Non possiamo non sottolineare come andare in pensione in Italia sia spesso un percorso ricco di insidie, difficoltà e problematiche. Le criticità riguardano chi ha carriere contributive discontinue, ma anche chi ha maturato tutti i requisiti. Un esempio emblematico è quello di un nostro lettore alle prese con la CPDEL (Cassa Pensioni Dipendenti Enti Locali).
In questi casi, il problema non è il diritto alla pensione – pienamente maturato dopo 42 anni e 10 mesi di contributi – ma la decorrenza del trattamento, ovvero quando inizierà concretamente il pagamento della pensione.
“Buonasera, mi chiamo Piero e sono un dipendente comunale. Ho lavorato 35 anni in Comune e ho già ricongiunto i contributi versati in precedenza nel settore privato.
Escludendo 4 mesi di lavoro in un hotel ancora presenti nell’estratto conto, raggiungo ad agosto i 42 anni e 10 mesi. Pensavo di andare in pensione a dicembre, ma mi dicono che la finestra per i dipendenti degli enti locali è di 5 mesi. Non so quando potrò davvero andare in pensione e devo anche dimettermi prima della domanda. Mi aiutate?”
Pensioni anticipate: ecco come evitare la finestra di attesa e andare prima in quiescenza
La questione delle finestre di decorrenza è spesso più complessa di quanto sembri. Il diritto alla pensione scatta dal mese successivo al raggiungimento dei requisiti, ma il pagamento del primo assegno viene differito di alcuni mesi, pari alla finestra prevista.
Durante questo periodo, il lavoratore deve decidere se continuare a lavorare o dimettersi, una scelta delicata che richiede certezze e non semplici ipotesi.
Nel settore privato, la pensione anticipata ordinaria prevede una finestra di 3 mesi. Tuttavia, per i dipendenti degli enti locali iscritti alla CPDEL, la finestra è più lunga.
Finestra accorciata con il cumulo dei contributi
Come indicato chiaramente dall’INPS, per le pensioni liquidate a carico delle casse pubbliche – tra cui CPDEL, CPS, CPI e CPUG – la finestra è attualmente di 5 mesi. In passato era più breve (4 mesi fino al 2025, 3 mesi fino al 2023), mentre in futuro è destinata ad allungarsi ulteriormente: 7 mesi dal 2027 e 9 mesi dal 2028.
Nel caso del nostro lettore, però, esiste una possibile soluzione. I 4 mesi di contributi nel FPLD (non ricongiunti) possono rappresentare un’opportunità. Utilizzando lo strumento del cumulo contributivo, è possibile sommare i periodi versati in diverse gestioni previdenziali senza costi aggiuntivi.
Il vantaggio è rilevante: accedendo alla pensione anticipata tramite cumulo, la finestra di decorrenza torna a essere di 3 mesi, anche per chi proviene dalla CPDEL.
Il cumulo consente quindi di ottenere una pensione unica, calcolata pro quota dalle diverse casse, senza penalizzazioni e senza oneri. In situazioni come questa, può rappresentare una soluzione strategica per anticipare l’uscita effettiva dal lavoro e ridurre i tempi di attesa.