L’allarme per il caldo estremo delle ultime settimane non ha risparmiato nessuno e ha coinvolto numerosi settori dell’economia.
La crisi climatica, l’aumento delle temperature e le ondate di calore che hanno interessato l’intero Paese hanno messo in difficoltà comparti come l’agricoltura, fatto aumentare sensibilmente la spesa energetica delle famiglie e creato disagi ai soggetti più fragili, come anziani, bambini e persone con disabilità.
Anche il mondo del lavoro ha subito pesanti conseguenze. Lavorare durante le ore più calde della giornata, con temperature che in molte zone hanno superato i 40 gradi, è diventato particolarmente rischioso.
Per questo motivo il legislatore è intervenuto introducendo misure straordinarie a tutela dei lavoratori.
In alcuni comparti, come quello edile e quello agricolo, è stata prevista una forma di cassa integrazione straordinaria legata alle ondate di calore, destinata a sostenere il reddito dei lavoratori nei periodi in cui l’attività deve essere sospesa o ridotta.
Con il messaggio n. 2418 del 20 luglio 2026, l’INPS ha fornito importanti chiarimenti sulle modalità di applicazione della misura.
Grande caldo: come funziona la super cassa integrazione INPS?
Si pensi, ad esempio, ai lavoratori impegnati nei cantieri edili, costretti a operare all’aperto sotto il sole nelle ore più calde della giornata. Oppure agli addetti del settore agricolo impegnati nelle attività di raccolta.
Sono solo alcuni dei comparti nei quali le misure straordinarie consentono di sospendere o ridurre l’attività lavorativa quando le condizioni climatiche rappresentano un rischio concreto per la salute.
Per fronteggiare l’emergenza climatica, queste tutele si applicano dal 1° luglio al 31 dicembre 2026.
Le imprese interessate possono richiedere la Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria (CIGO) per sospensione o riduzione dell’attività dovuta alle ondate di calore.
Uno degli aspetti più rilevanti è che le giornate di CIGO autorizzate per il caldo estremo non vengono conteggiate ai fini del limite massimo delle 52 settimane di integrazione salariale previsto dalla normativa ordinaria.
Ecco tutti i chiarimenti dell’INPS
L’obiettivo della misura è la tutela della salute dei lavoratori impiegati nei settori maggiormente esposti alle elevate temperature.
Quando il caldo rende necessario interrompere o ridurre l’attività lavorativa, le aziende possono ricorrere alla Cassa Integrazione Guadagni Ordinaria, beneficiando delle deroghe previste per l’emergenza climatica.
Come chiarito dall’INPS nel messaggio n. 2418 del 20 luglio 2026, le giornate autorizzate per il caldo eccezionale non incidono sul limite massimo delle 52 settimane di CIGO fruibili nel biennio di riferimento per le altre causali previste dalla legge.
Anche in agricoltura la cassa integrazione INPS per il caldo
L’INPS precisa inoltre che le aziende devono presentare la domanda entro la fine del mese successivo a quello in cui ha avuto inizio la sospensione o la riduzione dell’attività lavorativa.
La tutela si estende anche ai lavoratori che non possiedono il requisito ordinario dei 30 giorni di anzianità lavorativa, normalmente richiesto per accedere alla CIGO.
Per il settore agricolo trovano invece applicazione le regole della Cassa Integrazione Speciale Operai Agricoli (CISOA).
In caso di caldo estremo, la prestazione può essere riconosciuta non soltanto quando l’attività è completamente sospesa. Ma anche quando l’orario di lavoro è ridotto per un periodo superiore alla metà dell’orario ordinario giornaliero.
Anche per la CISOA sono previste specifiche deroghe. Le giornate autorizzate per l’emergenza climatica non si conteggiano nel limite delle 90 giornate annue di trattamento. E non è richiesto il possesso del requisito ordinario delle 181 giornate di lavoro necessario per accedere alla prestazione.


