Dopo la pausa tecnica scattata il 3 marzo 2026, il conto termico 3.0 torna al centro dell’attenzione perché riprende il percorso per la presentazione delle domande di incentivo. La riapertura è stata annunciata dall’amministratore delegato del GSE, Vinicio Vigilante, nel corso di un convegno. Si tratta di una misura molto attesa da cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni che intendono realizzare interventi per ridurre i consumi energetici e migliorare le prestazioni degli edifici.
Il conto termico 3.0 rientra tra i principali strumenti pubblici pensati per favorire il risparmio energetico e l’uso delle fonti rinnovabili nella produzione di energia termica. La disciplina di riferimento si basa sul D.
M. 16 febbraio 2016, che ha aggiornato il sistema originario introdotto con il D.M. 28 dicembre 2012. Con l’aggiornamento normativo è stato ampliato il numero degli interventi agevolabili ed è stata rafforzata anche la misura del contributo riconoscibile.
Conto termico 3.0: incentivi, interventi ammessi e misura dei contributi
L’agevolazione riguarda diversi lavori collegati all’efficienza energetica. Tra questi rientrano il miglioramento delle prestazioni degli edifici, la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con soluzioni più efficienti e l’installazione di impianti alimentati da fonti rinnovabili destinati alla produzione di energia termica.
Il sostegno economico non è uguale per tutti, ma cambia in base al tipo di intervento effettuato e alla categoria del soggetto beneficiario. In alcuni casi, soprattutto quando si parla di edifici pubblici, il contributo può arrivare fino al 100% della spesa sostenuta. Proprio questa possibilità di copertura così elevata ha contribuito a far crescere in modo rapido l’interesse verso il conto termico 3.0 già nei primi giorni di apertura della piattaforma.
Il meccanismo, quindi, ha una funzione molto concreta. Sostenere economicamente opere che consentono di consumare meno energia e di puntare maggiormente su sistemi più moderni e meno impattanti. In questo modo si prova a dare una risposta al costo dell’energia, attraverso interventi strutturali sugli edifici e sugli impianti.
Perché il portale è stato fermato e cosa succede alle domande già inviate
La sospensione delle nuove richieste conto termico 3.0 è stata comunicata dal GSE il 3 marzo 2026. Il blocco ha riguardato esclusivamente l’invio di nuove istanze tramite il Portaltermico e non ha coinvolto le pratiche già trasmesse. Le domande presentate prima dello stop, infatti, continuano il loro iter amministrativo ordinario e restano sottoposte alle verifiche previste dalla normativa.
Alla base della decisione c’è stato l’elevato numero di richieste arrivate subito dopo l’avvio del portale. Secondo i dati diffusi dal Gestore dei Servizi Energetici, l’ammontare complessivo delle domande avrebbe raggiunto circa 1,3 miliardi di euro. Si tratta di una cifra superiore al limite annuo di spesa fissato dalla disciplina del meccanismo incentivante.
Il tetto massimo disponibile è pari a 900 milioni di euro l’anno, importo destinato sia agli interventi della Pubblica Amministrazione sia a quelli realizzati da privati e imprese. La sospensione del conto termico 3.0, quindi, è stata adottata con finalità prudenziale, per evitare che il volume complessivo delle richieste andasse oltre le risorse concretamente disponibili.
Nel corso di questa fase, il GSE sta svolgendo l’attività istruttoria sulle pratiche già arrivate. I controlli riguardano la conformità degli interventi ai requisiti richiesti, la correttezza delle informazioni inserite nella domanda e la coerenza tra le spese sostenute e il contributo richiesto. È un passaggio essenziale per assicurare una gestione corretta delle risorse pubbliche e per rispettare i limiti di spesa previsti dal quadro normativo.
Quando riapre il conto termico 3.0 e come prepararsi
La sospensione è stata definita temporanea e il GSE ha chiarito che la riattivazione del portale sarebbe stata comunicata in un secondo momento. In base a quanto anticipato da Vinicio Vigilante, la riapertura del canale per l’accesso diretto agli incentivi del conto termico 3.0 per privati e pubbliche amministrazioni è prevista verosimilmente per il 13 aprile, a seguito del coordinamento tra GSE e Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.
Prima del ritorno alla piena operatività sarà però necessario completare gli accertamenti sulle domande già presentate e verificare l’effettiva disponibilità delle risorse rispetto al limite annuo di spesa. Fino a quel momento, il periodo di attesa può essere utile per predisporre tutta la documentazione necessaria. In genere servono preventivi, schede tecniche degli impianti e certificazioni relative agli interventi eseguiti.
Arrivare alla riapertura con una pratica completa, sotto il profilo tecnico e amministrativo, può facilitare l’accesso ai contributi previsti dal conto termico 3.0. La misura, infatti, continua a rappresentare un sostegno importante per chi intende investire nell’efficienza energetica e nelle fonti rinnovabili, all’interno di un sistema regolato dal D.M. 16 febbraio 2016 e dal precedente D.M. 28 dicembre 2012. Con la ripartenza del portale, il conto termico 3.0 si conferma dunque uno strumento centrale per accompagnare cittadini, imprese e amministrazioni pubbliche verso interventi capaci di ridurre i consumi e migliorare la qualità energetica degli immobili.
Riassumendo
- Conto termico 3.0 riparte dopo lo stop tecnico del 3 marzo 2026.
- La riapertura del portale è stata annunciata dal GSE durante un convegno.
- Gli incentivi finanziano efficienza energetica, nuovi impianti e fonti rinnovabili termiche.
- La disciplina deriva dal D.M. 16 febbraio 2016 e dal D.M. 28 dicembre 2012.
- Le richieste hanno raggiunto 1,3 miliardi contro un tetto annuo di 900 milioni.
- La riapertura del portale è prevista verosimilmente per il 13 aprile.