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Calcolo della pensione: ecco come chiedere di più all’INPS

Come chiedere all'INPS un calcolo migliore della pensione e perché si possono sfruttare dei parametri migliori.
2 Aprile 2026
calcolo pensione
Foto © Pixabay

Spesso, quando si presenta la domanda di pensione, l’attenzione si concentra esclusivamente sul diritto alla prestazione, trascurando un aspetto altrettanto importante: il calcolo dell’importo. Eppure, esistono possibilità concrete per ottenere una pensione più alta, semplicemente facendo le richieste corrette all’INPS al momento giusto.

Calcolo della pensione: ecco come chiedere di più all’INPS

Ottenere una pensione più elevata non significa solo beneficiare di integrazioni o maggiorazioni sociali. In alcuni casi, è possibile incidere direttamente sul calcolo della pensione, cioè sulla sua determinazione basata sui contributi versati.

Questa opportunità riguarda in particolare chi rientra nel sistema contributivo, ovvero chi ha iniziato a versare contributi dopo il 31 dicembre 1995.

Una possibilità prevista già dalla riforma Dini, e ancora oggi pienamente utilizzabile.

Calcolo della pensione con il metodo contributivo

Il sistema contributivo si basa su un meccanismo chiaro: tutti i contributi versati nel corso della vita lavorativa confluiscono in un montante contributivo.

Questo montante:

  • viene rivalutato nel tempo in base all’inflazione;
  • viene poi moltiplicato per specifici coefficienti di trasformazione.

Sono proprio questi coefficienti a fare la differenza:
più è alta l’età al momento del pensionamento, più favorevole sarà il coefficiente e, quindi, maggiore l’importo della pensione.

I coefficienti vengono aggiornati periodicamente e risentono anche dell’andamento della speranza di vita: se questa aumenta, i coefficienti tendono a ridursi.

Come funziona il calcolo contributivo della pensione e i coefficienti 2026

Il metodo contributivo si applica:

  • integralmente a chi ha iniziato a lavorare dopo il 1995;
  • parzialmente (per le quote successive) a chi ha iniziato prima.

Nel 2026, i coefficienti di trasformazione sono i seguenti:

  • 4,204% a 57 anni
  • 4,308% a 58 anni
  • 4,419% a 59 anni
  • 4,536% a 60 anni
  • 4,661% a 61 anni
  • 4,795% a 62 anni
  • 4,936% a 63 anni
  • 5,088% a 64 anni
  • 5,250% a 65 anni
  • 5,423% a 66 anni
  • 5,608% a 67 anni
  • 5,808% a 68 anni
  • 6,024% a 69 anni
  • 6,258% a 70 anni
  • 6,510% a 71 anni

È evidente che utilizzare un coefficiente più alto significa ottenere una pensione più consistente.

Il vantaggio sul calcolo della pensione per le madri

Ed è proprio qui che entra in gioco una possibilità spesso poco conosciuta.

Le lavoratrici nel sistema contributivo puro (senza contributi prima del 1996) possono richiedere un coefficiente più favorevole grazie ai figli.

In pratica:

  • con 1 o 2 figli, è possibile chiedere il calcolo con il coefficiente dei 68 anni;
  • con 3 o più figli, si può arrivare al coefficiente dei 69 anni.

Questo significa ottenere una pensione più alta, pur andando in pensione alla stessa età (ad esempio 67 anni).

Si tratta di una leva concreta, che incide direttamente sull’importo finale. Eppure, spesso non viene utilizzata semplicemente perché non richiesta al momento della domanda.

In definitiva, conoscere questi meccanismi permette di trasformare una scelta tecnica in un vantaggio economico reale, senza cambiare i requisiti di accesso, ma solo sfruttando al meglio le regole già esistenti.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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