Non tutti sanno che andare in pensione tre anni prima dell’età pensionabile con la pensione anticipata contributiva è possibile solo rispettando regole molto particolari.
Molti lavoratori vedono nei 64 anni di età una strada semplice per lasciare il lavoro in anticipo, senza però considerare che questa misura presenta vincoli severi e spesso sottovalutati.
Ecco allora come funziona davvero la pensione anticipata contributiva e quali ostacoli bisogna evitare per non rischiare brutte sorprese.
Pensione anticipata contributiva: cos’è davvero
La pensione anticipata contributiva è una misura strutturale e ordinaria del sistema previdenziale italiano, esattamente come la pensione anticipata ordinaria.
Le due prestazioni, però, sono profondamente differenti:
- per requisiti;
- per platea;
- e per meccanismi di accesso.
La pensione anticipata contributiva permette oggi di uscire dal lavoro:
- a 64 anni di età;
- con almeno 20 anni di contributi.
La pensione anticipata ordinaria, invece:
- non richiede alcun requisito anagrafico;
- ma impone una carriera molto più lunga:
- 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini;
- 41 anni e 10 mesi per le donne.
A chi si rivolge la misura
La prima grande limitazione riguarda la platea dei beneficiari.
La pensione anticipata contributiva è riservata esclusivamente ai cosiddetti:
- “contributivi puri”,
cioè ai lavoratori che: - non possiedono alcun contributo accreditato prima del 1° gennaio 1996.
Chi ha anche un solo contributo precedente a quella data resta escluso dalla misura.
Il vero ostacolo: l’importo minimo della pensione
L’aspetto più noto — e spesso più difficile da superare — riguarda l’importo minimo della pensione.
Per ottenere la pensione anticipata contributiva non basta raggiungere:
- 64 anni;
- e 20 anni di contributi.
Serve anche maturare una pensione pari almeno a:
- 3 volte l’assegno sociale.
Tradotto in cifre attuali, significa dover raggiungere un assegno pensionistico vicino ai:
- 1.650/1.700 euro lordi mensili.
Ed è proprio questo il principale problema per molti lavoratori con:
- stipendi bassi;
- carriere discontinue;
- oppure lunghi periodi part-time.
Gli sconti previsti per le donne con figli
Per le lavoratrici madri esistono però soglie più favorevoli.
Infatti:
- con un figlio basta una pensione pari a 2,8 volte l’assegno sociale;
- con due o più figli la soglia scende a 2,6 volte.
Una riduzione importante che può rendere concretamente accessibile la misura a molte lavoratrici.
Le regole meno conosciute
Se il vincolo dell’importo minimo è ormai abbastanza noto, ci sono invece altri aspetti che molti ignorano completamente.
La finestra di tre mesi
La pensione anticipata contributiva non decorre immediatamente.
Una volta maturati i requisiti:
- bisogna attendere 3 mesi di finestra mobile.
Questo significa che:
- il diritto alla pensione nasce a 64 anni;
- ma il primo assegno arriva solo tre mesi dopo.
Di fatto, l’anticipo reale rispetto alla pensione di vecchiaia si riduce.
I contributi utili: non valgono tutti
Ed è probabilmente questo il dettaglio più insidioso.
Per raggiungere i 20 anni necessari:
- non tutta la contribuzione è valida.
A differenza della pensione di vecchiaia ordinaria, nella pensione anticipata contributiva servono infatti contributi “effettivi”.
Non sono quindi utili:
- i contributi figurativi da disoccupazione;
- quelli da malattia;
- e, in molti casi, nemmeno determinati accrediti figurativi.
Questo significa che un lavoratore potrebbe:
- avere formalmente 20 anni di contributi;
- ma non poter comunque accedere alla misura.
Come “dribblare” gli ostacoli
Per programmare davvero l’uscita con la pensione anticipata contributiva bisogna quindi verificare con attenzione:
- la propria posizione contributiva;
- la presenza di eventuali periodi figurativi;
- l’importo stimato della pensione;
- e la decorrenza effettiva del trattamento.
Molti lavoratori scoprono troppo tardi di non raggiungere:
- il requisito economico;
- oppure quello della contribuzione effettiva.
Ed è proprio per questo che controllare con anni di anticipo:
- l’estratto conto INPS;
- e le simulazioni pensionistiche
diventa fondamentale per evitare di arrivare a 64 anni senza poter realmente lasciare il lavoro.
