L’Africa torna a destare interesse fra gli investitori. Alcuni paesi del continente africano, poco conosciuti, vantano credenziali migliori rispetto ad alcuni paesi europei e americani e offrono, a parità di rischio, rendimenti superiori. Così è stato per l’emissione dei titoli governativi dello Zambia, l’Egitto o il Marocco, fra i più recenti, che hanno riscontrato i favore degli investitori internazionali, costantemente alla ricerca di occasioni e nicchie profittevoli sul mercato in un contesto di tassi d’interesse a zero.

 

Obbligazioni estere: aumenta l’interesse per i bond africani

 

Se l’appetito per gli investimenti in Africa è dunque aumentato, l’ammontare delle emissioni di titoli di stato non ha visto un pari incremento. Alla fine del 2012 gli emittenti africani, ad esclusione del Sud Africa, avevano effettuato solo 20 collocamenti per 7 miliardi di dollari, complice anche la crisi derivante dalla Primavera Araba scoppiata nel Mabreb che aveva spaventato gli investitori. Ora che le tensioni sociali sono rientrate, molti stati con i requisiti di bilancio in regola e i fondamentali più solidi sono pronti a battere cassa chiedendo soldi al mercato. Paesi come l’Angola, il Kenya, la Costa d’Avorio, la Tanzania, l’Uganda e il Mozambico – secondo gli analisti di Moody’s – sono tra gli stati che potrebbero emettere obbligazioni di bond internazionali appetibili nei prossimi anni, sopratutto per la costruzione di infrastrutture e progetti alle quali partecipano compagnie straniere. Il Ghana, in passato, ha anche emesso titoli in valuta locale (Cedi), ampiamente sottoscritti dagli investitori che credono nella crescita dirompente del paese per i prossimi anni. Tuttavia, per questi paesi, la valuta di riferimento resta il dollaro (Usd) per il quale c’è più liquidità in circolazione e, fatta eccezione per qualche emissione corporate sudafricana in euro, il debito africano è tutto in valuta a stelle e strisce. Già la scarsità di debito sovrano dei paesi africani ha visto una sottoscrizione in eccesso delle emissioni governative e questo significa che gli investitori non mirano solo al rendimento ma anche alla diversificazione dei propri investimenti in un’era in cui la globalizzazione ha sicuramente dato una mano verso l’accesso di mercati un tempo proibitivi.

 

Paesi emergenti: l’economia del Ruanda crescerà del 8% nel 2013

 

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Fra le varie emissioni che recentemente hanno destato curiosità, balza all’attenzione dei risparmiatori quella della Repubblica del Ruanda. Il piccolo stato africano (11 milioni di abitanti) è soprannominato la “Singapore dell’Africa” ed è citato dagli esperti come il campione mondiale delle riforme. Gli incresciosi episodi relativi al genocidio di 20 anni fa, sono ancora vivi nella memoria degli abitanti, ma le importanti riforme intraprese da allora dal Ruanda stanno facendo risorgere il paese guidato dal presidente Paul Kagame su basi tendenzialmente più democratiche. Obiettivo per i prossimi anni sarà quello di potenziare i collegamenti infrastrutturali del paese e le scorte energetiche, senza dimenticare la promozione del commercio regionale. Il pil crescerà – secondo le stime del Fondo Monetario Internazionale – dell’8%, dopo aver registrato una progressione media del 7,7% nel 2012. Questo non significa che i problemi del Ruanda siano superati, anzi, la disoccupazione è ancora vicina al 40% e molti servizi basilari sono del tutto assenti o distanti anni luce dagli standard europei e, comunque, il budget nazionale dipende ancora per il 40% dall’aiuto straniero.

 

Obbligazioni Repubblica del Ruanda 6.625% 2023 in dettaglio

 

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In questo contesto il Ruanda ha emesso un titolo di stato da 400 milioni di dollari. Interamente sottoscritto dagli investitori istituzionali e dai fondi internazionali, ha fatto registrare prenotazioni per 3,5 miliardi, il che la dice tutta sulla fame di emissioni governative di nicchia che potrebbero dare ritorni interessanti in futuro. Il titolo (XS0925613217) è stato emesso alla pari e offre una cedola fissa del 6,625%, pagabile semestralmente il 2 maggio e il 2 novembre di ogni anno fino al 2023.

Negoziabile sul mercato over the counter (Otc) per tagli minimi dai 200.000 Usd in su, il Ruanda 6,625% 2023 prezza al momento intorno a 97,50 per un rendimento lordo a scadenza del 7%. Il rating assegnato dall’agenzia S&P è B con outlook stabile per via essenzialmente delle tensioni ancora aperte con le autorità del Congo per questioni politiche e militari. Duecento milioni dei proventi dalla vendita dei titoli saranno sfruttati per ripagare i prestiti dei piani di sviluppo finora implementati, mentre altri 150 milioni saranno utili per lo stabilimento idroelettrico di cui il paese ha urgentemente bisogno.