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Oggi: 11 Giu, 2026

Corsa della spesa primaria in Germania doppia dell’Italia

La spesa primaria, cioè al netto degli interessi sul debito pubblico, in Germania ha corso più del doppio che in Italia dal 2019.
11 Giugno 2026
Boom della spesa primaria in Germania rispetto all'Italia
Boom della spesa primaria in Germania rispetto all'Italia © Investireoggi.it

La Germania non è più quella di un tempo e a dirlo sono anche i dati sui suoi conti pubblici. La spesa primaria, che capta la gestione delle finanze statali al netto della volatilità dei mercati finanziari, è esplosa dal 2019 al 2025 a ritmi più che doppi rispetto all’Italia, spesso e volentieri additata come “spendacciona” e inefficiente. In appena 6 anni, la spesa al netto degli interessi sul debito pubblico è salita dal 44,5% al 49,5% del Pil tedesco. Un aumento di 5 punti percentuali tondi tondi, che fanno impallidire il +2,3% del nostro Paese al 47,3%.

Spesa primaria Germania e Italia

In valori assoluti, la spesa primaria in Germania è salita da 1.494 a 2.213 miliardi di euro.

Un balzo di circa 720 miliardi, che equivalgono a qualcosa come 8.600 euro per ciascun abitante residente. Nello stesso periodo, in Italia è balzata da 812 a 1.068 miliardi: +256 miliardi, equivalenti a +4.340 euro per abitante. E per la prima volta dal 1949, escludendo il periodo pandemico, a Berlino il peso della spesa pubblica complessiva ha superato il 50% del Pil e si avvia a consolidarsi sopra tale percentuale nei prossimi anni.

Interessi sul debito tedesco in crescita

Il governo federale ha mollato il “freno al debito” dopo un decennio di avanzi primari invidiati da tutto il mondo. Punta a investire in riarmo e infrastrutture, ma finora i risultati in termini di crescita economica sono stati a dir poco nulli. E non è solo la spesa primaria a crescere in Germania. La stessa spesa per interessi è salita allo 0,8% del Pil, pur se di poco dallo 0,6% del 2019. Al confronto, l’Italia spende per quasi 5 volte con il suo 3,9%.

Tuttavia, mentre questa voce del bilancio da noi è di fatto culminata, a Berlino tendenzialmente sarebbe destinata a raddoppiare di peso.

In effetti, il costo implicito del debito tedesco è ancora a bilancio la metà di quello corrente. Ciò si deve al fatto che su gran parte dello stock il governo continua a pagare gli interessi nulli o negativi contratti negli anni passati, quando i rendimenti dei Bund erano storicamente bassissimi. In Italia, il costo implicito non è molto inferiore a quello effettivo alle attuali condizioni di mercato. In teoria, la spesa per interessi può lievitare in Germania fino a circa l’1,5% del Pil. E se il rapporto tra debito e Pil aumenterà verso l’80% atteso entro i prossimi anni, la crescita potrà rivelarsi ancora superiore.

Germania a rischio deficit

Il saldo primario, che prima del Covid era positivo in Germania e Italia e negativo in Francia, adesso resta positivo solo in Italia, si mostra in peggioramento in Francia e profondamente negativo anche in Germania. In base ai dati sopra indicati, il governo tedesco non potrebbe permettersi di peggiorare tale saldo, altrimenti sforerebbe nei prossimi anni il tetto al deficit del 3%. Per quanto disponga di margini fiscali per violare il Patto di stabilità senza grosse conseguenze immediate, sarebbe un segnale allarmante per i mercati.

 

Paese Spesa pubblica totale (% PIL) Spesa per interessi (% PIL) Spesa primaria netta (% PIL) Saldo primario (% PIL)
🇮🇹 Italia 51,20% 3,90% 47,30% +0,8%
🇫🇷 Francia 57,46% 2,60% 54,86% -2,5%
🇩🇪 Germania 50,30% 0,80% 49,50% -1,6%

 

Paese Spesa pubblica totale (% PIL) Spesa per interessi (% PIL) Spesa primaria netta (% PIL) Saldo primario (% PIL)
🇮🇹 Italia 48,40% 3,40% 45,00% +1,8%
🇫🇷 Francia 55,30% 1,40% 53,90% -1,7%
🇩🇪 Germania 45,10% 0,60% 44,50% +2,1%

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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