Arriva una conferma importante per chi ha già raggiunto i requisiti per lasciare il lavoro ma preferisce restare in servizio ancora per un periodo. L’incentivo posticipo del pensionamento (bonus Giorgetti) è stato esteso anche al 2026 e riguarda i dipendenti che perfezionano entro il 31 dicembre 2026 le condizioni richieste per la pensione anticipata. I chiarimenti sono stati fornito dall’INPS con la Circolare n. 42/2026. La conferma della misura, ricordiamo, è prevista dalla Legge di Bilancio 2026.
La misura punta a favorire la permanenza volontaria al lavoro. In pratica, il dipendente che potrebbe già andare in pensione anticipata può scegliere di continuare l’attività e ottenere un vantaggio economico diretto in busta paga.
Non si tratta di un premio aggiuntivo pagato dallo Stato, ma di un meccanismo contributivo che modifica il trattamento della quota previdenziale normalmente trattenuta al lavoratore.
Bonus Giorgetti: a chi spetta e quali requisiti servono
L’agevolazione interessa i lavoratori dipendenti iscritti all’AGO e alle forme sostitutive o esclusive. Secondo le indicazioni INPS, il beneficio riguarda due gruppi principali. Il primo è formato da chi aveva già maturato entro il 31 dicembre 2025 i requisiti per la pensione anticipata flessibile (Quota 103). Il secondo comprende chi raggiunge entro il 31 dicembre 2026 i requisiti per la pensione anticipata ordinaria, cioè 41 anni e 10 mesi di contributi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini
L’incentivo posticipo del pensionamento (bonus Giorgetti) non opera in modo identico per tutte le gestioni previdenziali. Restano, infatti, valide le regole particolari previste per alcune categorie, tra cui gli iscritti al Fondo volo e gli autoferrotranvieri. Anche per questi casi occorre, quindi, verificare con attenzione la disciplina applicabile prima di considerare automatica la possibilità di accesso.
Il senso della norma è chiaro: chi ha già aperto la porta della pensione può decidere di non uscire subito dal mercato del lavoro, mantenendo l’impiego e ottenendo un aumento del netto mensile.
Come funziona il vantaggio in busta paga e il trattamento fiscale
Il cuore della misura sta nella rinuncia all’accredito della quota di contributi IVS a carico del lavoratore. Dal momento in cui la domanda viene accolta, il datore di lavoro non versa più quella parte di contribuzione per conto del dipendente. La stessa somma viene corrisposta direttamente in busta paga, con un effetto immediato sul netto mensile.
L’incentivo posticipo del pensionamento (bonus Giorgetti), quindi, non elimina tutta la contribuzione previdenziale. Resta la quota a carico del datore, mentre cambia soltanto la parte riferita al lavoratore. Proprio per questo la misura viene considerata uno strumento di flessibilità e non una cancellazione completa degli obblighi contributivi.
Sul piano fiscale c’è un altro aspetto rilevante. Gli importi corrisposti in busta paga in forza di questa scelta, secondo quanto richiamato dall’INPS, non concorrono alla formazione del reddito di lavoro dipendente ai fini fiscali, in applicazione del TUIR. Questo rende l’incentivo posticipo del pensionamento ancora più interessante, perché il vantaggio economico non viene assorbito dalla tassazione ordinaria come avverrebbe per una normale voce retributiva.
Incentivo posticipo del pensionamento (bonus Giorgetti): domanda, decorrenza e regole da ricordare
Per ottenere l’incentivo posticipo del pensionamento (bonus Giorgetti) non basta aver raggiunto i requisiti per la pensione anticipata. Serve una richiesta specifica all’INPS. L’Istituto verifica la posizione assicurativa e comunica l’esito sia al lavoratore sia al datore di lavoro tramite il servizio di comunicazione bidirezionale. Solo dopo l’accoglimento della domanda il datore può applicare correttamente la misura e sistemare gli adempimenti contributivi.
La decorrenza non parte, quindi, in modo libero o retroattivo, ma dalla prima data utile successiva alla scelta esercitata e accolta. Da quel momento l’incentivo posticipo del pensionamento (bonus Giorgetti) produce i suoi effetti pratici. Restano inoltre ferme le ipotesi di cessazione del beneficio previste dalla normativa vigente e le istruzioni operative già diffuse dall’INPS con le Circolari n. 82/2023, n. 102/2025 e n. 19/2026.
Nel complesso, l’incentivo si conferma come una leva pensata per chi preferisce rinviare l’uscita dal lavoro senza perdere l’occasione di un vantaggio economico immediato. Ma non è tutt’oro ciò che luccica. Meno contributi accreditati oggi significano busta paga più alta oggi ma meno montante contributivo per la pensione futura. Ad ogni modo, il bonus Giorgetti resta una facoltà. Si può decidere di continuare a lavorare senza scegliere il beneficio.
Riassumendo
- Incentivo posticipo del pensionamento (bonus Giorgetti) prorogato anche per tutto il 2026.
- Riguarda dipendenti che scelgono di restare al lavoro pur avendo i requisiti.
- La quota IVS del lavoratore viene pagata direttamente in busta paga.
- Le somme erogate non concorrono al reddito imponibile fiscale ai fini IRPEF.
- Serve una domanda all’INPS con verifica preventiva dei requisiti maturati.
- Restano valide regole particolari per alcune gestioni previdenziali e categorie specifiche.