Alcuni pensionati stanno ricevendo a maggio importi più alti del solito. E, come accade quando invece gli importi diminuiscono, scatta immediatamente il dubbio: si tratta di un errore dell’INPS? Oppure di somme che, prima o poi, saranno richieste indietro?
In realtà, nella maggior parte dei casi, c’è una spiegazione precisa e, soprattutto, non c’è nulla da restituire.
“Buonasera, mi chiamo Renato e sono un vostro lettore da anni. Sono andato in pensione con l’Ape sociale nel marzo 2025. Prima percepivo la Naspi. Questo mese ho notato circa 800 euro in più sulla pensione. Nel cedolino compare la voce bonus lavoro dipendente credito 2025.
Ma io non sono più lavoratore dipendente da fine 2023. Come mai questo accredito? Devo preoccuparmi di dover restituire i soldi?”
Un bonus per i pensionati: a maggio ecco il credito da lavoro dipendente 2025
La risposta è rassicurante: nulla di anomalo e nulla da restituire. L’importo aggiuntivo deriva dal cosiddetto credito da lavoro dipendente, che nel 2025 è stato riconosciuto anche a chi percepisce prestazioni come:
- Ape sociale
- Isopensione
Si tratta di misure che, pur non essendo pensioni definitive, sono fiscalmente assimilate ai redditi da lavoro dipendente. Ecco perché il bonus compare anche nel cedolino di chi non lavora più.
Ecco da dove nascono questi conguagli a favore dei titolari di Ape sociale e Isopensione
Il meccanismo è legato al conguaglio fiscale annuale che l’INPS effettua proprio nel mese di maggio.
In pratica:
- durante l’anno possono essere applicate trattenute fiscali più alte del dovuto;
- a fine periodo, l’INPS ricalcola tutto;
- se emerge un credito, lo restituisce in un’unica soluzione.
Il bonus lavoro dipendente spetta:
- fino a circa 20.000 euro di reddito, con importi mensili tra 80 e 120 euro;
- tra 20.000 e 40.000 euro, sotto forma di riduzione dell’imposta.
Nel caso del lettore, gli 800 euro ricevuti rappresentano molto probabilmente la somma degli importi mensili maturati nel 2025 durante la percezione dell’Ape sociale.
In sintesi
Quello che può sembrare un errore è in realtà un conguaglio fiscale a favore del pensionato.
- Non è un accredito indebito
- Non è un anticipo da restituire
- È un rimborso di imposte pagate in eccesso
In un sistema dove spesso si teme il peggio, ogni tanto accade anche il contrario: non un debito verso l’INPS da restituire, ma un credito finalmente riconosciuto.