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Bonus videosorveglianza, le aliquote aggiornate per prima casa e seconda casa

Le aliquote del bonus videosorveglianza cambiano tra spese 2024 e 2028: ecco quanto spetta tra prima casa e seconda abitazione.
31 Marzo 2026
bonus videosorveglianza
Foto © Investireoggi

La protezione degli immobili è diventata una priorità per molte famiglie italiane. Negli ultimi anni, infatti, i sistemi di controllo sono diventati sempre più diffusi grazie a strumenti tecnologici più evoluti e a regole fiscali che aiutano a ridurre il costo iniziale. In questo quadro si inserisce il bonus videosorveglianza, un’agevolazione che permette di portare in detrazione le spese sostenute per installare impianti destinati a rafforzare la sicurezza dell’abitazione.

Bonus videosorveglianza: perché questa agevolazione interessa sempre più famiglie

La scelta di installare telecamere e dispositivi di controllo non riguarda più soltanto immobili isolati o situazioni particolari. Oggi questi impianti sono considerati una soluzione concreta per aumentare la tutela della casa.

Sul mercato esistono apparecchi semplici, pensati per una sorveglianza essenziale, ma anche sistemi molto avanzati con riconoscimento del volto, sensori evoluti e riprese nitide anche di notte.

Prima di affrontare la spesa, però, è utile valutare alcuni aspetti pratici. Contano la grandezza dell’immobile, i punti da tenere sotto controllo, le funzioni richieste e il costo complessivo dell’intervento. In questa valutazione pesa anche la possibilità di utilizzare il bonus videosorveglianza, che consente di recuperare una parte dell’importo pagato attraverso la dichiarazione dei redditi.

L’agevolazione si inserisce nel sistema delle detrazioni previste per il recupero del patrimonio edilizio (c.d. bonus ristrutturazione) e, più precisamente, tra gli interventi rivolti alla prevenzione di atti illeciti da parte di terzi. Il beneficio non arriva subito in un’unica soluzione, ma viene ripartito in 10 quote annuali di pari importo.

Le spese ammesse e i chiarimenti dell’Agenzia delle Entrate

Il quadro di riferimento è stato chiarito dall’Agenzia delle Entrate con la Circolare n.

17/E del 2023 (e altri documenti di prassi), che ha indicato quali costi rientrano nella detrazione. Non si tratta, quindi, di una misura limitata alle sole telecamere, ma di una disciplina più ampia che comprende diversi lavori e dispositivi.

Tra le spese ammesse rientrano, ad esempio, la sostituzione o il rafforzamento di cancelli e recinzioni, l’installazione di grate contro le intrusioni, porte blindate (c.d. bonus porte blindate) o rinforzate, spioncini, lucchetti, serrature di sicurezza e catenacci. Sono compresi anche impianti antieffrazione come sensori applicati a porte e finestre, tapparelle in acciaio, saracinesche più robuste e vetri antisfondamento o comunque resistenti agli urti.

In questo insieme di interventi trova spazio il bonus videosorveglianza, ma con una condizione precisa: i dispositivi installati devono essere collegati a un centro di controllo o a un centro di vigilanza privata. Questo elemento è decisivo per rientrare nel perimetro dell’agevolazione.

Va però fatta una distinzione importante. Sono detraibili le spese per acquisto e montaggio dell’impianto, quindi l’hardware e i lavori necessari alla sua installazione. Restano, invece, esclusi i costi dei contratti di servizio con gli istituti di vigilanza. In altre parole, il canone pagato per la gestione o il monitoraggio non beneficia della detrazione e resta interamente a carico del contribuente.

Aliquote 2024, 2025, 2026, 2027 e dal 2028: quanto si recupera

Le percentuali della detrazione sono state ridefinite dalla legge di bilancio 2025 e legge bilancio 2026, con differenze legate all’anno della spesa e alla destinazione dell’immobile. Per capire il vantaggio concreto del bonus videosorveglianza, occorre quindi distinguere i diversi periodi.

Per le spese sostenute entro il 31 dicembre 2024 la detrazione è pari al 50%, senza differenza tra abitazione principale e seconda casa. Per le spese sostenute nel 2025, invece, la detrazione resta al 50% soltanto se l’intervento riguarda l’abitazione principale. Se l’installazione interessa una seconda casa, la percentuale scende al 36%. Lo stesso schema vale per le spese del 2026: 50% sulla prima casa e 36% sulle altre abitazioni.

Nel 2027 il vantaggio fiscale si riduce ulteriormente. In questo caso il bonus videosorveglianza spetta nella misura del 36% per l’abitazione principale e del 30% per la seconda casa. Dal 2028 in poi non ci sarà più alcuna distinzione tra prima e seconda abitazione: l’aliquota sarà fissata al 30% per tutti gli immobili.

Bonus videosorveglianza: pagamento corretto, rateazione e regole da ricordare

Per ottenere la detrazione non basta sostenere una spesa rientrante tra quelle ammesse. È necessario anche rispettare le modalità di pagamento richieste per i bonus edilizi. Il costo deve, infatti, essere saldato con bonifico parlante, cioè un bonifico che riporti i dati richiesti dall’Agenzia delle Entrate, compreso il riferimento normativo e il codice fiscale del soggetto che userà la detrazione.

Anche questo passaggio è essenziale per non perdere il bonus videosorveglianza. Una volta effettuato il pagamento in modo corretto, il beneficio fiscale va ripartito in 10 rate annuali di uguale importo e indicato nella dichiarazione dei redditi.

Nel complesso, il bonus videosorveglianza rappresenta uno strumento utile per alleggerire il costo di interventi che puntano a rendere più sicura la casa. Il vantaggio, però, riguarda solo l’acquisto e l’installazione degli impianti collegati a un centro di controllo o vigilanza, mentre i costi di gestione restano fuori dall’agevolazione. Conoscere aliquote, limiti e regole operative permette di utilizzare correttamente il bonus videosorveglianza e di pianificare la spesa con maggiore attenzione.

Riassumendo

  • Il bonus videosorveglianza aiuta a recuperare parte delle spese per la sicurezza domestica.
  • La detrazione riguarda impianti collegati a centri di controllo o vigilanza privata.
  • Sono ammessi anche grate, porte blindate, serrature, sensori e vetri antiurto.
  • Esclusi i costi dei contratti di servizio con istituti di vigilanza.
  • Le aliquote cambiano dal 2024 al 2028 secondo anno e immobile.
  • Il beneficio richiede bonifico parlante e si divide in dieci rate annuali.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.