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Pensioni senza limiti d’età: addio al lavoro dopo 40 anni di contributi, oggi è più facile 

La pensione con 40 anni di contributi senza limiti di età è possibile? A dire il vero bisogna passare prima da una indennità.
9 Marzo 2026
pensioni anticipate
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Lasciare il lavoro dopo 40 anni di contributi oggi è possibile, e in alcuni casi anche più facilmente rispetto al passato. Un tempo i 40 anni rappresentavano la soglia per le pensioni di anzianità prima della riforma Fornero. Con l’introduzione delle pensioni anticipate nel 2012, però, quel limite non è stato più sufficiente.

Oggi, infatti, per la pensione anticipata ordinaria servono 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne. Tuttavia alcune recenti sentenze sui contributi figurativi stanno cambiando il quadro, aprendo nuove possibilità per molti lavoratori.

Cos’è la pensione anticipata ordinaria: guida sintetica alla misura

La pensione anticipata ordinaria è la misura che permette di andare in pensione senza alcun requisito di età, a condizione di aver maturato una carriera contributiva sufficientemente lunga.

Si tratta, di fatto, dell’erede delle vecchie pensioni di anzianità, che sono state sostituite proprio dalle pensioni anticipate con la riforma Fornero.

I requisiti oggi sono:

  • 42 anni e 10 mesi di contributi per gli uomini
  • 41 anni e 10 mesi per le donne

Per molto tempo si è ritenuto che almeno 35 anni di contributi dovessero essere effettivi, cioè al netto dei contributi figurativi derivanti da periodi di malattia o disoccupazione. Questo orientamento era sostenuto dall’INPS e applicato anche da patronati e consulenti previdenziali.

Le recenti pronunce della giurisprudenza, però, hanno messo in discussione questa interpretazione. Secondo queste decisioni, anche i contributi figurativi da malattia e disoccupazione devono essere considerati validi non solo per il calcolo della pensione, ma anche per il diritto alla pensione stessa.

In sostanza, tutti i contributi valgono ai fini del requisito contributivo.

Cosa cambia dopo le sentenze sui contributi figurativi

Questo nuovo orientamento apre una possibilità concreta per diversi lavoratori.

In pratica, chi ha già maturato 40 anni di contributi (donne) o 41 anni (uomini) può lasciare il lavoro e raggiungere il requisito necessario per la pensione anticipata grazie ai contributi figurativi della NASpI.

Il meccanismo può funzionare così.

Una lavoratrice che nel 2026 ha raggiunto 40 anni di contributi potrebbe essere licenziata e accedere alla NASpI. Se ha lavorato continuativamente negli ultimi quattro anni, ha diritto fino a 24 mesi di indennità di disoccupazione.

Durante questo periodo:

  • percepisce la NASpI
  • maturano contributi figurativi validi ai fini pensionistici

In questo modo:

  • da marzo 2026 a febbraio 2028 la lavoratrice percepisce la disoccupazione
  • al termine dei due anni avrà 42 anni di contributi complessivi

A quel punto potrà accedere alla pensione anticipata ordinaria, eventualmente attendendo solo la finestra tecnica o eventuali adeguamenti legati all’aspettativa di vita.

Il vero cambiamento sta proprio qui: fino a poco tempo fa molti temevano che i contributi figurativi della NASpI potessero impedire il rispetto del requisito dei 35 anni effettivi. Con le nuove interpretazioni giurisprudenziali, questo ostacolo viene meno, aprendo la strada a un’uscita dal lavoro anche con circa due anni di anticipo rispetto a quanto si pensava in passato.

 

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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