Si può andare in pensione di vecchiaia a 67 anni, ma non sempre raggiungere questa età significa avere automaticamente diritto alla pensione. Sebbene nell’immaginario collettivo i 67 anni rappresentino la soglia ordinaria per lasciare il lavoro, la realtà del sistema previdenziale è più complessa.
Esistono infatti contribuenti che, pur arrivando a 67 anni di età, non possono ancora accedere alla pensione di vecchiaia e sono costretti ad attendere fino a 71 anni. Tuttavia, alcune lavoratrici possono beneficiare di un’importante agevolazione che consente di anticipare l’uscita, arrivando alla pensione anche a 69 anni e 8 mesi.
Ecco tutti gli esclusi dalla pensione a 67 anni
Parlare di pensione anticipata a 69 anni e 8 mesi può sembrare paradossale.
Eppure si tratta effettivamente di un anticipo se si considera che, per alcuni contribuenti, la pensione di vecchiaia è prevista soltanto a 71 anni.
Chi sono coloro che non possono andare in pensione a 67 anni?
Innanzitutto, va ricordato che la pensione di vecchiaia ordinaria, salvo particolari deroghe, richiede il possesso di due requisiti fondamentali:
- almeno 67 anni di età;
- almeno 20 anni di contributi versati.
Di conseguenza, chi raggiunge i 67 anni ma non ha maturato i 20 anni di contribuzione necessari non può ottenere la pensione di vecchiaia.
Esiste poi un’altra categoria di contribuenti che potrebbe restare esclusa dalla pensione a 67 anni pur avendo raggiunto il requisito contributivo.
Si tratta di coloro che hanno iniziato a versare contributi dal 1° gennaio 1996 in poi, i cosiddetti contributivi puri. Per questi lavoratori, infatti, non bastano 67 anni di età e 20 anni di contributi: è necessario che la pensione maturata raggiunga un importo almeno pari all’assegno sociale.
Se questo requisito economico non viene soddisfatto, il diritto alla pensione di vecchiaia non matura.
Ecco il taglio fino a 16 mesi che spetta alle madri
Per i lavoratori che hanno iniziato a versare contributi dopo il 31 dicembre 1995, il mancato raggiungimento della soglia minima di pensione oppure l’assenza dei 20 anni di contributi comporta il rinvio della pensione di vecchiaia a 71 anni di età.
A questa età, infatti, è sufficiente aver maturato almeno 5 anni di contributi effettivi, senza alcun vincolo relativo all’importo della pensione spettante.
Questa è la regola generale, ma esiste una significativa agevolazione per le lavoratrici madri.
Le donne che hanno avuto figli possono beneficiare di uno sconto sull’età pensionabile pari a 4 mesi per ogni figlio, fino a un massimo di 16 mesi per chi ha avuto quattro o più figli.
Di conseguenza, una lavoratrice che rientra nel sistema contributivo puro e che, in assenza dell’agevolazione, dovrebbe attendere i 71 anni per la pensione di vecchiaia, può anticipare l’uscita fino a 69 anni e 8 mesi.
In questo caso restano validi i requisiti previsti per la pensione di vecchiaia contributiva: bastano 5 anni di contributi e non è richiesto alcun importo minimo della pensione maturata.
Si tratta di una misura poco conosciuta, ma che può risultare particolarmente vantaggiosa per molte lavoratrici che hanno carriere discontinue o contribuzioni ridotte. E che, altrimenti, sarebbero costrette ad attendere il compimento dei 71 anni per accedere alla pensione.