La rottamazione quinquies enti locali cambia calendario. Con un emendamento approvato in Commissione Finanze del Senato, durante l’esame del disegno di legge di conversione del decreto legge n. 63/2026, noto come “dl Carburanti ter”, viene spostato in avanti il termine entro cui Regioni, Comuni e altri enti territoriali possono scegliere di applicare la definizione agevolata ai propri carichi. La nuova data centrale è il 31 luglio 2026, un mese in più rispetto alla scadenza iniziale del 30 giugno.
Rottamazione quinquies enti locali: cosa prevede la proroga
La novità riguarda la procedura introdotta dal decreto legge n. 38/2026 (c.d. decreto fiscale), convertito nella Legge n.
88/2026 del 22 maggio. La disciplina consente di chiudere in modo agevolato alcuni debiti, tributari e non tributari, iscritti nei carichi affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione dagli enti territoriali.
Il periodo interessato è molto ampio: rientrano i carichi consegnati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023. Restano però fuori le somme dovute a seguito di sentenze di condanna della Corte dei conti.
Per i Comuni (e altri enti locali), il passaggio decisivo è l’adozione di un provvedimento. Con tale atto l’ente decide se applicare la misura alle proprie entrate. La scadenza per approvare e comunicare questa scelta non è più il 30 giugno 2026, ma il 31 luglio 2026. La proroga risponde anche alle difficoltà operative segnalate da Anci e Ifel, soprattutto per i Comuni coinvolti nelle elezioni amministrative di maggio e giugno. Ricordiamo che qualche giorno fa l’Agenzia Entrate Riscossione ha pubblicato modi e modello di comunicazione dell’adesione alla rottamazione quinquies enti locali.
Gli adempimenti per Comuni, Regioni ed enti territoriali
Entro il 31 luglio 2026 l’ente deve completare tre passaggi essenziali: approvare il provvedimento, pubblicarlo sul proprio sito istituzionale e inviarlo all’agente della riscossione secondo le modalità messe a disposizione da quest’ultimo.
L’efficacia della scelta decorre dalla pubblicazione sul sito dell’ente. Questo significa che la decisione diventa rilevante dal momento in cui l’atto viene reso conoscibile attraverso il portale istituzionale.
Resta confermato anche un ulteriore adempimento: la trasmissione del provvedimento al Ministero dell’Economia e delle Finanze, Dipartimento delle Finanze. In questo caso il termine è fissato al 30 settembre 2026 e la comunicazione ha finalità statistiche. Non si tratta, quindi, del passaggio che rende efficace la scelta dell’ente.
In questo quadro, la rottamazione quinquies enti locali richiede agli enti interessati una gestione ordinata dei tempi, perché la proroga alleggerisce il calendario ma non elimina gli obblighi procedurali.
Nuove date per Agenzia delle entrate-Riscossione e contribuenti
Lo slittamento del termine per gli enti produce effetti anche sulle fasi successive. L’Agenzia delle entrate-Riscossione dovrà rendere disponibili ai debitori, nell’area riservata del proprio sito istituzionale, i dati utili per individuare i carichi definibili a partire dal 15 ottobre 2026. La data precedente era il 15 settembre 2026.
Cambia anche il periodo per presentare la dichiarazione di adesione. La finestra non sarà più dal 16 settembre al 31 ottobre 2026, ma dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026. Fino al 15 dicembre 2026 sarà inoltre possibile integrare una domanda già trasmessa.
La comunicazione dell’agente della riscossione con l’importo complessivo dovuto, il valore delle singole rate e le relative scadenze arriverà entro il 28 febbraio 2027. Anche questo termine viene rinviato, poiché la precedente scadenza era fissata al 31 dicembre 2026.
Pagamenti e rate: il nuovo calendario
La rottamazione quinquies enti locali prevede il pagamento in unica soluzione oppure a rate. Con le nuove scadenze, il versamento unico potrà essere effettuato entro il 31 marzo 2027.
In alternativa, sarà possibile pagare fino a un massimo di 54 rate bimestrali di pari importo. Le prime cinque scadranno il 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre 2027. Dalla sesta alla cinquantaquattresima rata, le scadenze saranno fissate al 31 gennaio, 31 marzo, 31 maggio, 31 luglio, 30 settembre e 30 novembre di ciascun anno, a partire dal 2028.
In caso di pagamento dilazionato, gli interessi saranno calcolati al tasso annuo del 3% e decorreranno dal 1° aprile 2027.
Rottamazione quinquies enti locali: cosa resta invariato
La proroga modifica le date operative, ma non cambia la struttura della disciplina. Restano fermi i requisiti di accesso, i limiti previsti per i carichi degli enti territoriali e l’esclusione dei debiti collegati a condanne della Corte dei conti.
La rottamazione quinquies enti locali diventa, quindi, una procedura con tempi più larghi, ma sempre scandita da passaggi precisi. Per gli enti interessati, il 31 luglio 2026 rappresenta la data chiave per chiudere l’iter interno, pubblicare l’atto e trasmetterlo all’Agenzia delle entrate-Riscossione.
Riassumendo
- La rottamazione quinquies enti locali slitta al 31 luglio 2026.
- Coinvolti carichi affidati dal 2000 al 2023.
- Escluse le somme da condanne della Corte dei conti.
- Domande dei debitori dal 16 ottobre al 15 dicembre 2026.
- Pagamento unico entro il 31 marzo 2027.
- Possibili fino a 54 rate bimestrali con interessi al 3%.