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Aumentano gli stipendi? Ecco perché è vero e per chi aumentano

Perché da aprile aumentano gli stipendi? Ecco l'aliquota ridotta o flat-tax lavoratori dipendenti introdotta dal governo.
28 Febbraio 2026
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Foto © Pixabay

Non sarà stata una manovra finanziaria particolarmente ricca di interventi a favore dei contribuenti, ma la legge di Bilancio entrata in vigore lo scorso gennaio ha comunque introdotto alcune novità positive. Tra queste, una misura che riguarda determinati lavoratori dipendenti, per i quali sono previsti aumenti di stipendio grazie a una tassazione agevolata.

Si tratta dell’aliquota ridotta al 5% applicata agli aumenti derivanti dai rinnovi contrattuali. Ma di cosa si tratta esattamente, chi ne beneficerà e cosa cambia davvero? La misura non riguarda tutti i lavoratori dipendenti, bensì solo coloro che rientrano in specifici requisiti, sia per settore sia per reddito.

Aumentano gli stipendi? Ecco perché è vero e per chi aumentano

Con la legge di Bilancio 2026 il governo ha introdotto una novità che riguarda i rinnovi dei CCNL intervenuti tra il 2024 e il 2026. In particolare, è prevista una tassazione agevolata al 5% sugli aumenti di stipendio derivanti dalla sottoscrizione dei nuovi contratti collettivi, frutto delle consuete trattative tra parti datoriali e sindacati.

La misura, tuttavia, si applica solo a una determinata platea di lavoratori. L’aliquota ridotta è infatti prevista esclusivamente per i dipendenti con reddito annuo non superiore a 33.000 euro. In sostanza, viene introdotta un’imposta sostitutiva IRPEF al 5% sugli aumenti contrattuali, evitando che questi vengano assorbiti in larga parte dalla tassazione ordinaria, strutturata sui tre scaglioni progressivi.

Flat-tax lavoratori dipendenti, di cosa si tratta e come funziona

La misura è stata subito ribattezzata da alcuni come una sorta di flat tax sugli aumenti. Altri, invece, ne hanno sottovalutato la portata. In realtà, i vantaggi per i lavoratori interessati sono concreti.

L’aliquota agevolata al 5% si applica esclusivamente alla quota di stipendio che deriva dagli aumenti previsti dal rinnovo contrattuale.

L’Agenzia delle Entrate ha chiarito le modalità operative, fornendo indicazioni alle aziende incaricate di applicare la nuova tassazione agevolata su questa parte della retribuzione.

Gli effetti inizieranno a vedersi concretamente nelle buste paga di aprile, con un aumento del netto percepito. È corretto quindi parlare di stipendi in aumento, ma solo per i lavoratori dipendenti del settore privato con redditi fino a 33.000 euro annui.

Bisogna precisare che l’aliquota ridotta non si applica alle indennità di vacanza contrattuale né alle voci accessorie esterne allo stipendio tabellare. La misura riguarda esclusivamente gli aumenti collegati ai rinnovi dei CCNL sottoscritti nel 2024, nel 2025 o che si rinnoveranno nel corso del 2026.

In definitiva, si tratta di un intervento mirato: non generalizzato, ma potenzialmente significativo per chi rientra nel perimetro previsto dalla norma.

Giacomo Mazzarella

In Investireoggi dal 2022 è una firma fissa nella sezione Fisco del giornale, con guide, approfondimenti e risposte ai quesiti dei lettori.
Operatore di Patronato e CAF, esperto di pensioni, lavoro e fisco.
Appassionato di scrittura unisce il lavoro nel suo studio professionale con le collaborazioni con diverse testate e siti.

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