Dal 2000 il tuo quotidiano indipendente su Economia, Mercati, Fisco e Pensioni
Oggi: 03 Giu, 2026

Bonus sicurezza 2026: porte blindate, recinzioni, antifurto e telecamere con sconto fiscale

Il bonus sicurezza consente di ottenere una detrazione fiscale per antifurti, porte blindate e altri interventi utili a proteggere la casa.
12 Marzo 2026
bonus sicurezza
Foto © Investireoggi

Tra le agevolazioni fiscali previste per i lavori sugli immobili rientrano anche gli interventi destinati ad aumentare la protezione delle abitazioni. In  questo caso si può parlare di bonus sicurezza, una detrazione Irpef collegata ai cosiddetti al bonus edilizio disciplinato dall’art. 16-bis del Tuir (DPR n. 917/1986), ossia la detrazione per lavori di recupero del patrimonio edilizio.

La normativa consente di recuperare una parte delle spese sostenute per installare sistemi e dispositivi che servono a prevenire reati commessi da terzi. L’obiettivo è rafforzare la tutela degli immobili e ridurre il rischio di episodi come furti o aggressioni. L’agevolazione si applica a diversi interventi mirati alla protezione della casa, con percentuali di detrazione e limiti di spesa definiti dalla legge.

Bonus sicurezza: quali interventi rientrano nella detrazione

Il bonus sicurezza riguarda gli interventi destinati a evitare il compimento di atti penalmente illeciti da parte di terzi. Per atti illeciti si intendono comportamenti che costituiscono reato secondo il codice penale, come furto, aggressione, sequestro di persona o altre azioni che violano diritti tutelati dall’ordinamento.

Tra le opere che possono accedere alla detrazione fiscale rientrano numerosi interventi di rafforzamento delle difese dell’abitazione. Un esempio riguarda il miglioramento delle barriere fisiche esterne dell’edificio, come la sostituzione o l’installazione di cancelli e recinzioni murarie.

Sono compresi anche lavori sulle aperture della casa. L’installazione di grate alle finestre o la loro sostituzione rientra tra le spese agevolabili. Lo stesso vale per le porte blindate o rinforzate, che rappresentano uno dei sistemi più utilizzati per aumentare la sicurezza degli ingressi.

Tra gli interventi ammessi figurano inoltre la sostituzione o l’installazione di serrature più sicure, lucchetti, catenacci e spioncini.

Anche i dispositivi che permettono di individuare tentativi di intrusione sono inclusi nell’agevolazione.

Dispositivi e sistemi di protezione che danno diritto all’agevolazione

Il bonus sicurezza non riguarda soltanto le strutture fisiche dell’abitazione, ma anche gli strumenti tecnologici di prevenzione. L’agevolazione fiscale copre, infatti, diverse tipologie di impianti e apparecchi dedicati alla protezione domestica.

Tra i sistemi inclusi nella detrazione rientrano i rilevatori di apertura e di effrazione installati su porte e finestre. Questi dispositivi segnalano eventuali tentativi di intrusione e contribuiscono a migliorare il controllo dell’abitazione.

Sono agevolabili anche interventi come l’installazione di saracinesche o di tapparelle metalliche dotate di sistemi di bloccaggio. Un’altra soluzione prevista riguarda l’utilizzo di vetri antisfondamento, progettati per resistere a tentativi di rottura.

La normativa include inoltre l’installazione di casseforti a muro, spesso utilizzate per custodire beni di valore o documenti importanti. Anche gli impianti di videosorveglianza rientrano tra le spese ammesse: ad esempio telecamere o cineprese collegate a istituti di vigilanza privati.

Infine, il bonus sicurezza comprende gli apparecchi elettronici di prevenzione antifurto e le relative centraline di controllo, che permettono di gestire l’intero sistema di allarme domestico.

Percentuali di detrazione e limite massimo di spesa

La disciplina fiscale stabilisce percentuali diverse di detrazione in base alla tipologia di immobile e alla situazione del contribuente.

Per le spese sostenute nel 2026 è prevista una detrazione Irpef pari al 50%, applicabile quando gli interventi riguardano l’abitazione principale e sono realizzati dai soggetti titolari del diritto di proprietà o di un diritto reale di godimento sull’immobile.

Negli altri casi, l’agevolazione fiscale è riconosciuta con una percentuale più bassa. La detrazione IRPEF scende, infatti, al 36% quando i lavori non riguardano l’abitazione principale oppure quando si verificano situazioni differenti rispetto a quelle previste per l’aliquota più elevata.

In entrambe le ipotesi resta invariato il tetto massimo di spesa agevolabile. Il limite previsto dalla normativa è pari a 96.000 euro per unità immobiliare, importo sul quale viene calcolata la detrazione fiscale spettante.

Questo significa che il bonus sicurezza permette di recuperare una quota significativa delle spese sostenute per migliorare la protezione dell’immobile, sempre nel rispetto del massimale stabilito dalla legge. La detrazione si spalma in 10 quote annuali di pari importo.

Bonus sicurezza: come effettuare il pagamento per ottenere la detrazione

Per accedere al bonus sicurezza non è sufficiente sostenere le spese per gli interventi ammessi. La normativa richiede modalità precise di pagamento, indispensabili per poter beneficiare della detrazione Irpef.

Il versamento deve essere effettuato tramite il cosiddetto bonifico parlante, uno strumento che consente all’Amministrazione finanziaria di verificare i dati relativi all’operazione. Nel bonifico devono comparire alcuni elementi fondamentali. In primo luogo è necessario indicare la causale del pagamento, dalla quale deve risultare che l’operazione è collegata a lavori che rientrano nelle detrazioni edilizie previste dall’art. 16-bis del Tuir.

Il documento deve inoltre riportare il codice fiscale del soggetto che beneficia della detrazione, cioè la persona che porterà la spesa in dichiarazione dei redditi. Infine è necessario inserire i dati fiscali dell’impresa o del professionista che riceve il pagamento.

Il rispetto di queste regole consente di ottenere correttamente l’agevolazione prevista dal bonus sicurezza, che rappresenta uno degli strumenti fiscali più utilizzati per migliorare la protezione delle abitazioni e prevenire possibili intrusioni.

Riassumendo

  • Bonus sicurezza: detrazione Irpef prevista dall’art. 16-bis Tuir per interventi contro atti illeciti.
  • Agevolati lavori come porte blindate, grate alle finestre, serrature, cancelli e recinzioni.
  • Inclusi sistemi antifurto, telecamere, vetri antisfondamento, tapparelle metalliche e casseforti a muro.
  • La norma copre interventi per prevenire furti, aggressioni e altri reati.
  • Detrazione 50% su abitazione principale, 36% negli altri casi, limite spesa 96.000 euro.
  • Pagamento obbligatorio con bonifico parlante con causale, codice fiscale beneficiario e dati impresa.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

Consumi di petrolio in Europa
Articolo precedente

Dal 1973 a oggi: l’Europa meno dipendente dal petrolio

BTp al test di inflazione e tassi BCE
Articolo seguente

Rendimenti italiani risalgono con la guerra in Iran: mercati vedono inflazione più alta e tassi BCE rialzisti