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CIVIS, assistenza fiscale rafforzata: nuova funzione per gestire gli avvisi fiscali

CIVIS viene potenziato: più assistenza online, seconda richiesta disponibile e maggiore trasparenza nelle pratiche fiscali con le Entrate.
14 Maggio 2026
civis
Foto © Investireoggi

Il dialogo digitale con il Fisco diventa più ampio. L’Agenzia delle Entrate ha potenziato il canale telematico dedicato all’assistenza, rendendo più semplice la gestione delle comunicazioni arrivate dopo i controlli automatizzati. La novità principale riguarda la possibilità di presentare una nuova domanda dopo la chiusura della prima lavorazione, quando l’esito non appare corretto o quando servono ulteriori chiarimenti. Il canale CIVIS assume così un ruolo più importante nella fase che precede eventuali contestazioni formali.

La materia resta collegata ai controlli automatizzati delle dichiarazioni, previsti dagli artt. 36-bis del D.P.R. 600/1973 e 54-bis del D.P.R.

633/1972, nonché alle comunicazioni di irregolarità e agli avvisi telematici.

Canale CIVIS, seconda domanda: quando può essere presentata

La nuova possibilità non è libera in qualunque momento. La richiesta successiva può partire solo dopo la conclusione della prima pratica. In questo modo l’amministrazione evita sovrapposizioni e mantiene ordinata la lavorazione delle posizioni fiscali.

CIVIS consente, quindi, una seconda valutazione quando la risposta iniziale è stata negativa, anche solo in parte, oppure quando emergono dati non indicati in precedenza. La nuova domanda può essere inviata anche da un soggetto diverso da quello che aveva curato il primo contatto, ad esempio un altro intermediario abilitato. Restano però fermi i requisiti ordinari di accesso al canale e i controlli sulla posizione interessata.

La funzione è utile soprattutto nei casi in cui il contribuente ritenga che pagamenti, dichiarazioni o altri elementi già presenti negli archivi fiscali non siano stati letti correttamente. Il canale CIVIS non sostituisce gli strumenti di tutela previsti dalla legge, ma può ridurre errori e tempi prima che la questione diventi più delicata.

A proposito di assistenza, ricordiamo, che di recente l’Agenzia Entrate ha anche modificato il recapito telefonico per l’assistenza fiscale via SMS.

Documenti, allegati e trasparenza della pratica

Sul piano pratico, la domanda viene indirizzata all’ufficio che ha gestito la precedente lavorazione. Questa scelta favorisce continuità, perché la nuova analisi parte da una pratica già conosciuta. Nel testo della richiesta possono essere indicati i motivi del riesame, con spiegazioni chiare sui punti ritenuti non corretti.

CIVIS non richiede di caricare documenti che l’Agenzia possiede già, come dichiarazioni trasmesse o modelli F24 presenti nei propri sistemi. I controlli automatizzati si basano sui dati disponibili nell’Anagrafe tributaria e negli archivi dell’amministrazione. Quando, invece, occorre produrre prove nuove, il servizio consente l’invio di allegati in formato digitale.

È previsto un limite quantitativo: possono essere caricati fino a 10 file, ciascuno con dimensione massima di 20 megabyte. CIVIS diventa così un canale ordinato per spiegare la posizione fiscale e fornire gli elementi decisivi in modo tracciabile.

Un altro aspetto rilevante riguarda la visibilità dell’iter. La persona interessata può seguire lo stato della lavorazione, conoscere l’esito e consultare le richieste precedenti. Questo vale anche per le pratiche trattate da un professionista delegato. La possibilità di vedere quale ufficio ha preso in carico la domanda aumenta la chiarezza del procedimento.

L’Agenzia ha inoltre rivisto le motivazioni di chiusura, con l’obiettivo di rendere più comprensibili le risposte. Un esito spiegato meglio aiuta a capire se la posizione è stata definita, se occorre pagare, oppure se restano margini per ulteriori iniziative. In materia fiscale, la chiarezza riduce incertezze e adempimenti non necessari.

CIVIS tra semplificazione e tutela preventiva

La digitalizzazione dell’assistenza fiscale non elimina la complessità delle norme, ma può rendere più accessibile il confronto con l’amministrazione. CIVIS va letto in questa direzione: non come una semplice area riservata, ma come uno strumento per correggere possibili disallineamenti prima che producano conseguenze più onerose.

Per cittadini, imprese e intermediari, la seconda richiesta rappresenta una garanzia pratica. Consente di rimettere all’esame dell’ufficio una situazione già trattata, aggiungendo spiegazioni o documenti decisivi. Il canale può quindi contribuire a chiudere molte anomalie in modo più rapido, nel rispetto delle regole fiscali e dei diritti del contribuente.

Riassumendo

  • CIVIS consente una seconda richiesta dopo la chiusura della prima pratica.
  • Il servizio riguarda comunicazioni e avvisi legati ai controlli automatizzati.
  • La nuova domanda può correggere esiti negativi o integrare chiarimenti.
  • Gli allegati sono ammessi solo quando servono prove nuove.
  • Il contribuente può seguire stato, ufficio competente ed esito della pratica.
  • La funzione favorisce dialogo, trasparenza e prevenzione dei contenziosi fiscali.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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