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Come posso andare in pensione? Ecco tutti i requisiti nascosti da completare

Tutti i requisiti aggiuntivi da centrare per tante delle misure di pensione che ci sono, ecco quelli meno noti e nascosti.
19 Maggio 2026
andare in pensione
Foto © Investireoggi

Andare in pensione in Italia non significa soltanto raggiungere una certa età o maturare un determinato numero di anni di contributi. Dietro ogni misura previdenziale esistono infatti regole ulteriori, spesso poco conosciute, che possono aprire le porte alla pensione; oppure bloccarla completamente. Ed è proprio su questi “requisiti nascosti” che molti contribuenti rischiano di sbagliare programmazione.

I contributi figurativi: quando valgono e quando no

Uno degli aspetti più delicati riguarda i contributi figurativi, cioè quelli accreditati:

  • durante la Naspi;
  • per malattia;
  • per infortunio;
  • o per altri eventi tutelati.

Negli ultimi anni diverse sentenze hanno infatti chiarito che, per la pensione anticipata ordinaria:

  • anche questi contributi devono essere considerati validi.

Parliamo della misura che oggi richiede:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;
  • 41 anni e 10 mesi per le donne.

E soprattutto del famoso requisito dei:

  • 35 anni “effettivi”.

Secondo numerose pronunce giudiziarie, infatti, anche i contributi figurativi possono concorrere a completare questa soglia.

Quando invece i figurativi non contano

Le cose cambiano radicalmente per la pensione anticipata contributiva.

Quella che permette di uscire:

  • a 64 anni;
  • con 20 anni di contributi;
  • ma solo ai contributivi puri, cioè senza versamenti prima del 1996.

In questo caso:

  • i contributi figurativi da Naspi, malattia o disoccupazione
    non sono validi per raggiungere i 20 anni richiesti.

Ed è un dettaglio che molti scoprono troppo tardi.

Le finestre di decorrenza: il requisito che nessuno considera

Un altro elemento spesso ignorato è la finestra mobile.

Raggiungere i requisiti per le pensioni non significa iniziare subito a prendere la pensione.

Tra maturazione del diritto e pagamento del primo assegno possono trascorrere:

  • mesi;
  • oppure, in alcuni casi, quasi un anno.

Le finestre delle principali pensioni

Oggi, la pensione anticipata ordinaria e la pensione anticipata contributiva prevedono 3 mesi di finestra.

In passato:

  • Opzione Donna arrivava a 12 mesi;
  • Quota 100, 102 e 103 avevano finestre differenziate:
    • 3 mesi nel privato;
    • fino a 6 o 9 mesi nel pubblico.

E per alcuni lavoratori pubblici la situazione è ancora più pesante.

Il caso dei dipendenti degli enti locali

Gli iscritti alla:

  • Cassa Pensioni Dipendenti Enti Locali (Cpdel)

oggi devono attendere:

  • 5 mesi di finestra.

Ma dal 2027:

  • la finestra salirà a 7 mesi.

E questo significa dunque dover programmare con attenzione:

  • ferie residue;
  • dimissioni;
  • e tempi di uscita dal lavoro.

Perché il rischio concreto è restare senza stipendio e senza pensione per mesi.

Ape Sociale e Quota 41: non bastano età e contributi

Le pensioni in deroga sono quelle dove i requisiti “nascosti” diventano decisivi.

Ape Sociale

La misura richiede:

  • 63 anni e 5 mesi di età;
  • 30 anni di contributi;
  • oppure 36 anni per i lavori gravosi.

Ma poi servono condizioni specifiche.

Invalidi

Per essere considerati invalidi utili all’Ape Sociale:

  • serve almeno il 74% di invalidità certificata.

Caregiver

Per essere riconosciuti caregiver:

  • bisogna convivere da almeno 6 mesi con il familiare disabile grave.

Disoccupati

Per i disoccupati:

  • non basta perdere il lavoro.

Serve:

  • aver perso il lavoro involontariamente;
  • e aver terminato integralmente tutta la Naspi spettante.

Lavori gravosi

Per gli addetti ai lavori gravosi:

  • il lavoro usurante deve essere stato svolto:
    • per almeno 7 degli ultimi 10 anni;
    • oppure per 6 degli ultimi 7 anni.

Quota 41 precoci: il requisito pensioni che molti dimenticano

Anche Quota 41 per lavoratori precoci presenta vincoli aggiuntivi.

Oltre alle categorie tutelate:

  • caregiver;
  • invalidi;
  • disoccupati;
  • lavori gravosi,

serve anche:

  • almeno un anno di contributi prima dei 19 anni di età.

Ed è proprio questo il requisito che esclude molti lavoratori.

Le pensioni usuranti e il problema della “quota”

Tra le misure più complesse da comprendere c’è lo scivolo usuranti.

Qui non bastano:

  • 61 anni e 7 mesi di età;
  • e 35 anni di contributi.

Serve anche raggiungere:

  • quota 97,6.

Cosa significa quota 97,6

Bisogna sommare:

  • età anagrafica;
  • e anzianità contributiva.

E i requisiti minimi non bastano da soli.

Infatti:

  • 61 anni e 7 mesi;
  • più 35 anni di contributi

portano solo a:

Serve quindi lavorare ancora per completare anche la quota richiesta.

Perché conoscere questi dettagli è fondamentale

Molti lavoratori programmano l’uscita guardando solo:

  • età;
  • e contributi.

Ma le pensioni italiane funzionano ormai con:

  • finestre;
  • limiti sulla contribuzione;
  • requisiti di categoria;
  • quote;
  • importi minimi;
  • e condizioni aggiuntive.

Ed è proprio ignorando questi dettagli che spesso si scopre troppo tardi di non poter andare in pensione quando si pensava.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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