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Pensione per le nate nel 1963: quali requisiti servono e perché il 31 dicembre 2021 è fondamentale

Ecco come escono dal lavoro le lavoratrici con opzione donna nel 2026 se hanno maturato i requisiti per la pensione nel 2021.
16 Luglio 2026
Pensioni, congedi e Naspi.
Foto © Investireoggi

Le donne continuano a essere penalizzate dal punto di vista previdenziale. Lo ha ribadito, ancora una volta, l’ultimo Rapporto INPS sul sistema pensionistico, che evidenzia come le lavoratrici siano ancora oggi svantaggiate rispetto agli uomini sotto diversi aspetti.

Durante la carriera percepiscono, in media, stipendi più bassi, incontrano maggiori difficoltà nel costruire percorsi lavorativi continui e duraturi. E, molto spesso, sono costrette a sacrificare occupazione e progressione professionale per dedicarsi alla cura della famiglia, dei figli e della casa.

Nonostante ciò, alcune agevolazioni restano ancora in vigore. Tra queste vi sono gli sconti anagrafici legati ai figli per alcune prestazioni pensionistiche, requisiti contributivi più favorevoli in determinate misure e un’età inferiore rispetto agli uomini per la pensione di vecchiaia riservata agli invalidi con invalidità pensionabile.

Il 2026, però, si è aperto con una possibilità in meno. Come noto, Opzione Donna è definitivamente superata nella sua formulazione vigente. Tuttavia, proprio questa misura può ancora rappresentare una concreta opportunità per alcune lavoratrici, grazie al principio della cristallizzazione del diritto.

Ad esempio, possono ancora beneficiarne le donne nate nel 1963, purché abbiano maturato tutti i requisiti richiesti entro il 31 dicembre 2021.

Pensione per le nate nel 1963: quali requisiti servono e perché il 31 dicembre 2021 è fondamentale

Limitarsi a valutare esclusivamente le misure pensionistiche oggi in vigore può essere un errore. Il sistema previdenziale italiano, infatti, prevede alcuni strumenti che, pur non essendo più accessibili ai nuovi aventi diritto, continuano a produrre effetti per chi aveva già maturato i requisiti entro le scadenze previste dalla legge.

È proprio il caso di Opzione Donna. Grazie alla cosiddetta cristallizzazione del diritto, la misura può ancora consentire il pensionamento anche nel 2026.

Ciò a lavoratrici che oggi non riuscirebbero a trovare una via d’uscita utilizzando le norme attualmente in vigore.

Una lavoratrice nata nel 1963, che nel 2026 ha compiuto 63 anni, potrebbe infatti andare in pensione sfruttando la versione più favorevole di Opzione Donna, cioè quella vigente fino al 2022.

Nella sua formulazione originaria, la misura consentiva alle lavoratrici dipendenti del settore pubblico o privato di andare in pensione con 58 anni di età e 35 anni di contributi, accettando però il ricalcolo interamente contributivo della pensione.

Per le lavoratrici autonome, invece, i requisiti erano pari ad almeno 59 anni di età e 35 anni di contribuzione.

Ecco una soluzione per le nate nel 1963

La versione appena descritta è rimasta in vigore fino al 31 dicembre 2022. Con la Legge di Bilancio 2023, infatti, Opzione Donna si è profondamente modificata. La platea delle beneficiarie è stata limitata alle sole caregiver, lavoratrici con invalidità, licenziate o dipendenti di aziende in crisi. Mentre il requisito anagrafico è stato innalzato tra 59 e 61 anni, a seconda della situazione personale.

Di fatto, la misura è diventata molto più difficile da ottenere.

La disciplina valida fino al 2022 era invece molto più ampia e non prevedeva particolari limitazioni legate alla categoria di appartenenza della lavoratrice. Il requisito fondamentale era uno soltanto: aver maturato sia l’età richiesta sia i 35 anni di contributi entro il 31 dicembre 2021.

In pratica, una lavoratrice nata nel 1963 che, entro la fine del 2021, aveva già compiuto 58 anni e maturato 35 anni di contributi, conserva ancora oggi il diritto a pensionarsi con Opzione Donna, anche se la misura, nella sua versione originaria, non è più in vigore.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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