Solo il tempo dirà se il BTp Italia Sì sarà stato un buon investimento, di certo lo è già stato per le banche. In fase di collocamento, i sottoscrittori hanno potuto inviare gli ordini senza pagare le commissioni. E questo rappresenta un incentivo, che si aggiunge ai vantaggi fiscali offerti dai titoli di stato. Tuttavia, ciò non significa che gli intermediari siano rimasti a bocca asciutta. Tutt’altro. Lo stato si è impegnato a pagare loro lo 0,60% delle sottoscrizioni e un altro 0,075% va ai Dealers (Intesa Sanpaolo e Unicredit) e Co-Dealers (Monte Paschi di Siena e Banco BPM).
Commissioni BTp Italia Sì
Al termine del collocamento, il Tesoro ha reso noto che gli ordini ricevuti sono stati 281.140 per un controvalore di 8,84 miliardi di euro.
Questo dato ci serve per calcolare l’ammontare delle commissioni che le banche riceveranno sull’emissione del BTp Italia Sì. Lo 0,60% equivale a poco più di 53 milioni e lo 0,075% supplementare alle banche di cui sopra altri 6,63 milioni. Totale: circa 59,7 milioni. Trattasi di più di 1 euro per ciascun abitante residente, neonati compresi.
Le banche intascano 60 milioni di commissioni e sono le vincitrici certe del BTp Italia Sì. Non un regalo, sia chiaro. E’ il corrispettivo loro dovuto per il lavoro svolto nell’intermediazione tra stato e clienti. Dai dati pubblicati, emerge che il 65,6% dei contratti ha avuto ad oggetto importi inferiori ai 20.000 euro, mentre il 90,3% ha riguardato importi fino a 50.000 euro. Inoltre, il 67% degli ordini è stato sottoscritto dagli investitori retail, il resto dai private banker. E tra i primi, il 48% degli ordini è stato impartito attraverso il canale home banking.
Composizione ordini
Dunque, 2 su tre sono stati piccoli investitori e per quasi la metà dei casi le sottoscrizioni sono avvenute online. Il basso importo medio di quasi 31.450 euro conferma la natura retail dell’operazione. Tornando alle banche, i 60 milioni di euro di commissioni sul BTp Italia Sì pongono l’accento sulla quota crescente dei ricavi dall’offerta di servizi. L’erogazione del credito resta la principale fonte di guadagno, ma il suo peso anche in Italia si riduce di anno in anno. E ciò spiega anche il boom in borsa dei titoli bancari anche negli anni recenti, quando i tassi di interesse sono stati abbassati per essere rialzati dello 0,25% a giugno di quest’anno.
Compravendite sul MoT non più gratuite
A partire da domani, quando il BTp Italia Sì sarà negoziato sul Mercato obbligazionario Telematico di Borsa Italiana, le banche imporranno alle compravendite commissioni in linea con le rispettive condizioni contrattuali. Esse potranno essere d’importo fisso o in percentuale del valore nominale transato, nonché differire a seconda che si tratti di ordine di vendita o di acquisto. Un dato a cui prestare attenzione per avere un’idea corretta dei presumibili guadagni in fase di rivendita anticipata.
giuseppe.timpone@investireoggi.it