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BTp 2041: cedola elevata, prezzo sotto la pari e rischio contenuto

Il BTp 2041 si mostra un buon bond per investire a lungo termine con rendimenti in rialzo e senza esporsi eccessivamente alla volatilità.
6 Aprile 2026
Investire nel BTp ottobre 2041
Investire nel BTp ottobre 2041 © License Creative Commons

I rendimenti dei titoli di stato sono scesi dai picchi a cui erano arrivati verso la fine di marzo, ma restano ben al di sopra dei livelli di fine febbraio, cioè prima che scoppiasse la guerra tra Iran da un lato e USA e Israele dall’altro. Per chi punta ad un investimento di lungo periodo per cercare di “bloccare” il rendimento alle attuali condizioni di mercato, c’è senza dubbio il BTp 1 ottobre 2041 (ISIN: IT0005694630). L’emissione è recentissima, risalendo ad un paio di mesi fa. Il collocamento sindacato attirò ordini per 157 miliardi di euro, mai così alti per un singolo bond sovrano italiano. L’importo offerto fu alla fine di 14 miliardi.

BTp 2041: cedola e quotazione

Il BTp 2041 stacca cedola annuale lorda del 3,95%. Al netto dell’imposta del 12,50% dovuta allo stato, resta il 3,456%. Dal grafico emerge che sul mercato secondario il prezzo di questo titolo ha raggiunto l’apice nella seduta del 27 febbraio, proprio quella immediatamente precedente agli attacchi contro l’Iran. In quell’occasione, il bond si acquistava a 102,62 e così veniva a costare 1.026,20 euro per ogni lotto minimo di 1.000 euro. In pratica, all’investitore veniva richiesto di pagare un sovrapprezzo di 26,20 euro, pari al 2,62%.

Questo fatto ne riduceva il rendimento lordo, che si attestava in quel momento al 3,70%. Giovedì scorso, nell’ultima seduta della settimana prima delle festività pasquali, lo stesso BTp 2041 offriva il 4,27%: +0,57% lordo all’anno. Da qui alla scadenza tra circa 15 anni e mezzo, qualcosa come quasi il 9% in più rispetto ad appena un mese e qualche giorno fa (+7,7% netto). Infatti, la quotazione è precipitata ben sotto la pari e chiudeva le negoziazioni della settimana passata a 96,87 centesimi.

Un tracollo del 5,6% dai massimi. Per un lotto minimo di 1.000 euro occorrono adesso 968,70 euro. Uno sconto di 31,30 euro.

Rendimento vs inflazione

A questi prezzi, la cedola netta incide per il 3,57% della cifra sborsata. Poco o sufficiente? Dipende dagli obiettivi che ci si prefigge in fase di investimento. E’ naturale che un bond non possa esitare rendimenti attesi elevati, a meno di comportare rischi elevati come nel caso di inadempienza dell’emittente alla scadenza riguardo al rimborso del capitale o anche prima con i pagamenti delle cedole. Non è per fortuna il caso del BTp 2041. Questo non significa che il rendimento cedolare e quello più complessivo prospettato dal bond con la plusvalenza inclusa alla scadenza sia di per sé da considerarsi soddisfacente.

In queste settimane, i rendimenti stanno risalendo a causa delle aspettative d’inflazione più alte con il caro energia. Per l’Italia nel medio-lungo periodo ci si attende una perdita media annua del potere di acquisto attorno al 2% contro l’1,40% di fine febbraio. Mantenendosi a questi livelli, il valore reale del capitale resterebbe preservato e le cedole garantirebbero nella media dei 15 anni un flusso di reddito superiore all’aumento dei prezzi al consumo.

Rischi dai tassi

C’è il rischio, però, che l’inflazione continui a salire per sostare a lungo a livelli elevati e che la Banca Centrale Europea per arrestarne la corsa alzi i tassi di interesse più di quanto il mercato abbia fin qui prezzato.

Questo porterebbe a una caduta dei prezzi per i bond. Generalmente, a farne le spese sono più di tutte le scadenze lunghe come il BTp 2041. Nelle ultime settimane, però, esse hanno tenuto botta relativamente meglio delle scadenze più corte, dato che ancora il mercato teme solo una reflazione di breve periodo. Può cambiare idea se la guerra in Iran durasse per mesi.

La caduta dei prezzi sul mercato secondario non dovrebbe impensierire coloro che acquistino il BTp 2041 per portarlo a scadenza. Sempre a patto che intravedano un rendimento netto reale positivo lungo il periodo considerato. Per gli altri la questione è più complicata. La rivendita anticipata può infliggere perdite se i rendimenti salgono. E questo bond ha una duration modificata di 11,18 anni. Significa che la quotazione sale/scende di oltre l’11% con un calo/aumento del rendimento dell’1%.

Volatilità del BTp 2041 alta, ma non eccessiva

Un portafoglio obbligazionario retail avverso al rischio dovrebbe contenere la duration su valori più che dimezzati rispetto a questo. Tuttavia, una componente minima speculativa ha senso per potere accrescere i guadagni con la discesa dei rendimenti. E per quanto possa sembrare elevata, la volatilità implicita del BTp 2041 non è eccessiva. Il rapporto tra rendimento e rischio risulta grosso modo bilanciato. C’è da aggiungere, infine, che una stretta monetaria già a fine aprile può paradossalmente portare ad un calo dei rendimenti lunghi sulle minori attese d’inflazione. Un’opportunità di guadagno in conto capitale, specie se il conflitto in Medio Oriente nel frattempo cessasse.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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