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Oggi: 14 Giu, 2026

Al via il BTp Italia Sì: guida all’emissione tra cedola garantita e scudo anti-inflazione

Prende il via da domani il collocamento del BTp Italia Sì, nuovo bond del Tesoro indicizzato all'inflazione e con tasso garantito di 1,60%.
14 Giugno 2026
Collocamento BTp Italia Sì
Collocamento BTp Italia Sì © Investireoggi.it

Ci siamo. Da domani, lunedì 15 giugno alle ore 9.00, inizia il collocamento per l’emissione del BTp Italia Sì, il nuovo bond retail indicizzato all’inflazione italiana. Si tratta di una versione differente da quella del BTp Italia classico, la cui serie di emissioni iniziò nel 2012. Si rivolge esclusivamente agli investitori retail, cosiddette “famiglie”, e le cui sottoscrizioni potranno avvenire fino al prossimo venerdì 19 giugno alle ore 13.00. Il Tesoro si riserva la facoltà di chiudere l’operazione in anticipo, ma garantendo almeno tre giornate e dandone previa comunicazione al mercato. Pertanto, gli ordini potranno essere impartiti almeno fino alle ore 17.30 di mercoledì o fino alle ore 17.30 di giovedì.

Collocamento BTp Italia Sì: codice ISIN legato a premio fedeltà

Il codice ISIN durante il collocamento del BTp Italia Sì sarà IT0005713539. Vediamo perché ve ne sarà un secondo. Il bond avrà una durata iniziale di 5 anni, arrivando a scadenza in data 23 giugno 2031. Riconosce un premio fedeltà dello 0,60% a coloro che sottoscriveranno il titolo entro la settimana entrante e lo manterranno in portafoglio fino all’ultimo giorno. Nel caso in cui rivendessero anche con un giorno di anticipo, perderebbero il diritto a percepire tale rendimento extra. In quel caso, l’intermediario finanziario avrà cura di assegnare al titolo ceduto il codice ISIN ordinario, che verrà comunicato al termine del collocamento.

Come si fissa la cedola semestrale

Dunque, il codice ISIN di cui sopra serve a contrassegnare quei BTp Italia Sì che beneficiano del premio fedeltà. Quanto alla cedola, essa verrà messa in pagamento ogni 6 mesi. Sarà data dalla somma tra il tasso minimo garantito e l’inflazione del periodo. Il Tesoro ha reso noto l’altro ieri di avere fissato il primo a 1,60%.

Dunque, l’investitore avrà la garanzia di percepire non meno dello 0,80% ogni semestre del capitale nominale investito. Al termine del collocamento, questo tasso potrà o essere confermato o essere rivisto soltanto al rialzo. Incideranno sulla scelta le condizioni di mercato.

Nel dettaglio, come sarà fissata la cedola semestrale? Si prende il tasso garantito annuo e lo si suddivide per 2 (0,80%). Ad esso si somma la variazione percentuale registrata dall’indice FOI ex tabacchi nel semestre. Se essa fosse nulla o negativa (caso di deflazione), l’obbligazionista riceverebbe in pagamento solo il tasso fisso. Il suo capitale resterebbe intaccato e non ci sarebbe alcun recupero di eventuali variazioni negative con i pagamenti successivi. Il Tesoro comunicherà a breve il valore iniziale dell’indice FOI a cui fare riferimento per la prima cedola. Stando alla nostra previsione, si aggirerebbe intorno a 102,40.

Lotto minimo e vantaggi fiscali

Il lotto minimo da sottoscrivere è di 1.000 euro. L’investitore potrà sottoscrivere importi più elevati a multipli di 1.000 euro (ad esempio: 2.000, 5.000, 10.000, 100.000, ecc.) e senza limitazioni. Per farlo dovrà recarsi presso la filiale bancaria o postale in cui detiene il conto deposito titoli. In alternativa, può restarsene comodamente a casa e accedere al conto corrente online, qualora munito delle funzioni di home banking.

Gli orari per le sottoscrizioni sono tra le 9.00 e le 17.30 di tutti i giorni, mentre nella giornata finale di venerdì solo fino alle ore 13.00.

Il BTp Italia Sì in collocamento prevede tutta una serie di vantaggi fiscali tipici dei titoli di stato. Anzitutto, cedola ed eventuale plusvalenza con la rivendita sono soggetti a tassazione del 12,50%. Le obbligazioni emesse da società private scontano un’aliquota del 26%. L’investimento è esente dall’imposta di successione e fino a 50.000 euro anche dal calcolo ISEE, tenuto conto anche degli altri investimenti in titoli di stato e Buoni fruttiferi postali. Le minusvalenze accusate entro un periodo di 5 anni possono essere compensate con le plusvalenze realizzate con il bond. Infine, non si pagheranno commissioni bancarie sugli ordini in fase di collocamento.

Confronto con bond a tasso fisso

E’ un investimento conveniente? Il tasso minimo garantito di 1,60% si confronta con il rendimento nominale in area 3,20% offerto oggi dal BTp giugno 2031 con cedola fissa. Significa che all’obbligazionista basterebbe in media che l’inflazione media nel prossimo quinquennio fosse di 1,60% all’anno per pareggiare i conti. Per livelli superiori, spunterebbe un rendimento più alto. Per livelli inferiori, riceverebbe un rendimento più basso. Nessuno può sapere con anticipo quali saranno i futuri tassi d’inflazione.

Il mercato per il momento punta su un dato intorno al 2% da qui ai prossimi 5-7 anni. Se avesse ragione, il BTp Italia Sì in collocamento da domani offrirebbe in media il 3,60% lordo all’anno, più di quanto oggi renda il titolo con cedola fissa. L’investitore vincerebbe la scommessa sul variabile. A maggio, l’inflazione italiana è salita al 3,30%, ai massimi da settembre 2023. Essa è stata trainata dal caro energia, a sua volta alimentato dalla guerra in Iran. La prospettiva di una riapertura dello Stretto di Hormuz con la cessazione del conflitto può “raffreddare” anche velocemente le aspettative d’inflazione e la corsa stessa dei prezzi al consumo. Questo sarebbe un rischio per l’investitore, in quanto implicherebbe un rendimento nominale a posteriore inferiore a quello garantito attualmente dal bond con cedola fissa e pari durata.

Collocamento BTp Italia Sì scudo anti-inflazione

D’altra parte, i bond indicizzati sono una sorta di polizza anti-inflazione. Ha senso acquistarli con un portafoglio differenziato, così da mettersi al riparo dai rischi. Bisogna destinarvi ragionevolmente una quota minoritaria e non preponderante. L’ultima emissione simile avvenne un anno fa con il BTp Italia giugno 2032.

Attirò 190.000 ordini retail per 6,52 miliardi di euro, oltre a 2,26 miliardi di ordini istituzionali. Il primo dato può considerarsi il “benchmark” da battere, sebbene le condizioni di mercato siano profondamente cambiate nell’ultimo periodo. A inizio marzo di quest’anno, a guerra in Iran appena iniziata, il Tesoro raccolse 16,22 miliardi con il BTp Valore marzo 2032. Ma trattavasi di un tasso fisso, pur crescente.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

 

 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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