Perdere l’Assegno di Inclusione dopo mesi – o addirittura anni – di percezione rappresenta un colpo durissimo per molte famiglie. Si tratta spesso di un sostegno essenziale per arrivare a fine mese, e la sua interruzione può creare difficoltà immediate.
Nel 2026, però, sono aumentati i casi di decadenza, sospensione o revoca del beneficio. Vediamo perché.
Stop all’Assegno di Inclusione: la triste sorpresa per le famiglie e da cosa dipende
L’Assegno di Inclusione non è una misura automatica e permanente: è legato a requisiti precisi, che devono essere mantenuti nel tempo.
Anche chi ha percepito regolarmente il sussidio nei primi mesi dell’anno può perdere il diritto per cambiamenti, anche minimi, nella propria situazione familiare o reddituale.
Un esempio tipico è il compimento della maggiore età di un figlio: un evento naturale che, però, può incidere direttamente sul diritto al beneficio.
Ecco le regole che pochi considerano per l’Assegno di Inclusione
Il punto centrale è che l’Assegno di Inclusione è destinato a nuclei familiari con almeno un soggetto fragile.
Rientrano in questa categoria:
- persone con invalidità pari almeno al 67%;
- soggetti con più di 60 anni;
- minorenni;
- persone prese in carico dai servizi sociali;
- soggetti con carichi di cura (ad esempio genitori o caregiver).
È sufficiente la presenza di uno di questi soggetti – insieme al rispetto dei limiti economici – per ottenere il beneficio.
Tuttavia, il calcolo dell’assegno tiene conto solo dei componenti “fragili”. Questo comporta situazioni particolari:
- una persona sola over 60 può percepire lo stesso importo di una famiglia più numerosa, ma con un solo soggetto fragile;
- altri componenti del nucleo, se non rientrano nelle categorie previste, non incidono sull’importo.
ISEE, redditi e patrimoni: ecco cos’altro incide
Molti casi di perdita dell’Assegno di Inclusione derivano da cambiamenti nel nucleo familiare:
- un minorenne che diventa maggiorenne;
- il decesso dell’unico componente over 60;
- la cessazione della presa in carico da parte dei servizi sociali;
- la perdita dei carichi di cura.
A questi si aggiungono i fattori economici:
- superamento dei limiti ISEE (circa 10.140 euro);
- superamento del limite di reddito familiare (circa 6.500 euro);
- incremento del patrimonio mobiliare o immobiliare.
L’ISEE, inoltre, cambia ogni anno con la nuova DSU. Basta una variazione – anche riferita a redditi o patrimoni di due anni prima – per superare le soglie e perdere il beneficio.
In definitiva, l’Assegno di Inclusione è una misura fondamentale, ma anche estremamente sensibile alle variazioni. Per mantenerlo è necessario monitorare costantemente la propria situazione familiare e
