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Oggi: 11 Giu, 2026

Niente TFR alla badante: ecco quando la lavoratrice lo perde per sempre

La badante piuttosto che un qualsiasi altro lavoratore domestico può perdere il TFR, ecco quando il rischio diventa concreto.
11 Giugno 2026
TFR badante
Foto © Investireoggi

Il TFR nel settore domestico, cioè quello che interessa badanti, colf, governanti e baby-sitter, è disciplinato da regole particolari che lo differenziano da quanto avviene negli altri comparti lavorativi.

Da un lato esistono alcuni vantaggi, perché le lavoratrici possono richiedere ogni anno un anticipo di una parte del trattamento maturato. Dall’altro lato, però, esistono anche svantaggi rilevanti che, in determinate circostanze, possono comportare la perdita definitiva del TFR dopo anni di lavoro e sacrifici.

Niente TFR alla badante: ecco quando la lavoratrice lo perde per sempre

Il Trattamento di Fine Rapporto rappresenta la liquidazione che il lavoratore matura nel corso degli anni e che, normalmente, viene corrisposta alla cessazione del rapporto di lavoro.

In linea generale, il TFR accantonato ogni anno corrisponde alla retribuzione annua complessiva, comprensiva anche di vitto e alloggio nel caso dei lavoratori domestici, divisa per 13,5.

Negli altri settori lavorativi, per ottenere un anticipo fino al 70% del TFR maturato è necessario possedere una determinata anzianità di servizio e giustificare la richiesta con motivazioni specifiche, come spese sanitarie straordinarie, acquisto della prima casa o interventi di ristrutturazione.

Nel settore domestico, invece, questi vincoli non esistono.

La lavoratrice può richiedere ogni anno un anticipo fino al 70% del TFR maturato nell’anno, senza dover fornire particolari giustificazioni.

Oggi, però, ci soffermiamo sull’aspetto meno favorevole della normativa.

Il TFR delle badanti, delle colf e degli altri lavoratori domestici può infatti essere seriamente a rischio a causa dell’assenza di alcune tutele che invece sono previste per gli altri lavoratori.

Può accadere, ad esempio, che alla morte dell’assistito gli eredi rifiutino l’eredità.

In questo caso il TFR potrebbe non essere più recuperabile.

Perché molte badanti scelgono l’anticipo annuale del TFR

Alla luce di quanto previsto dalla normativa, molte lavoratrici del settore domestico valutano la possibilità di richiedere ogni anno l’anticipo del TFR maturato.

Come anticipato, il settore offre una possibilità che negli altri comparti è molto più difficile da ottenere.

Ogni anno, generalmente entro la fine dell’anno lavorativo, la badante può chiedere al datore di lavoro la liquidazione anticipata del 70% del TFR maturato.

La richiesta non deve essere motivata e non richiede particolari condizioni.

Negli altri settori, invece, l’anticipo del TFR può essere ottenuto soltanto in presenza di esigenze specifiche e documentabili, come cure mediche particolarmente costose, acquisto della prima abitazione o lavori di ristrutturazione.

Inoltre, è generalmente necessario aver maturato almeno otto anni di anzianità di servizio presso lo stesso datore di lavoro.

Da questo punto di vista, il settore domestico offre quindi una maggiore flessibilità e rappresenta un vantaggio concreto per le lavoratrici.

Come funziona il TFR per la badante

Accanto ai vantaggi, tuttavia, esistono importanti criticità.

Nel lavoro domestico non sono previste alcune tutele che consentono agli altri lavoratori di recuperare il TFR in caso di insolvenza del datore di lavoro.

Negli altri settori, infatti, quando un’azienda fallisce, chiude o cessa l’attività senza pagare il trattamento di fine rapporto, il lavoratore può rivolgersi al Fondo di Garanzia INPS.

Si tratta di uno strumento che consente di recuperare il TFR maturato e, in alcuni casi, anche le ultime tre mensilità di retribuzione non corrisposte.

Il lavoratore viene inserito tra i creditori dell’azienda e, al termine delle procedure previste, l’INPS interviene per garantire il pagamento delle somme spettanti.

Questa tutela, però, non si applica ai rapporti di lavoro domestico.

Nel settore domestico ai vantaggi si affiancano gli svantaggi

Il TFR resta un diritto fondamentale della lavoratrice, ma nel settore domestico può diventare particolarmente difficile recuperarlo in alcune situazioni.

Il caso più delicato è quello della morte dell’assistito.

Se il datore di lavoro decede e gli eredi rinunciano all’eredità, il debito relativo al TFR non viene trasferito a nessuno. In pratica, non esiste più un soggetto obbligato a corrispondere quanto maturato dalla lavoratrice.

Il rischio è particolarmente elevato quando l’assistito non lascia beni o patrimoni agli eredi e l’eredità è composta prevalentemente da debiti.

In queste circostanze, la rinuncia all’eredità da parte dei familiari può tradursi nella perdita definitiva del Trattamento di Fine Rapporto maturato dalla badante.

Ed è proprio qui che emerge la principale differenza rispetto agli altri settori: non essendo previsto l’accesso al Fondo di Garanzia INPS, la lavoratrice domestica rischia di non avere alcuno strumento per recuperare le somme spettanti.

Per questo motivo, molte lavoratrici valutano con attenzione la possibilità di richiedere periodicamente l’anticipo del TFR, riducendo così il rischio di perdere quanto maturato nel corso degli anni di lavoro.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.