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Come si andrà in pensione nel 2027: dalla pensione di vecchiaia agli scivoli, tutte le misure

Tutte le pensioni del 2027 che sono sicure di essere sfruttabili l'anno prossimo, ecco il quadro dettagliato.
2 Maggio 2026
pensioni 2027
Foto © Licenza Creative Commons

Inizia a delinearsi con maggiore chiarezza il meccanismo con cui i lavoratori potranno andare in pensione nel 2027. Le novità non mancano e, allo stato attuale, le certezze derivano dalle disposizioni introdotte con l’ultima legge di Bilancio e con i più recenti provvedimenti, tra cui il decreto Lavoro.

La materia previdenziale resta però in continua evoluzione: non si possono escludere ulteriori interventi entro la fine dell’anno. Tuttavia, sulla base delle norme già approvate, è possibile tracciare un quadro delle principali misure disponibili per chi intende programmare l’uscita dal lavoro nel 2027.

Pensioni di vecchiaia 2027, dai retributivi ai misti, ecco chi esce l’anno venturo

Partiamo dalla misura cardine del sistema previdenziale italiano: la pensione di vecchiaia.

Nel 2027 subirà un aggiornamento, come previsto dal meccanismo di adeguamento alla speranza di vita.

L’età pensionabile salirà a 67 anni e un mese, con il requisito contributivo invariato di almeno 20 anni di versamenti.

Per i lavoratori con primo contributo successivo al 31 dicembre 1995 (contributivi puri), oltre a età e contributi sarà necessario raggiungere un importo minimo della pensione pari almeno all’assegno sociale. Oggi questo valore è di 546,24 euro al mese, ma nel 2027, per effetto dell’inflazione, potrebbe salire intorno ai 554 euro mensili.

Sempre per i contributivi puri resta attiva la cosiddetta pensione di vecchiaia contributiva, che consente l’uscita senza limiti di importo con soli 5 anni di contributi, ma a un’età più elevata: 71 anni e un mese nel 2027.

Ecco le pensioni anticipate del 2027, cosa cambia?

Anche le pensioni anticipate ordinarie subiranno un adeguamento. Dal 2027 saranno necessari:

  • 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini
  • 41 anni e 11 mesi per le donne

Resta invariata la cosiddetta finestra mobile di 3 mesi per la decorrenza della pensione.

Secondo recenti orientamenti giurisprudenziali, risultano validi ai fini del requisito contributivo anche i contributi figurativi (disoccupazione, malattia, ecc.).

Diverso il discorso per la pensione anticipata contributiva, riservata ai contributivi puri. Nel 2027 sarà accessibile a:

  • 64 anni e un mese di età
  • almeno 20 anni di contributi

Ma resta il vincolo dell’importo minimo: la pensione deve essere pari ad almeno 3 volte l’assegno sociale (valore che crescerà nel 2027).

Per le donne sono previste soglie più favorevoli:

  • 2,8 volte l’assegno sociale con un figlio
  • 2,6 volte con più figli

Ape sociale, quota 41, usuranti e cos’altro cambia nel 2027?

Accanto alle misure ordinarie, esistono le cosiddette misure in deroga.

L’Ape sociale, che consente l’uscita a 63 anni e 5 mesi, al momento è prevista fino al 31 dicembre 2026. Anche se negli anni è stata sempre prorogata, non vi è ancora certezza sulla sua conferma per il 2027.

Diverso il discorso per la quota 41 precoci, che resterà attiva. I requisiti:

  • 41 anni di contributi, di cui almeno 12 mesi prima dei 19 anni
  • appartenenza a categorie tutelate: disoccupati, caregiver, invalidi o addetti a lavori gravosi/usuranti
  • finestra di attesa di 3 mesi

Resta inoltre la possibilità di uscita anticipata per lavori usuranti:

  • 61 anni e 7 mesi di età
  • almeno 35 anni di contributi
  • raggiungimento della quota 97,6

Ecco alcune possibilità residue di uscita

Tra le ulteriori opzioni, va segnalata la conferma dell’Isopensione, prorogata fino al 2029.

Si tratta di uno strumento destinato agli esodi aziendali, che consente un anticipo fino a 7 anni rispetto ai requisiti ordinari, con costi a carico del datore di lavoro.

Resta inoltre la possibilità di accesso alla pensione anticipata per invalidità pensionabile:

  • 56 anni per le donne
  • 61 anni per gli uomini
  • almeno 20 anni di contributi
  • finestra di 12 mesi

Infine, per chi non ha contributi sufficienti ma possiede determinati requisiti reddituali, è possibile accedere all’assegno sociale:

  • età minima nel 2027: 67 anni e un mese
  • limiti di reddito pari all’importo annuo dell’assegno sociale (o al doppio per i coniugati)

In sintesi, il 2027 si presenta come un anno di transizione, con requisiti più severi ma ancora diverse possibilità di uscita. Pianificare per tempo diventa fondamentale per scegliere la soluzione più adatta alla propria situazione contributiva e personale.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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