La tassazione delle criptovalute dal 2026 è salita dal 26% al 33% e, a differenza che in passato, non esiste più la franchigia dei primi 2.000 euro. Le plusvalenze realizzate rivendendo i token digitali sono stangate sin dal primo euro. E questo sta diventando un problema particolarmente tra coloro che non hanno mai effettuato la dichiarazione delle criptovalute possedute. A tale proposito, la legge italiana è chiara: l’omessa segnalazione anche della semplice detenzione nel Quadro RW comporta la sanzione dal 3% al 15% del valore delle crypto per ogni anno di omissione. La sanzione raddoppia se l’exchange sul quale si trovano i fondi ha sede all’estero.
Tassazione crypto: sanzioni elevate con omessa dichiarazione
Se si omette di dichiarare le plusvalenze, poi, si applica una sanzione dal 120% al 240% dell’imposta evasa più gli interessi di mora. In caso di dichiarazione infedele (si segnala il possesso, ma non la plusvalenza), la sanzione va dal 90% al 180%. Ci sono molti detentori di crypto spaventati, in quanto non hanno mai in passato segnalato al fisco di possedere questi asset e ora non sanno più come fare. Vorrebbero rivendere, ma temono che così emerga la loro omissione.
C’è chi, ad esempio, ha comprato Bitcoin tra il 2017 e il 2020 e non ha dichiarato al fisco nulla. Teme le conseguenze nel caso di rivendita, essendo tentato dal realizzare la plusvalenza. Un giovane ci scrive dicendo che negli anni ha ricevuto Ethereum come pagamento per sue collaborazioni da freelance. O un imprenditore che detiene Bitcoin su Binance, così come il pensionato che ha comprato criptovalute in contanti. Tutte storie di italiani nel limbo.
Regime amministrato di Cryptosmart soluzione a omissioni passate
Per loro fortuna, la soluzione c’è: il regime amministrato di Cryptosmart. Trattasi della principale piattaforma exchange italiana con sede a Perugia e al 100% italiana. Dallo scorso mese di maggio, garantisce ai clienti il servizio di gestione sul piano fiscale e burocratico. Un’incombenza in meno per l’investitore e, come abbiamo appena avuto modo di vedere, con molte responsabilità in meno. Pensa a tutto Cryptosmart, per cui il possessore di criptovalute non deve dichiarare o effettuare alcuna operazione di tipo fiscale e amministrativa. Risparmio di tempo, denaro e persino di preoccupazioni.
Come può Cryptosmart venire in soccorso di coloro che in passato non hanno dichiarato neppure il possesso? Questi possono depositare le crypto presso l’exchange italiana attraverso un semplice trasferimento dall’altra piattaforma. A quel punto, si assume che il costo di acquisto dell’asset sia pari a zero in assenza di documentazione. Da quel momento, l’investitore è perfettamente in regola con il fisco. Non affronterà sanzioni e interessi di mora. Pagherà, com’è ovvio, le tasse sulle crypto senza alcuna preoccupazione per le irregolarità passate, che vengono di fatto sanate.