iPhone X con Android a bordo, un paradosso? No, una truffa!

Sventata truffa degli smartphone iPhone X, nel napoletano trovati due depositi di melafonini contraffatti, scocca e interfaccia Apple, ma sistema operativo Android.

di Daniele Magliuolo, pubblicato il
Sventata truffa degli smartphone iPhone X, nel napoletano trovati due depositi di melafonini contraffatti, scocca e interfaccia Apple, ma sistema operativo Android.

Grande colpo della Guardia di Finanza a Napoli, a Casoria scoperti due depositi di smartphone Android con interfaccia iOS, identica a quella che Apple ha utilizzato per iPhone X. 12 mila pezzi sequestrati, tra questi spiccano anche diverse unità di orologi Rolex contraffatti.

iPhone X falsi finalmente sequestrati

Maxi operazione della Guardia di Finanza di Napoli la quale ha scoperto e sequestrato due depositi clandestini utilizzati per l’assemblaggio di prodotti di telefonia contraffatti. Scoperto anche il sistema attraverso il quale era possibile trasformare un normale smartphone Android nel più costoso IPhone X. Anche se il deposito in questione presenta anche altri prodotti contraffatti, in particolare note marche di orologi come Rolex, Audemars Piguet, Patek Philippe, Iwc, Panerai, Frank Muller, Omega con tanto di cofanetto e finta garanzia, a saltare particolarmente all’attenzione della cronaca sono stati proprio gli smartphone.

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Ha fatto infatti notizia il particolare e innovativo sistema di contraffazione, mai portato alla luce prima d’ora, che consente di immettere sul mercato nazionale una riproduzione falsificata dei nuovi “iPhone X. Lo smartphone arrivava dall’Italia da Hong Kong, in Cina, senza scocca, eludendo in tal modo i controlli doganali. Giunto poi nel deposito di stoccaggio di Casoria, veniva montato con la scocca tipica del nuovo iPhone X di Apple. A completamento degli stratagemmi delinquenziali architettati sono stati rinvenuti anche finti scontrini di acquisto, tutti identici tra loro e riportanti la denominazione di una nota catena di elettronica di diffusione nazionale, predisposti appositamente per attestare la verosimile “prova di acquisto” del prodotto tecnologico, al costo legale di 1.139 euro.

Insomma, una truffa congegnata in modo quasi perfetto e pronta per passare alla fase successiva, quella di vendita, mediante i canali di scambio dell’usato tra privati, diffusi soprattutto sul web, nei confronti di potenziali acquirenti, ignari della contraffazione e del connesso sistema fraudolento. A tal proposito, le indagini si sono poi spostate sui possibili smartphone già spediti, e fortunatamente sono state intercettate diverse spedizioni destinate ad ignari clienti che erano già in fase di avvio per mezzo di corriere espresso.

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Argomenti: Notizie, Smartphone, Apple iPhone