All’asta di giovedì 12 marzo il Tesoro punta a raccogliere fino a 6 miliardi di euro con l’emissione di tre titoli di stato a medio-lungo termine. Tra questi c’è la 17-esima tranche del BTp 1 marzo 2038 (ISIN: IT0005496770) per l’importo tra 1 e 1,5 miliardi. Si tratta di una scadenza inizialmente di 15 mesi, risalendo la prima emissione al marzo del 2022, anche se la sua durata residua effettiva oggi è scesa a 12 anni. All’asta supplementare di venerdì 13, ci sarà un’ulteriore tranche fino a 300 milioni di euro riservata agli “Specialisti in titoli di stato”.
BTp 2038 a sconto sul mercato
Il BTp 2038 presenta caratteristiche interessanti per il mercato retail.
Per prima cosa, stacca una cedola annuale lorda del 3,25%. Al netto dell’imposta, fa sempre il 2,84%. Investendoci un capitale nominale di 1.000 euro, s’incassano 28,40 euro ogni anno. E un altro dato appetibile risiede nel prezzo. Le tensioni di questi giorni ne hanno provocato il tonfo. Ieri, la chiusura è stata a 95,10 centesimi. In pratica, l’investitore ha la possibilità di inserire il titolo in portafoglio con uno sconto di quasi il 5%. Prima che iniziasse la guerra in Iran, la quotazione era sopra i 98 centesimi. Sempre sotto la pari, ma più cara di oggi.
Ne consegue che i succitati 28,40 euro, rapportati ai 95,10 euro di capitale effettivo, esitano una cedola netta effettiva del 2,99%. Insomma, un rendimento immediato del 3%, che a scadenza (con annessa plusvalenza) ieri sfiorava il 3,40%. Certo, il BTp 2038 non è per tutti. Ha una duration modificata di 9,59 anni. Questo significa che si caratterizza per una certa sensibilità del prezzo rispetto al rendimento. Se quest’ultimo sale/scende dell’1%, il primo scende/sale del 9,59%.
Duration elevata, alta sensibilità del prezzo
Bisogna maneggiare con cura queste scadenze lunghe. In un contesto soggetto ad alta volatilità come quello che stiamo vivendo con le frequenti convulsioni geopolitiche in corso, i rendimenti ci stanno poco a salire o scendere. Bene nel primo caso, perché i bond lunghi si apprezzano. Il guaio è quando si verifica lo scenario opposto, perché a quel punto i prezzi tendono a collassare velocemente. Non è un problema per quanti possano o vogliano attendere fino alla scadenza. A meno che, ovviamente, il rendimento ottenuto di anno in anno risulti inferiore all’inflazione.
Fattore inflazione
Proprio l’inflazione è una variabile altamente incerta per un bond lungo come il BTp 2038. Già è difficile fare previsioni da qui ai prossimi mesi o qualche anno. Figuratevi per un orizzonte temporale di una dozzina di anni. Voi avreste immaginato nel 2014 (12 anni fa) come si sarebbero evoluti i prezzi al consumo fino ad oggi? L’inflazione italiana è ancora attesa da qui ai prossimi anni ben sotto il target del 2% della Banca Centrale Europea. D’altra parte, è pur vero che chi non risica non rosica. A patto di avere chiari i rischi che si corrono e l’obiettivo a cui si punta. I bond non sono un investimento tipico di chi vuole speculare, bensì per generare reddito fisso nel tempo.
BTp 2038 con componente speculativa
Ciò non toglie che una componente speculativa esiste, particolarmente sul tratto lungo della curva. Bond come il BTp 2038 consentono di guadagnare in conto capitale se i prezzi si muovono nella giusta direzione. Oltre ad un pizzico di fortuna, servono conoscenze solide di finanza, macroeconomia e, allo stato attuale, di geopolitica per non commettere errori grossolani ed esiziali. Il suggerimento è sempre di destinarvi, eventualmente, una porzione minoritaria del proprio portafoglio obbligazionario diversificato e solo per quella liquidità che si è disposti a tenere vincolata anche per numerosi anni.
giuseppe.timpone@investireoggi.it