Con la conversione in legge del decreto Fiscale, DL n. 38/2026, ha preso forma un intervento importante sulla riscossione. Dopo l’approvazione del Senato, la Camera ha confermato senza modifiche l’impostazione già definita. Tra le novità più rilevanti c’è l’ampliamento della rottamazione quinquies, che non resta più limitata al perimetro nazionale previsto dalla Legge di bilancio 2026.
La disciplina statale, infatti, riguarda i carichi rientranti nel quadro già fissato dalla manovra, ma non comprende automaticamente le entrate locali. Restavano, quindi, fuori somme come IMU, TARI e altri importi dovuti a Comuni, Regioni o enti territoriali. Il decreto Fiscale interviene proprio su questo punto, consentendo anche agli enti locali di attivare una propria sanatoria.
Non si tratta però di un’estensione automatica. La rottamazione quinquies per i debiti locali dipenderà dalla scelta del singolo ente creditore. Ogni amministrazione dovrà valutare se aderire o meno e comunicare la decisione entro il 15 giugno 2026. Questa impostazione lascia spazio all’autonomia territoriale, ma può generare trattamenti diversi tra contribuenti residenti in zone differenti.
Rottamazione quinquies enti locali: come funziona
Il nuovo meccanismo consente di includere i carichi affidati all’Agenzia Entrate Riscossione da Regioni, Comuni e altri enti territoriali nel periodo 2000-2023. Possono, quindi, rientrare debiti collegati a tributi locali, rette scolastiche, multe stradali e altre entrate affidate alla riscossione.
Per chi ha pendenze di questo tipo, l’accesso alla rottamazione quinquies sarà possibile solo se l’ente interessato avrà deliberato l’adesione. Dopo la trasmissione dei dati da parte della riscossione, si aprirà la finestra per presentare la richiesta online. La domanda telematica potrà essere inviata dal 16 settembre al 31 ottobre.
Il versamento delle somme dovute potrà avvenire in due modi. La prima opzione è il pagamento integrale entro il 31 gennaio 2027. La seconda è la rateizzazione fino a 54 rate bimestrali, con applicazione di un interesse annuo del 3%. La misura può alleggerire molte posizioni arretrate, ma la sua efficacia dipenderà dalle decisioni dei singoli enti.
Cinque giorni di margine contro decadenze troppo rigide
Durante la conversione in legge del DL n. 38/2026 (decreto fiscale) è stato corretto anche un aspetto delicato della disciplina nazionale. Nella versione originaria, la perdita dei benefici risultava molto severa. Il pagamento non completo della somma unica avrebbe fatto saltare l’intera agevolazione. Nel piano rateale, invece, la decadenza sarebbe scattata con il mancato saldo integrale di due rate, anche non consecutive, oppure dell’ultima rata.
Una simile impostazione avrebbe potuto trasformare piccoli ritardi in effetti molto pesanti. Un problema tecnico, un errore bancario, un disguido informatico o una difficoltà nel giorno del versamento potevano compromettere un percorso già rispettato per mesi o anni.
Il correttivo introduce nella rottamazione quinquies un margine di tolleranza di 5 giorni, ma solo per alcune scadenze. La regola vale per l’unica rata prescelta con termine al 31 luglio 2026 e per l’ultima rata del piano scelto. Non riguarda, invece, le rate intermedie, dalla prima alla penultima.
In pratica, i benefici si perdono se l’unica rata non viene pagata entro il 31 luglio 2026, né entro i 5 giorni successivi; se non vengono saldate due rate, anche separate nel tempo (in caso di pagamento dilazionato); oppure se l’ultima rata non viene versata entro la scadenza ordinaria o nei 5 giorni ulteriori.
Rottamazione quinquies tra opportunità e possibili differenze territoriali
La rottamazione quinquies diventa così una procedura più equilibrata. Il contribuente resta tenuto al rispetto del piano, ma un lieve ritardo non cancella automaticamente il beneficio. La tolleranza protegge da imprevisti materiali e tecnici, senza eliminare l’obbligo di pagare quanto dovuto.
Sul fronte locale, invece, resta il nodo delle scelte dei singoli enti. Dove Comuni e Regioni aderiranno, la rottamazione quinquies potrà offrire una via d’uscita per vecchi debiti legati a imposte comunali, servizi scolastici o sanzioni. Dove l’adesione non arriverà, quei carichi resteranno esclusi dalla definizione agevolata.
Il quadro finale, quindi, combina due elementi: maggiore flessibilità sulle scadenze nazionali e apertura facoltativa alle entrate territoriali. La rottamazione quinquies assume un ruolo centrale nella gestione dei debiti fiscali e locali, ma il suo impatto concreto dipenderà dalle decisioni amministrative e dalla capacità di rispettare puntualmente il calendario dei pagamenti.
Riassumendo
- La rottamazione quinquies si estende anche ai debiti degli enti locali.
- L’adesione non è automatica: decidono Comuni, Regioni ed enti territoriali.
- Possono rientrare carichi affidati alla riscossione dal 2000 al 2023.
- Domande online dal 16 settembre al 31 ottobre.
- Pagamento unico entro il 31 gennaio 2027 o 54 rate bimestrali.
- Introdotti 5 giorni di tolleranza unica rata e ultima rata in caso di pagamento a rate.
