La prima scadenza IMU del 2026 arriva il 16 giugno, mentre il conguaglio finale resta fissato al 16 dicembre. L’imposta municipale propria, disciplinata dalla Legge n. 160/2019, continua a richiedere particolare attenzione nella fase di versamento, perché un dato indicato in modo errato può comportare disguidi, ritardi o la necessità di regolarizzare la posizione.
Il pagamento acconto IMU con Modello F24 resta il passaggio centrale per rispettare l’adempimento, sia per i contribuenti più esperti sia per chi deve gestire solo pochi immobili.
Pagamento acconto IMU con Modello F24: le scadenze 2026 da ricordare
Come appena detto, il calendario dell’IMU prevede due appuntamenti ordinari.
Il primo riguarda l’acconto, da versare entro il 16 giugno 2026. Il secondo riguarda il saldo, con termine al 16 dicembre 2026. Queste due date rappresentano i momenti principali per chi possiede immobili soggetti all’imposta.
Il pagamento acconto IMU serve, quindi, a coprire la prima parte del tributo dovuto per l’anno 2026. Nel Modello F24 deve essere indicato l’anno di riferimento, cioè 2026, così da collegare correttamente il versamento al periodo d’imposta interessato.
La compilazione non è un semplice passaggio formale. Occorre prestare attenzione al Comune competente, alla tipologia dell’immobile, al codice tributo IMU e all’importo da versare. In caso di immobili con quota comunale e quota statale, quando prevista, le somme devono essere riportate in modo distinto secondo le regole applicabili.
Modello ordinario e semplificato: quale utilizzare per l’IMU
Per effettuare il pagamento acconto IMU con Modello F24 possono essere usati due schemi: il modello ordinario e quello semplificato. Entrambi sono validi, ma hanno una struttura diversa.
Il modello ordinario è più ampio. Si compone di tre pagine: due copie sono destinate all’intermediario che riceve il versamento, come banca, posta o agente della riscossione, mentre una resta al contribuente. La presenza di più sezioni consente di gestire diversi tributi, compresi quelli locali. Per questo motivo è spesso utilizzato dai titolari di partita IVA o da chi deve effettuare operazioni fiscali più articolate.
Il modello semplificato, invece, è più snello. Si sviluppa su una sola pagina ed è adatto alle situazioni meno complesse. Risulta utile quando il versamento riguarda pochi tributi e non vi sono particolari esigenze di gestione fiscale.
Nel pagamento acconto IMU con Modello F24, le informazioni richieste sono sostanzialmente le stesse in entrambe le versioni. La differenza principale riguarda il modello semplificato, dove deve essere compilata anche la colonna “Sezione” con il codice EL, che identifica gli enti locali.
Presentazione telematica, carta e bollettino: le regole operative
Le modalità di invio cambiano in base alla posizione fiscale del contribuente. Il versamento IMU tramite F24 deve avvenire in line generale per via telematica.
I soggetti senza partita IVA possono ancora utilizzare il modello cartaceo, ma solo se non vengono utilizzati crediti in compensazione. Nella stessa ipotesi, resta possibile anche il pagamento IMU tramite bollettino postale, sempre a condizione che non ci siano compensazioni.
Il pagamento acconto IMU con Modello F24 richiede, quindi, una verifica preventiva non solo degli importi, ma anche della corretta modalità di presentazione.
Questa distinzione è importante perché la scelta del canale sbagliato può rendere necessario un nuovo adempimento o una successiva correzione. La compensazione, pur essendo ammessa, impone maggiore attenzione.
Pagamento acconto IMU con Modello F24: dati da indicare e ravvedimento
Per compilare correttamente il modello occorre inserire alcuni elementi essenziali. Il primo è il codice catastale del Comune, indispensabile per attribuire l’imposta all’ente giusto. Ogni Comune ha un proprio codice, che deve essere riportato senza errori.
Serve poi il codice tributo IMU, diverso a seconda del tipo di immobile. I codici cambiano, ad esempio, per abitazione principale soggetta a imposta, altri fabbricati e aree edificabili. Deve inoltre essere barrata la casella relativa all’acconto, distinguendo il versamento di giugno dal saldo di dicembre.
Nel pagamento acconto IMU con Modello F24 va riportato l’importo calcolato. Se esistono crediti utilizzabili in compensazione, questi devono essere indicati negli appositi campi. La casella “Rateazione/mese rif.” non deve essere compilata per l’IMU, perché il tributo non può essere rateizzato oltre le due scadenze ordinarie: acconto e saldo.
In caso di pagamento oltre il 16 giugno, è possibile ricorrere al ravvedimento operoso, previsto dall’art. 13 del D. Lgs. 472/1997. In tale situazione va barrata la casella “Ravvedimento”. La regolarizzazione comporta sanzioni ridotte e interessi calcolati in base ai giorni di ritardo.
Riassumendo
- Il pagamento acconto IMU con Modello F24 scade il 16 giugno 2026.
- Il saldo IMU 2026 deve essere versato entro il 16 dicembre.
- Si possono usare F24 ordinario oppure semplificato.
- Codice Comune, codice tributo, anno e importo vanno indicati correttamente.
- In caso di ritardo è possibile usare il ravvedimento operoso.