mesi la soglia dei 60 centesimi era diventata una barriera invalicabile, ciò che i trader definiscono livello di resistenza. In questi anni il bond Matusa, come viene con ironia chiamato tra gli addetti al settore, era arrivato a crollare fino a meno di 50 centesimi dell’ottobre 2023.

Rally BTp 2072: cause

Ricordiamo che il BTp 2072 offre cedola lorda annuale del 2,15% e, pertanto, rende attualmente circa il 4,05%.

A cosa si deve il rally di queste settimane? Parliamo di una scadenza ultra-lunga, molto sensibile alle variazioni dei rendimenti. Essa ha beneficiato dell’inflazione in calo nell’Eurozona all’1,7% di gennaio; sotto il target del 2% fissato dalla Banca Centrale Europea (BCE). E questo significa almeno una delle due cose: i tassi di interesse resteranno forse bassi più a lungo; le aspettative d’inflazione per il medio-lungo periodo stanno scemando.

I titoli di stato a lunghissima scadenza risentono di due variabili: inflazione e rischio sovrano. Negli ultimi tempi, c’è stato il timore che la prima possa restare alta a lungo. Questo ha depresso i prezzi sul tratto lungo della curva, facendone risalire i rendimenti. Alla prova dei fatti, tuttavia, non si sta verificando neppure negli Stati Uniti, dove i dazi e il dollaro debole avrebbero dovuto fare esplodere l’inflazione. Invece, anche qui a gennaio è scesa al 2,4% e ai minimi dal maggio scorso.

Novità macro dagli USA

Venerdì scorso, la Corte Suprema USA ha cassato i dazi disposti dal presidente Donald Trump per decreto. Ha travalicato i suoi poteri. Al loro posto, la Casa Bianca ha risposto con l’imposizione di nuovi dazi aggiuntivi al 10% su tutte le importazioni. La misura è valida per 150 giorni, nel corso dei quali i consumatori americani beneficerebbero di condizioni migliori. Infatti, le nuove tariffe risultano in media più basse di quelle fissate dal tycoon nei mesi scorsi, sebbene gli accordi commerciali restino ufficiosamente in piedi. Insomma, c’è confusione.

Fatto sta che l’eventuale allentamento delle tensioni commerciali consentirebbe alla Federal Reserve di tornare a tagliare i tassi. Il rendimento del Treasury a 30 anni è sceso al 4,70% da oltre il 4,90% di inizio mese, ai minimi da fine novembre. E’ il segno che le aspettative d’inflazione negli stessi Stati Uniti si starebbero “raffreddando”, anche per il forte rallentamento della crescita del Pil USA nel quarto trimestre da +4,4% a +1,4% annuale.

Pressione resta

Questo quadro macroeconomico globale sta sostenendo gli acquisti di bond lunghi come il BTp 2072, il cui rally non è isolato. Lo stesso bond a 100 anni dell’Austria è salito a 31,40 centesimi, prezzo massimo da novembre e quasi +6% da inizio mese. Ma scommettere su una prosecuzione del trend positivo appare un azzardo. In primis, perché la ripresa delle quotazioni petrolifere con le tensioni USA-Iran espone al rischio di una nuova fiammata dei prezzi dell’energia per effetto delle tensioni geopolitiche.

E c’è la questione conti pubblici a rilevare. Se l’inflazione inizia a preoccupare un po’ meno, i debiti nel mondo continuano a crescere a ritmi veloci.

Rally BTp 2072 già finito?

Negli Stati Uniti non s’intravede una frenata al boom del debito pubblico, ormai sopra 38.000 miliardi di dollari. In Europa tiene banco il riarmo, che presuppone massicci investimenti per la difesa. E anche sull’IA c’è il segnale che Bruxelles voglia almeno ridurre le distanze. Tutti fattori che invitano alla prudenza circa le future condizioni fiscali presso le principali economie mondiali. La pressione sui bond lunghi rimane, anche se si è un po’ allentata nelle ultime settimane. Da qui a pensare che i prezzi del BTp 2072 veleggino verso chissà quali livelli, ce ne passa. Il prosieguo del rally presupporrebbe basi più solide.

giuseppe.timpone@investireoggi.it

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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