Cosa aspetti a comprare il Buono fruttifero postale con tassi al 7%? Peccato che sia una “fake news”, una bufala che circola da tempo sui social e tra le chat come WhatsApp. La cattiva notizia è che continua a funzionare, nel senso che molti italiani ci credono. Per fortuna non si tratta di una truffa vera e propria, bensì di un tentativo maldestro di alcuni siti di pseudo-informazione di ricevere visite, clic sui banner e, naturalmente, entrate pubblicitarie.
Buono fruttifero al 7% non esiste
Chiunque abbia un minimo di comprensione dei mercati, sa che sarebbe impossibile un Buono postale al 7%. I tassi offerti dal prodotto emesso da Cassa depositi e prestiti e distribuito da Poste Italiane sono sempre in linea con i rendimenti dei titoli di stato italiani.
E questi sono a loro volta in linea con le condizioni di mercato. Oggi come oggi, il 7% non lo offre nessun titolo di stato tra le economie avanzate. Anzi, è da decenni che non si arriva a questi livelli per i quali bisogna spingersi sui mercati emergenti.
Voglia di rendimento senza rischio
Il BTp a 10 anni rende il 3,70% e il BTp a 50 anni, che è il più lungo in Italia, il 4,20%. Qualcosa di più la offre il BTp a 30 anni, ma stiamo parlando sempre del 4,50%. Il 7% non esiste e, naturalmente, ciò vale anche per il Buono postale. E allora perché la bufala finanziaria funziona? Un mix tra psicologia e scarsa conoscenza dei mercati. Tutti vogliamo guadagnare il più possibile e preferibilmente in tempi brevi. E molti non si rassegnano all’idea che ciò non sia possibile, salvo incorrere in grossi rischi.
Ci sperano e ci vogliono credere.
Seguire poco le dinamiche finanziarie aggrava il problema. Se oggi scrivessimo che il BTp a 10 anni rende il 10% e lo spread è salito a mille punti, probabile che molti ci crederebbero per l’assenza di conoscenza del contesto. Oltre tutto, c’è un aspetto che tendiamo a dimenticare: il Buono fruttifero al 7% appare credibile agli occhi di chi, in un passato ormai lontano, visse gli anni dei tassi al 14-15%. Ciò che appare un tasso esagerato per alcuni, per altri è relativamente contenuto. La memoria storica unita alla scarsa comprensione dei mercati può portare a travisare i dati.
Storico tassi: nuova emissione al 2,50% a 20 anni
E, invece, quanto rende per davvero un Buono postale ordinario? Brutte notizie: il 2,50% lordo se tieni l’investimento fermo per 20 anni. Se ti fermi a “soli” 10 anni, il tasso scende all’1,47%. Questi i dati relativi all’ultima emissione dal 24 giugno 2026. Meno dei BTp di pari durata, anche se il capitale può essere rimborsato alla pari (oltre agli interessi maturati) in qualsiasi momento successivamente ai primi 18 mesi. Dal sogno alla realtà: i tassi di mercato sono quelli che sono, per quanto neppure l’inflazione italiana sia ai livelli che gli over 60 di oggi ricordano.

giuseppe.timpone@investireoggi.it