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Oggi: 05 Feb, 2026

Addio gettoni d’oro: perché Gerry Scotti passa alle vincite in denaro

I premi non saranno più in gettoni d'oro nei quiz tv di Gerry Scotti. Una rivoluzione che può contagiare gli altri programmi.
18 ore fa
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Premi in gettoni d'oro, l'addio nei programmi di Gerry Scotti
Premi in gettoni d'oro, l'addio nei programmi di Gerry Scotti © Investireoggi.it

La data dell’1 febbraio segna una piccola, grande rivoluzione per la televisione italiana e forse anche in termini di costumi nazionalpopolari. Un giovane di 19 anni, Paolo, studente di ingegneria della provincia di Messina, è stato il primo concorrente a vincere un premio in denaro e non più in gettoni d’oro. L’annuncio è stato dato dal conduttore Gerry Scotti, quasi al termine del programma La Ruota Della Fortuna. Il ragazzo incasserà la cifra complessiva di 36.500 euro, decurtata solamente della trattenuta fiscale del 20% dovuta sulle vincite in tv. “Era 20 anni che lo chiedevo”, ha commentato Scotti.

Premi in gettoni d’oro, cosa significa

Cerchiamo di capire come funziona ancora oggi per la quasi totalità dei programmi a quiz e cosa può cambiare con la novità voluta da Canale 5.

Negli anni ’50 una legge contro il gioco d’azzardo impedì la corresponsione di premi in denaro. I programmi televisivi trovarono il modo per aggirarla: pagare i premi in gettoni d’oro. Questo sistema, che tra poco vedremo essere parecchio macchinoso, ebbe due punti di forza: evitava il contante, vietato dalla legge; garantiva ai concorrenti e segnalava al pubblico di casa valore.

Il problema dei gettoni d’oro è stato e resta la distanza tra vincita teorica e quella effettivamente riscossa. Supponiamo che un concorrente vinca 100.000 euro. Essendo questa cifra corrisposta in un bene, soggiace all’Iva del 22%. Già si riduce a 81.967 euro. A quel che rimane bisogna applicare l’imposta sulle vincite in tv del 20%. E scendiamo a circa 65.574 euro. A questo punto, il vincitore viene contattato dal banco dei metalli a cui è stata inviata la consegna dei gettoni d’oro.

Gli viene proposta una scelta: accettarne la consegna a casa o la conversione in denaro.

Conversione o consegna a domicilio

Nel primo caso, il vincitore pagherà una commissione dello 0,15% se il controvalore è superiore ai 20.000 euro. Per non parlare dei problemi di sicurezza, dato che dovrebbe tenere a casa un mucchio di gettoni d’oro. Nel secondo caso, dovrà pagare una commissione del 5% per la fusione. A tale proposito, va detto che ogni gettoni ha, di solito, un peso di 10 grammi. Ai prezzi attuali, varrebbe circa 1.380 euro. Tuttavia, trattasi di oro 18 carati, cosa che ne deprime il valore a circa 1.000 euro. Alla fine dei conti, su 100.000 euro riscuoterà una somma effettiva sui 62.300 euro.

C’era e c’è ancora oggi un altro elemento di aleatorietà del premio. Il numero dei gettoni d’oro corrisposti è commisurato al loro valore di mercato nel giorno in cui avviene la vincita. Poiché la riscossione avviene a distanza anche di alcuni mesi, anche per effetto della fusione necessaria per la conversione in contanti, può accadere che il valore dell’oro alla data di consegna risulti anche molto diverso. Un fatto positivo se nel frattempo la quotazione è salita, negativo se è scesa.

Pagamenti in denaro, trattenuta alla fonte del 20%

Con il pagamento cash, su 100.000 euro la vincita scende a 80.000 euro effettivi.

La trattenuta alla fonte evita che il concorrente debba accollarsi qualsivoglia incombenza. Tutto molto semplice. Basta comunicare l’Iban per l’accredito. L’aspetto paradossale di questa vicenda è che la svolta sia avvenuta in coincidenza con i valori record segnati dall’oro sui mercati internazionali. Mai come in questi tempi il metallo giallo sembra così ambito. D’altra parte, già una sentenza del Tar del Lazio del 2018 aveva legittimato i pagamenti in denaro delle vincite televisive. Non si capisce perché le reti non si siano adeguate, continuando a preferire il vecchio e macchinoso metodo.

Di certo c’è che se la svolta di Gerry Scotti attecchirà (questione di tempo), a rimetterci sarà lo stato italiano. Dovrà rinunciare all’Iva sulle vincite. I perdenti saranno anche i banchi dei metalli. E il possibile intreccio di affari con i grandi gruppi televisivi avrebbe finora impedito il recepimento della sentenza. A guadagnarci saranno senz’altro i concorrenti e possibilmente gli stessi gruppi televisivi: potranno anche permettersi di abbassare il valore delle vincite nominali senza intaccare quello reale.

Sui gettoni d’oro verso la fine di una lunga ipocrisia italiana

Come mai una norma a tutti gli effetti vetusta ha resistito per così tanti decenni? E qui entriamo forse in un discorso più ampio. Ci sono stati periodi molto lunghi della storia italiana recente, in cui il denaro tendeva a perdere velocemente valore. Vincere 1.000.000 di lire nel 1990 equivaleva a portare a casa appena 107.000 lire nel 1970, tenuto conto dell’inflazione. I gettoni d’oro comunicavano affidabilità ad un pubblico in cerca di asset sicuri e valore costante. Insomma, per un bel po’ di tempo all’italiano comune non dispiacque forse affatto che le vincite dovessero essere pagare in oro.

Va da sé che questo stratagemma ha messo in risalto la grande ipocrisia del sistema Italia, dove le leggi vengono rispettate spesso solo sulla carta, nessuno le mette in discussione, salvo trovare il modo di fare ciò che si vuole. Politici, opinione pubblica e legislatore hanno finto di non vedere tutti i giorni che si stesse aggirando una norma, pur per ragioni di buon senso.

Anziché superarla, abbiamo tutti continuato ad accettarla col trucco, come se fosse la cosa più normale di questo mondo. I gettoni d’oro traballano nel momento in cui siamo tornati a guardare ai metalli preziosi con il dovuto rispetto, data la vulnerabilità del mondo in cui viviamo. Perlomeno, è caduta quella patina di ipocrisia che copriva ogni programma da mattina a sera.

giuseppe.timpone@investireoggi.it 

 

Giuseppe Timpone

In InvestireOggi.it dal 2011 cura le sezioni Economia e Obbligazioni. Laureato in Economia Politica, parla fluentemente tedesco, inglese e francese, con evidenti vantaggi per l'accesso alle fonti di stampa estera in modo veloce e diretto. Da sempre appassionato di economia, macroeconomia e finanza ha avviato da anni contatti per lo scambio di informazioni con economisti e traders in Italia e all’estero.
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