Il jackpot del Superenalotto è salito questa settimana sopra 170 milioni di euro, una cifra che per la quasi totalità degli italiani non potrebbe essere percepita neanche lavorando per chissà quante vite. Vi siete chiesti cosa fareste in caso di vittoria con tutto questo denaro? Potremmo vivere di rendita e senza necessariamente intaccare il capitale, a patto di effettuare gli investimenti giusti e di non agire in maniera compulsiva. Il National Endowment for Financial Education ha trovato che il 70% di coloro che vincono alla lotteria, va in bancarotta entro 5 anni.
Vivere di rendita con jackpot del Superenalotto
Sfuggire a questa triste statistica si deve e si può.
Come? Pianificando gli investimenti con raziocinio. Anzitutto, i 170 milioni di jackpot sono comprensivi dell’imposta del 20% trattenuta alla fonte dal fisco italiano. Non preoccupatevi: ve ne resterebbero in tasca pur sempre più di 135 milioni. Stiamo parlando di una cifra pari a 4-5.000 stipendi medi lordi annui. La prima regola da seguire è di non concentrare il capitale su un unico investimento. Anche lo stesso conto corrente, oltre a risultare infruttifero, rappresenterebbe un rischio. Nel caso di crac bancario, infatti, solamente i primi 100.000 euro ci verrebbero garantiti. Il resto sarebbe soggetto a perdite, anche del 100%.
Immobili asset poco liquido
L’obiettivo minimo con una cifra così alta sarebbe di vivere di rendita ed evitare anche possibilmente di intaccare il capitale. Una soluzione di questo tipo garantire ricchezza per diverse generazioni senza neppure fare chissà cosa. Gli immobili possono essere un asset interessante per mettere a frutto il capitale e possedere qualcosa di solido. L’importante è non destinarvi una quota eccessiva del capitale o il rischio sarebbe di trovarsi investiti eccessivamente in un asset poco liquido e soggetto al trend del mercato locale.
Tra tassazione e inquilini morosi, le probabilità di andare in perdita possono rivelarsi più alte di quanto pensiamo.
Liquidità minima per evenienze
Rispetto a un jackpot del Superenalotto netto di circa 135 milioni, diremmo di non superare il 10% per gli investimenti immobiliari. Ne resterebbero a disposizione altri circa 125 milioni. Va da sé che una quota minima dovrebbe restare liquida per soddisfare esigenze improvvise e impreviste. Nel nostro caso, non più di 6-7 milioni. Liquidità non significa solo contante, ma include tutti quegli strumenti facilmente convertibili in esso. Ad esempio, i titoli di stato a breve scadenza (durata massima 18-24 mesi) come Bot e BTp short term. Oltre ad essere molto sicuri, offrono un rendimento attualmente nell’ordine di almeno il 2% netto.
Oro come investimento a lunghissimo termine
Una parte minima del jackpot andrebbe destinato agli investimenti a lungo termine contro l’inflazione. E qui parliamo di oro. Tra lingotti, ETF o azioni di società minerarie potremmo investire altri 6-7 milioni e magari spingerci verso 10 milioni di euro. Non dovremmo seguirne l’andamento giorno per giorno o mese dopo mese. Trattasi di un asset da “cassettisti” per la serie investi e dimenticalo.
Portafoglio obbligazionario medio-lungo
E restano ancora fino a 110 milioni da investire con l’obiettivo, come detto, di vivere di rendita. Escludendo teoricamente le azioni, che comportano l’assunzione di un rischio medio-alto, potremmo optare nel caso più conservativo possibile per le sole obbligazioni.
Ebbene, immaginiamo di costruirci un portafoglio con duration medio-alta e rendimento medio del 3% netto. Oggi, ciò è possibile grazie alla risalita dei rendimenti. Un BTp a 10 anni offre proprio il 3% al netto dell’imposta sui rendimenti e di bollo. Nella nostra ipotesi, significherebbe incassare ogni anno più di 3 milioni di euro all’anno.
Capite da soli che con una rendita del genere si può vivere benissimo senza rinunce. L’ideale sarebbe non fruirne del tutto. Si potrebbe immaginare di incassarne una percentuale, reinvestendo il resto. Ad esempio, anche solo un terzo ci porterebbe ad avere un reddito superiore a 1 milione all’anno. I restanti 2 milioni e rotti potrebbero essere reinvestiti o in altre obbligazioni o in azioni. In questo secondo caso, aumentiamo il grado di rischio, ma anche il rendimento atteso e senza avere intaccato il capitale nel caso peggiore possibile.
Vivere di rendita senza intaccare il capitale reale
Una formula che potremmo utilizzare allo scopo sarebbe la seguente: prelievo = rendita – inflazione. Ad esempio, con un’inflazione media annua del 2% e una rendita del 3%, stiamo ipotizzando di non intaccare il capitale reale. Anzi, reinvestendo la quota di rendita pari all’inflazione, stiamo ponendo le basi per un suo accrescimento nel tempo. La ricchezza verrebbe preservata nel lungo periodo, trasformando un colpo di fortuna nell’occasione per cambiare le sorti di più generazioni.
giuseppe.timpone@investireoggi.it