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Usuranti, il 1° maggio 2026 la prima data per avere la pensione prima: l’INPS indica la strada

Pensione usuranti 2026: domanda in scadenza, requisiti confermati e regole per non perdere l’uscita anticipata nel 2027
3 Aprile 2026
pensione usuranti
Foto © Investireoggi

La finestra da segnare in agenda riguarda chi svolge attività usuranti e punta all’uscita anticipata nel 2027. Il messaggio INPS n. 1188 del 2 aprile 2026 ha chiarito che la richiesta di riconoscimento del beneficio va inviata entro il 1° maggio 2026, con riferimento ai lavoratori che perfezionano i requisiti agevolati tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2027. In questo quadro, la pensione usuranti resta regolata dal D. Lgs. 67/2011, con le modifiche introdotte dalla L. 232/2016 e, da ultimo, dalla L. 199/2025, cioè la Legge di Bilancio 2026.

La novità più importante è che per queste categorie non si applicano gli ulteriori aumenti legati alla speranza di vita, almeno fino al 31 dicembre 2028.

In pratica restano fermi i requisiti già determinati dagli adeguamenti scattati dal 2013 e dal 2016. È un passaggio rilevante perché consente di programmare con maggiore certezza l’accesso alla pensione usuranti senza altri scatti anagrafici nell’immediato.

Pensione usuranti: chi può accedere e quali requisiti servono

Tra i destinatari rientrano gli addetti a mansioni particolarmente pesanti, chi lavora in catena di montaggio, i conducenti del trasporto pubblico collettivo e alcune categorie di lavoratori notturni. Per i dipendenti, il requisito ordinario indicato dall’INPS è di almeno 35 anni di contributi, età minima di 61 anni e 7 mesi e quota 97,6. Per gli autonomi servono almeno 35 anni di contributi, 62 anni e 7 mesi di età e quota 98,6. Queste condizioni valgono anche per i notturni occupati per almeno 78 giorni l’anno e per chi presta attività notturna per tutto l’anno lavorativo.

Per i notturni con impiego compreso tra 72 e 77 giornate annue il livello richiesto sale: 35 anni di contributi, 62 anni e 7 mesi e quota 98,6 se dipendenti; 35 anni, 63 anni e 7 mesi e quota 99,6 se autonomi.

Per chi lavora di notte da 64 a 71 giorni l’anno, invece, servono 63 anni e 7 mesi con quota 99,6 per i dipendenti, oppure 64 anni e 7 mesi con quota 100,6 per gli autonomi. In sostanza, la pensione usuranti resta possibile, ma con soglie diverse in base all’intensità e alla frequenza del lavoro notturno.

Nel messaggio trova spazio anche il caso dei giornalisti dipendenti già iscritti all’ex INPGI-1. Dal 1° luglio 2022, se non avevano già perfezionato il vecchio diritto entro il 30 giugno 2022, si applica il regime del Fondo pensioni lavoratori dipendenti. Per il conteggio della contribuzione utile occorre però distinguere: ai fini del diritto complessivo vale tutta la contribuzione ex INPGI-1, mentre per la verifica dell’attività faticosa conta solo quella successiva al 30 giugno 2022.

Ritardi, decorrenza e documenti da allegare

Il rispetto della scadenza non è un dettaglio. L’art. 2, co. 4, D. Lgs. 67/2011 prevede, infatti, uno slittamento della decorrenza della pensione in caso di domanda tardiva. Il rinvio è di un mese se il ritardo non supera un mese; di due mesi se supera un mese ma resta sotto i tre; di tre mesi se arriva ad almeno tre mesi. Per scuola e AFAM vale una disciplina particolare: non opera il differimento mensile ordinario, ma la decorrenza non può comunque essere anteriore al 1° settembre o al 1° novembre dell’anno di maturazione dei requisiti.

Se la richiesta arriva oltre il termine, il rinvio si sposta all’anno successivo.

La procedura è telematica e richiede il modulo AP45 insieme alla documentazione minima. Il riferimento documentale è la tabella A del D.M. 20 settembre 2011, come sostituita dal D.M. 20 settembre 2017. Quando i documenti non bastano a dimostrare in modo chiaro il tipo di attività svolta, è possibile integrare con atti equivalenti, purché realmente probatori. Per il settore privato, l’INPS ribadisce un punto severo: non bastano attestazioni del datore rilasciate oggi per fatti del passato. La pensione usuranti richiede prove riferite al periodo in cui il lavoro è stato effettivamente svolto.

Pensione usuranti: cosa succede dopo la domanda

Dopo l’istruttoria, l’INPS può accogliere la richiesta indicando la prima decorrenza utile, riconoscere i requisiti ma rinviare l’uscita per limiti di copertura finanziaria, oppure respingere l’istanza. Per chi presenta la domanda entro il 1° maggio 2026 e completa i requisiti nel corso del 2027, l’accoglimento arriva con riserva, perché la verifica finale dipende dall’effettivo perfezionamento entro il 31 dicembre 2027.

Va poi ricordato un passaggio decisivo: il riconoscimento del beneficio non coincide automaticamente con la liquidazione della pensione. Serve una successiva domanda di pensionamento e, in quella fase, l’Istituto controlla di nuovo la presenza di tutte le condizioni previste dalla legge. Se dai documenti integrativi o dagli archivi non emerge il pieno possesso dei requisiti, la prestazione non viene concessa. Per questo la pensione usuranti richiede attenzione sia nella prima domanda sia nella fase finale, perché errori, ritardi o prove incomplete possono spostare in avanti l’uscita dal lavoro.

Riassumendo

  • Pensione usuranti: domanda entro il 1° maggio 2026 per requisiti maturati nel 2027.
  • Stop agli adeguamenti alla speranza di vita fino al 31 dicembre 2028.
  • Servono almeno 35 anni di contributi e requisiti anagrafici variabili.
  • I lavoratori notturni hanno soglie diverse in base ai giorni lavorati.
  • Domanda tardiva: decorrenza rinviata di uno, due o tre mesi.
  • Dopo il riconoscimento, serve anche la successiva domanda di pensione.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.