Per qualcuno, abituato da anni a utilizzarlo per le più diverse esigenze, è stata una vera doccia fredda. Parliamo dello SPID, l’identità digitale usata da milioni di italiani per accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione, che in molti casi è diventata a pagamento, mentre prima era completamente gratis.
Gli italiani in possesso della propria identità digitale SPID sono ormai moltissimi, e il fatto che un servizio sempre gratuito possa diventare a pagamento ha creato non poco malcontento. In realtà lo SPID ha sempre previsto, in alcuni casi, un costo iniziale di attivazione, variabile a seconda del provider scelto. Tuttavia, una volta attivato, il servizio non richiedeva ulteriori pagamenti periodici, se non le normali operazioni di sicurezza come l’aggiornamento di password o PIN.
La situazione è cambiata negli ultimi mesi: diversi provider hanno deciso di introdurre un canone periodico per continuare a utilizzare l’identità digitale. La scelta è legata anche al taglio dei finanziamenti pubblici all’infrastruttura SPID. Mentre lo Stato sembra spingere sempre di più verso l’utilizzo della CIE (Carta di Identità Elettronica) come alternativa.
La CIE, infatti, può essere attivata come identità digitale e utilizzata per accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione, svolgendo di fatto lo stesso ruolo dello SPID.
La CIE come alternativa, e dal primo agosto tutti con la nuova Carta di Identità Elettronica
Una delle novità più evidenti riguarda gli utenti di PosteID, il servizio di identità digitale fornito da Poste Italiane, che resta uno dei provider più diffusi in Italia.
Questo successo è dovuto anche alla presenza capillare degli uffici postali su tutto il territorio nazionale, che hanno reso semplice per molti cittadini attivare lo SPID direttamente allo sportello.
Una comodità che ha favorito PosteID rispetto ad altri provider come Namirial, Infocert, Sielte, Tim, Aruba, Lepida, Etna o TeamSystem.
Negli ultimi mesi Poste Italiane ha comunicato ai propri utenti la necessità di versare un contributo di circa 6 euro per continuare a utilizzare lo SPID. La scadenza varia da utente a utente, in base alla data di attivazione dell’identità digitale.
Una scelta simile è stata adottata anche da altri provider. Tuttavia esistono alternative gratuite, oltre ad alcune categorie esentate dal pagamento.
Tra le alternative più citate c’è proprio la Carta di Identità Elettronica (CIE), che può essere attivata come identità digitale. Inoltre, dal 1° agosto, le carte di identità cartacee non saranno più valide per l’espatrio, indipendentemente dalla data di scadenza indicata sul documento.
Questo significa che sempre più cittadini dovranno dotarsi della nuova Carta di Identità Elettronica, che una volta attivata potrà essere utilizzata anche per accedere ai servizi online della Pubblica Amministrazione, sostituendo di fatto lo SPID.
SPID a pagamento, anzi no, gratis: ecco chi non deve pagare nulla
Va comunque precisato che alcuni provider continuano a offrire lo SPID gratuito per determinate categorie di utenti.
Per esempio PosteID resta senza canone per:
- cittadini con più di 75 anni
- residenti all’estero
Esistono poi diverse strategie commerciali da parte dei vari provider.
Alcuni, infatti, mantengono lo SPID gratuito per ampliare la propria base di utenti e competere con altri operatori che hanno scelto di introdurre un pagamento.
In alcuni casi, però, la gratuità è legata a limitazioni o versioni ridotte del servizio. Un esempio è quello di Namirial, che offre una versione full con abbonamento annuale di circa 9 euro. Mentre la versione lite è gratuita, ma con funzionalità limitate.
Con la versione gratuita, infatti, potrebbero non essere accessibili alcuni servizi fondamentali come quelli dell’INPS o dell’Agenzia delle Entrate.
Per questo motivo, prima di scegliere o cambiare provider, è sempre consigliabile verificare costi, modalità di riconoscimento e servizi disponibili direttamente sul sito ufficiale del provider, così da individuare la soluzione più adatta alle proprie esigenze.