In un periodo storico come quello attuale, segnato da difficoltà economiche diffuse per famiglie, lavoratori, imprese e pensionati, ogni entrata aggiuntiva è vista come una boccata d’ossigeno. Basta una notizia, o anche solo una voce, per accendere l’interesse collettivo. È ciò che sta accadendo con il tema degli arretrati sulle pensioni INPS fino a due anni: una notizia che circola con forza e che, va detto subito, non è una bufala.
Tuttavia, è altrettanto importante chiarire che non tutti i pensionati riceveranno questi arretrati. Il fenomeno riguarda solo una platea ben precisa, legata a un errore di calcolo da parte dell’INPS.
Vediamo quindi chi ne ha davvero diritto.
Sulle pensioni arrivano 2 anni di arretrati dall’INPS, ma solo a determinati pensionati
Non è la prima volta che l’INPS commette errori nella liquidazione delle pensioni, ma si tratta di situazioni che possono essere corrette. Anche in questo caso, infatti, alcuni pensionati avranno diritto a ricevere arretrati fino a due anni, proprio per effetto di un errore interpretativo delle norme introdotte con la legge di Bilancio 2024.
L’errore nasce dall’applicazione delle aliquote di rendimento della quota retributiva, utilizzate nel calcolo della pensione per alcuni lavoratori pubblici. In sostanza, sono state applicate aliquote meno favorevoli, penalizzando gli importi delle pensioni, quando invece avrebbero dovuto essere utilizzate quelle precedenti, più vantaggiose.
Da un errore scatta il rimborso e va tutto in automatico
Nel dettaglio, la manovra 2024 aveva previsto una riduzione delle aliquote di rendimento per contenere la spesa pubblica, ma solo per le pensioni anticipate e per i lavoratori con meno di 15 anni di contributi prima del 1° gennaio 1996.
Questa modifica non riguardava le pensioni di vecchiaia. Chi accede alla pensione a 67 anni, quindi, non avrebbe dovuto subire alcuna penalizzazione. Diverso il discorso per chi è andato in pensione anticipata, ad esempio con 42 anni e 10 mesi di contributi.
Il problema è che l’INPS avrebbe applicato queste regole restrittive anche alle pensioni di vecchiaia. Ed è proprio qui che nasce il diritto agli arretrati: i pensionati penalizzati dovranno ora recuperare le differenze non corrisposte.
I soggetti interessati sono principalmente lavoratori pubblici iscritti a:
- CPDEL (Cassa Pensioni Dipendenti Enti Locali);
- casse dell’ex INPDAP;
- gestioni CPS, CPI e CPUG;
Il messaggio INPS 787/2026 e gli arretrati sulle pensioni
La normativa restrittiva si applicava esclusivamente alle pensioni anticipate maturate dopo il 2023. Per le pensioni di vecchiaia, invece, nulla sarebbe dovuto cambiare.
Accortosi dell’errore, l’INPS è intervenuto con il messaggio n. 787 del 5 marzo 2026, chiarendo la situazione e avviando le procedure di correzione.
L’aspetto più rilevante è che tutto avverrà in modo automatico: i pensionati coinvolti non dovranno presentare alcuna domanda, né richiedere la ricostituzione della pensione. Sarà direttamente l’INPS a:
- ricalcolare gli importi corretti;
- determinare le differenze spettanti;
- accreditare gli arretrati ai beneficiari.
In definitiva, si tratta di una notizia reale ma circoscritta: non un beneficio generalizzato, bensì un rimborso dovuto a un errore tecnico che riguarda solo una specifica categoria di pensionati.