Genitori che prestano denaro e figlio che restituisce i soldi: quali sono le regole fiscali? Nelle famiglie italiane è sempre più frequente che genitori e figli si aiutino economicamente nei momenti più importanti della vita. C’è chi presta denaro per acquistare una casa, chi contribuisce alle spese universitarie, chi aiuta ad avviare un’attività o semplicemente sostiene un figlio che attraversa un periodo di difficoltà economica.
Quando però arriva il momento di restituire quelle somme, molti genitori iniziano a porsi una domanda precisa: se mio figlio mi restituisce il denaro tramite bonifico bancario, devo essere in grado di giustificare l’accredito?
Il dubbio è comprensibile.
Negli ultimi anni l’attenzione verso i movimenti finanziari è aumentata e molti contribuenti temono che somme accreditate sul conto corrente possano essere interpretate come redditi non dichiarati o entrate di altra natura.
In realtà la restituzione di un prestito familiare presenta caratteristiche molto diverse rispetto a uno stipendio, a un compenso professionale o a un’attività commerciale. Tuttavia è importante comprendere quali accorgimenti possano aiutare a ricostruire correttamente l’operazione nel tempo.
Genitore che presta denaro e figlio che restituisce i soldi
La solidarietà economica all’interno delle famiglie rappresenta una realtà consolidata.
Molti genitori mettono a disposizione dei figli somme di denaro per:
- acquistare una casa;
- versare l’anticipo di un mutuo;
- affrontare spese mediche;
- avviare un’attività;
- superare un periodo di difficoltà economica.
Spesso questi aiuti vengono concessi senza particolari formalità e sulla base di rapporti di fiducia consolidati.
Prestito e regalo non sono la stessa cosa
Prima di affrontare il tema della restituzione è importante distinguere due situazioni molto diverse.
In alcuni casi il genitore decide di regalare il denaro al figlio senza aspettarsi alcuna restituzione.
In altri casi, invece, la somma viene concessa con l’intesa che sarà restituita nel tempo.
La differenza è fondamentale perché cambia la natura dell’operazione.
Quando esiste un obbligo di restituzione si parla infatti di una situazione diversa rispetto a una semplice liberalità familiare.
Perché il bonifico genera dubbi
Molti genitori si preoccupano quando ricevono sul proprio conto corrente un bonifico di importo significativo.
La domanda è spesso la stessa:
“Se arrivano 10.000 o 20.000 euro sul mio conto, il Fisco potrebbe chiedermi spiegazioni?”
La preoccupazione nasce dal fatto che ogni movimentazione bancaria lascia una traccia e può essere ricostruita nel tempo.
Proprio per questo motivo è importante che la provenienza delle somme sia facilmente comprensibile.
La causale del bonifico può essere utile
Uno degli elementi che contribuiscono a rendere più chiara l’operazione è la causale indicata nel bonifico.
Una descrizione coerente con la reale finalità del trasferimento consente infatti di comprendere immediatamente il motivo dell’accredito.
Ad esempio, quando il pagamento rappresenta la restituzione di una somma precedentemente ricevuta, è opportuno che la movimentazione sia facilmente riconducibile a tale circostanza.
Si tratta di un accorgimento semplice ma spesso molto utile.
Conviene conservare la documentazione?
Anche quando il rapporto tra genitore e figlio è improntato alla massima fiducia, conservare la documentazione relativa ai trasferimenti può rappresentare una scelta prudente.
Possono risultare utili:
- ricevute dei bonifici effettuati;
- estratti conto;
- eventuali comunicazioni tra le parti;
- documentazione che consenta di ricostruire l’operazione.
La possibilità di dimostrare l’origine delle somme rappresenta infatti un elemento importante in molte situazioni.
Quando il prestito risale a molti anni prima
Una situazione molto comune riguarda i prestiti familiari concessi diversi anni prima.
Può accadere che il figlio restituisca il denaro dopo molto tempo, magari quando ha finalmente raggiunto una maggiore stabilità economica.
In questi casi può risultare più difficile ricordare:
- l’importo originariamente prestato;
- la data dell’operazione;
- le modalità utilizzate;
- gli accordi intercorsi.
Ecco perché conservare la documentazione fin dall’inizio può rivelarsi particolarmente utile.
I controlli si basano sul contesto complessivo
Molti contribuenti immaginano che ogni accredito importante generi automaticamente controlli fiscali.
In realtà la valutazione delle movimentazioni finanziarie avviene normalmente considerando il quadro complessivo della situazione economica e patrimoniale del contribuente.
Per questo motivo la possibilità di ricostruire con chiarezza la natura dell’operazione assume un ruolo particolarmente importante.
Gli errori più frequenti
Tra le situazioni che generano maggiori difficoltà troviamo:
- assenza di qualsiasi documentazione;
- causali generiche o poco chiare;
- difficoltà nel ricostruire l’origine delle somme;
- confusione tra prestito e regalo.
Molti problemi possono essere evitati semplicemente conservando le informazioni essenziali relative all’operazione e questo vale in entrambi i momenti: sia in uscita, ovvero quando i genitori fanno un bonifico ai figli, sia in entrata, ossia quando il figlio restituisce i soldi.
Perché questi casi sono sempre più frequenti
L’aumento dei costi della vita e le difficoltà di accesso al credito hanno reso sempre più comune il sostegno economico tra familiari.
Di conseguenza crescono anche i casi nei quali somme importanti vengono trasferite e successivamente restituite tra genitori e figli.
Gestire correttamente queste operazioni significa evitare dubbi e poter dimostrare facilmente la loro reale natura.
Quale procedura deve seguire il figlio che restituisce i soldi per evitare problemi col fisco?
Riassumendo
- i prestiti tra familiari rappresentano una pratica molto diffusa;
- prestito e regalo sono situazioni giuridicamente differenti;
- se il figlio restituisce i soldi tramite bonifico dovrebbe essere facilmente riconducibile all’operazione originaria;
- conservare la documentazione può essere una scelta prudente;
- la possibilità di ricostruire l’origine delle somme aiuta a evitare equivoci futuri.