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Bonus asilo nido 2026: importi, domanda e documenti da presentare (Circolare INPS n. 29/2026)

Bonus asilo nido 2026: domanda, importi e ISEE. Ecco le nuove regole INPS da conoscere per ottenere il contributo.
30 Marzo 2026
bonus asilo nido
Foto © Investireoggi

Dal 2026 il bonus asilo nido segue regole aggiornate che rendono la misura più stabile nel tempo. L’INPS detta le istruzioni con la Circolare n. 29 del 27 marzo 2026.

La novità principale riguarda la durata della domanda: non serve più ripresentarla ogni anno, perché l’istanza resta valida fino ad agosto dell’anno in cui il bambino compie tre anni, salvo perdita dei requisiti. La base normativa resta l’art. 1, c. 355, L. n. 232/2016, mentre le modifiche più recenti derivano dall’art. 6-bis, D.L. n. 95/2025, conv. in L. n. 118/2025.

Bonus asilo nido: chi può averlo

Il contributo può essere chiesto dal genitore di un minore sotto i tre anni che abbia i requisiti previsti dal D.

P.C.M. 17 febbraio 2017. In sintesi, servono la residenza in Italia e un titolo di soggiorno valido, se il richiedente non è cittadino italiano o comunitario. La domanda può essere presentata anche in particolari situazioni familiari, come affidamento temporaneo o preadottivo, purché risultino rispettate le condizioni previste dalla disciplina.

Il bonus asilo nido copre le spese sostenute per la frequenza di servizi educativi per la prima infanzia autorizzati secondo la normativa regionale. Non basta, quindi, che la struttura ospiti bambini piccoli: deve trattarsi di un servizio riconosciuto e abilitato. Questo punto è decisivo, perché il contributo non spetta per attività ricreative, servizi pre-scuola o post-scuola, né per centri che non rientrano tra i servizi educativi indicati dalla legge.

Chi ha diritto al contributo e per quali strutture spetta

Il rimborso riguarda le rette pagate per strutture pubbliche o private autorizzate. Tra quelle ammesse rientrano nidi, micronidi, sezioni primavera, spazi gioco e servizi educativi in contesto domiciliare, purché in possesso del necessario titolo abilitativo previsto dalle regole regionali.

Il controllo sulla regolarità della struttura viene effettuato dall’INPS anche consultando gli elenchi regionali o degli enti locali.

Per ottenere il contributo conta anche chi sostiene realmente la spesa. La richiesta, infatti, deve essere presentata dal genitore che paga la retta. Questo aspetto ha riflessi pratici importanti, perché la documentazione allegata deve essere coerente con il nominativo del richiedente oppure del minore. Se il pagamento viene eseguito da un soggetto diverso, occorre una dichiarazione integrativa che chiarisca che il versamento è stato effettuato in nome e per conto del genitore che ha presentato la domanda.

La misura copre solo costi ben precisi: retta mensile, eventuale quota pasti collegata a quel mese, imposta di bollo e IVA agevolata quando dovuta. Restano, invece, fuori le somme pagate per iscrizione, pre-scuola, post-scuola e IVA ordinaria. Anche su questo punto la circolare è netta: il rimborso non può mai superare la spesa effettivamente rimasta a carico della famiglia.

Importi, ISEE e documenti da conservare per il bonus asilo nido

Gli importi del bonus asilo nido continuano a dipendere dall’ISEE per specifiche prestazioni familiari e per l’inclusione, neutralizzato dall’Assegno unico universale, secondo quanto previsto dalla Legge n. 199/2025 (Legge bilancio 2026) e dalla L. n. 207/2024.  In pratica, per determinare la fascia utile si considera un indicatore corretto, dal quale viene sottratta la quota AUU calcolata secondo le modalità illustrate dall’INPS.

Per i bambini nati dal 1° gennaio 2024, il bonus asilo nido arriva a 3.600 euro annui con ISEE neutralizzato pari o inferiore a 40.000 euro. L’importo viene pagato in undici rate: dieci da 327,27 euro e una da 327,30 euro. Se l’ISEE neutralizzato supera 40.000 euro, oppure manca, il contributo scende a 1.500 euro annui, con dieci rate da 136,37 euro e una da 136,30 euro.

Per i bambini nati prima del 1° gennaio 2024, gli importi sono tre: 3.000 euro annui fino a 25.000,99 euro di ISEE neutralizzato; 2.500 euro da 25.001 a 40.000 euro; 1.500 euro oltre 40.000 euro o senza ISEE. Si tratta quindi di una misura che resta più favorevole per i nati dal 2024 in avanti.

Per ricevere le somme servono documenti precisi. Occorrono fattura, ricevuta oppure avviso di pagamento, se consentito dalle regole sulla fatturazione, e la prova del pagamento tracciabile. Sono ammessi, ad esempio, bonifico eseguito, PagoPA, POS, bollettino postale, assegno non trasferibile e, per i nidi aziendali, attestazione del datore di lavoro. Non basta la semplice disposizione di bonifico se manca la prova dell’addebito effettivo.

Domanda, scadenze e regole da conoscere per il bonus asilo nido

La domanda per il bonus asilo nido si presenta in via telematica sul portale INPS oppure tramite patronato. La scadenza è fissata al 31 dicembre. Una volta accolta, resta attiva fino al terzo anno del bambino, ma per ogni nuovo anno solare bisogna entrare nella pratica già aperta, indicare le mensilità da prenotare e allegare la documentazione richiesta. La prenotazione delle risorse segue l’ordine temporale con cui viene caricata la documentazione utile.

Per il rimborso delle mensilità pagate esiste una scadenza da non dimenticare: tutti i documenti devono essere trasmessi entro il 30 aprile dell’anno successivo a quello di riferimento. Per esempio, le spese del 2026 vanno completate entro il 30 aprile 2027. In mancanza, scatta la decadenza dal diritto al rimborso per quei mesi.

Esistono anche limiti di cumulabilità. Il bonus asilo nido non si somma alla detrazione fiscale per le spese di frequenza degli asili nido prevista dall’art.

1, c. 335, L. n. 266/2005 e dall’art. 2, c. 6, L. n. 203/2008. In sostanza, per la stessa spesa non si può ottenere sia il contributo sia il vantaggio fiscale in dichiarazione.

La misura, quindi, si conferma uno strumento importante per alleggerire il costo delle rette, ma richiede attenzione sia nella scelta della struttura sia nella raccolta delle prove di spesa. Conoscere importi, fasce ISEE, documenti ammessi e termini di invio permette di usare bene il bonus asilo nido ed evitare errori che possono rallentare o far perdere il beneficio.

Riassumendo

  • Bonus asilo nido 2026: domanda valida fino ad agosto dell’anno del terzo compleanno.
  • Il contributo spetta per nidi e servizi educativi autorizzati, pubblici o privati.
  • Conta l’ISEE neutralizzato dall’Assegno unico per determinare l’importo spettante.
  • Gli importi arrivano fino a 3.600 euro annui per i nati dal 2024.
  • Servono fatture o ricevute e pagamenti tracciabili per ottenere il rimborso.
  • Il contributo non è cumulabile con la detrazione fiscale per il nido.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.

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