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Oggi: 30 Giu, 2026

Vivere fuori dall’Italia e dichiarare redditi italiani: Modello 730 o Modello Redditi?

Modello 730 e residenza estera: pensioni, affitti e regole fiscali possono cambiare la dichiarazione più di quanto sembri
30 Giugno 2026
modello 730
Foto © Investireoggi

La dichiarazione dei redditi resta un passaggio obbligato anche per chi vive fuori dai confini nazionali ma continua a ricevere somme prodotte in Italia. Pensioni pagate da enti italiani, canoni di locazione derivanti da immobili situati nel territorio dello Stato e altri redditi collegati al nostro Paese devono essere valutati con attenzione. Non sempre, però, la strada più semplice è quella corretta: il Modello 730 non può essere usato in ogni situazione, soprattutto quando entra in gioco la residenza fiscale all’estero.

Quando il Modello 730 non è la scelta corretta

Il sistema dichiarativo italiano prevede due strumenti principali per le persone fisiche: la dichiarazione semplificata (o meglio il Modello 730) e il modello Redditi Persone Fisiche.

La prima soluzione è spesso utilizzata da lavoratori dipendenti e pensionati, perché consente una gestione più rapida dei rimborsi e delle trattenute.

La grande utilità della dichiarazione semplificata sta nella presenza del sostituto d’imposta. Quando viene indicato, il datore di lavoro o l’ente pensionistico effettua direttamente le operazioni di conguaglio. Se dalla dichiarazione emerge un debito, l’importo viene trattenuto dalla busta paga o dal cedolino della pensione. Se invece risulta un credito, il rimborso arriva con lo stesso canale.

Negli ultimi anni è stata ammessa anche la possibilità di presentare il 730 senza indicare il sostituto, pur avendone uno. In tal caso, se risultano imposte da pagare, il contribuente provvede con modello F24. Se emerge un credito non usato in compensazione, il rimborso viene erogato direttamente dall’Agenzia delle Entrate.

Lo stesso meccanismo, in sostanza, vale per il modello Redditi Persone Fisiche quando non interviene un sostituto d’imposta.

La differenza decisiva, quindi, non riguarda solo il modo in cui arrivano trattenute e rimborsi, ma soprattutto chi è ammesso a utilizzare ciascun modello.

Gli esclusi dal 730

Tuttavia, il 730 non è aperto a tutti. Restano esclusi, per esempio, i contribuenti con partita IVA e coloro che devono indicare redditi che possono essere dichiarati solo tramite il modello Redditi. Un caso particolare riguarda chi non ha residenza fiscale in Italia nell’anno d’imposta o nell’anno di presentazione della dichiarazione. In questa ipotesi, secondo le istruzioni ministeriali, deve essere utilizzato il modello Redditi Persone Fisiche, indicando nel frontespizio la condizione di residente all’estero.

Di conseguenza, un pensionato che vive stabilmente fuori dall’Italia e percepisce una pensione italiana, oltre, ad esempio, ad affitti da immobili situati nel nostro Paese, non può scegliere liberamente lo strumento dichiarativo semplificato se manca il requisito della residenza fiscale italiana.

Pensioni italiane e residenza fiscale

Per chi vive fuori dall’Italia, il punto centrale è la residenza fiscale. Un soggetto è considerato fiscalmente residente in Italia quando, per la maggior parte del periodo d’imposta, ha nel territorio dello Stato la residenza o il domicilio. Il riferimento temporale è pari ad almeno 183 giorni, oppure 184 giorni negli anni bisestili.

Se questo requisito manca, la dichiarazione deve seguire le regole previste per i non residenti. Le istruzioni ministeriali chiariscono che i contribuenti non fiscalmente residenti in Italia, nell’anno d’imposta oppure nell’anno di presentazione, devono usare il modello Redditi PF.

Per le pensioni, inoltre, occorre considerare l’eventuale presenza di convenzioni contro le doppie imposizioni. In assenza di accordi internazionali, oppure quando gli accordi prevedono la tassazione in Italia o in entrambi gli Stati, i redditi pensionistici erogati dallo Stato italiano, da soggetti residenti in Italia o da stabili organizzazioni italiane di soggetti esteri vanno indicati nella prima sezione del quadro RC del modello Redditi Persone Fisiche. Questo vale a prescindere dal luogo in cui è stata svolta l’attività lavorativa.

Scadenze del Modello 730 e Redditi PF

Per l’anno d’imposta 2025, il Modello 730/2026 deve essere presentato entro il 30 settembre 2026, sia con sostituto sia senza sostituto. Il Modello Redditi Persone Fisiche 2026, invece, ha come termine ordinario il 31 ottobre 2026. Poiché tale data cade di sabato, la scadenza slitta al 2 novembre 2026, salvo eventuali proroghe.

Nel caso di un pensionato residente fiscalmente all’estero, con pensione italiana, dunque, la soluzione corretta è il modello Redditi PF. L’INPS non può essere indicato come sostituto per presentare il Modello 730 quando la normativa impone l’uso del modello Redditi a causa della residenza fiscale estera.

Riassumendo

  • Il Modello 730 non è utilizzabile dai residenti fiscali all’estero.
  • Chi vive fuori dall’Italia deve valutare la residenza fiscale.
  • I non residenti devono usare il modello Redditi Persone Fisiche.
  • Le convenzioni contro le doppie imposizioni incidono sulla tassazione.
  • Per il 2026, Redditi PF scade il 2 novembre.

Pasquale Pirone

Dottore Commercialista abilitato approda nel 2020 nella redazione di InvestireOggi.it, per la sezione Fisco. E’ giornalista iscritto all’ODG della Campania.
In qualità di redattore coltiva, grazie allo studio e al continuo aggiornamento, la sua passione per la materia fiscale e la scrittura facendone la sua principale attività lavorativa.
Dottore Commercialista abilitato e Consulente per privati e aziende in campo fiscale, ha curato per anni approfondimenti e articoli sulle tematiche fiscali per riviste specializzate del settore.