A distanza di poco più di un mese dalla più imponente IPO della storia mondiale, il titolo SpaceX azzera i guadagni e si riporta ai livelli di prezzo del debutto a Wall Street. Ieri, chiudeva la seduta a 135,27 dollari dopo essere sceso nel corso delle negoziazioni a un minimo di 132,28 dollari. Il 12 giugno scorso, la società dei razzi di Elon Musk cedeva circa il 4% del capitale e raccoglieva qualcosa come 86 miliardi di dollari, portando la capitalizzazione complessiva a 1.780 miliardi. Nelle sedute immediatamente successive, le azioni sarebbero schizzate fino a un massimo di 225,64 dollari, segnando un boom del 67% rispetto al debutto e facendo esplodere la valutazione sopra colossi come Amazon e Microsoft fino a 2.600 miliardi.
Titolo SpaceX giù con poche azioni disponibili
Ieri, il titolo SpaceX riportava la capitalizzazione ai livelli iniziali, cioè ad oltre 800 miliardi sotto i massimi post-IPO. Quali sono le ragioni di questa apparente inversione di tendenza? L’accusa principale che alcuni analisti e osservatori rivolgono al mercato è di seguire i trend, salvo mollarli alla prima difficoltà. Neppure Musk sfuggirebbe a questa legge non scritta e molto tipica di questa fase storica. Tuttavia, ciò convince poco, pur essendo in sé possibilmente realistica.
Per prima cosa c’è che il titolo SpaceX è poco liquido. Abbiamo detto che solo il 4% è flottante libero per il momento. Già dalle prossime settimane, le cose potranno cambiare. Il piano prevede la liberazione di ulteriore tranche del capitale fino a un massimo del 40% entro dicembre e del 60% entro un anno. Fino a giugno 2027 Musk non potrà vendere una singola sua azione. Se nelle cinque delle prime dieci sedute precedenti la pubblicazione della trimestrale il titolo prezzerà almeno il 30% sopra i livelli dell’IPO, potranno essere sbloccate nuove azioni fino al 10% e che si sommeranno al 20% già programmato per il periodo.
E così anche con le azioni riservate ai dipendenti.
Attesa per prima trimestrale post-IPO
La scarsa liquidità è sempre un rischio per l’investitore. Essendo il titolo SpaceX un asset poco diffuso, è sufficiente che in pochi acquistino o vendano per muoverne i prezzi in misura rilevante. Ciò non spiega da solo il crollo di queste settimane. La trimestrale sarà resa nota con ogni probabilità agli inizi di agosto. Non c’è ancora una data formale e Musk ha fatto sapere che i dati saranno resi noti attraverso il sito web societario e non tramite le agenzie di stampa. Il mercato guarda con apprensione a ricavi e costi. Il 2025 si era chiuso con perdite per 4,9 miliardi e ricavi per 18,7 miliardi.
Timori sui tassi USA
Non sta aiutando neppure la situazione geopolitica. Le tensioni tra Stati Uniti e Iran stanno facendo risalire le quotazioni del petrolio. E le società legate all’IA sono per loro natura energivore. Costi più alti per loro implicano minori margini e finanche minori investimenti. Per quanto SpaceX non sia una società IA propriamente detta, ruota anche attorno a questo business. Una delle conseguenze sgradite di questa guerra è l’inflazione.
Per combatterla, la Federal Reserve può tornare ad alzare i tassi di interesse, aumentando il costo del denaro per il mondo delle imprese.
Titolo SpaceX giù con IA globale
Il titolo SpaceX è stato inserito nel NASDAQ 100 con una procedura ad hoc, nonostante non abbia ad oggi mai chiuso un bilancio in attivo e chiudendo gli occhi sullo scarso flottante. Non sta servendo per sostenerne i prezzi dopo l’IPO. Questo non significa che non disponga più di margini per salire. La battuta d’arresto ha a che vedere con il ripiegamento un po’ di tutto il comparto sul piano globale. Prendete l’indice KOSPI alla Borsa di Corea: -25% dai massimi del 19 giugno scorso. La sua seconda società per capitalizzazione – SK Hynix – ha effettuato una quotazione secondaria a Wall Street nei giorni scorsi, salvo crollare nella seduta successiva per poi risalire.
giuseppe.timpone@investireoggi.it



